martedì 15 dicembre 2009

Romanzetto da 4 soldi VOL.9

Da quel fugace incontro io e Daniele non ci siamo più toccati.
Lo incontro spesso, mi sorride, mi chiede come sto, mi augura una bella giornata e bla bla bla.

Forse mi evita, non lo so. Ma non sembra in realtà, semplicemente sembra che quell'episodio (ora non posso classificarlo in altro modo) sia rimasto in una parentesi evanescente, quasi onirica.

Ma è successo?

Sì.
E' successo eccome.
Forse non vuole fare il bis.
Si è tolto lo sfizio.
No, non voglio crederci. Mi piace troppo, anzi, mi fa girare la testa.

Forse la sua vita da scapolo è più affollata di quel che immaginavo. Sento sempre del trambusto al di là della parete che ci divide. Degli strani rumori, anche di notte.
Forse soffre di insonnia.

Bè anch'io ultimamente.

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L'altra sera mi sono preparata un caffè forte e mi sono sdraiata sel divano.
Ho cominciato ad accarezzarmi lentamente.
Le mie dita scorrevano lungo il mio corpo...cercando un brividino anche minimo di incentivo.

Niente.

La mia mano è scesa giù sempre più giù...ma...nulla.

Ho afferrato il cellulare e ho chiamato la Taty, la mia miglior confidente.
E' sempre sveglia fino a tardi e riesce sempre a trovare una via di fuga quando ho il cervello inceppato.

"Taty, ho un problemino."
"Oh boia. Che problemino?"
"Non riesco più a masturbarmi."
...silenzio...
"Hai dato fondo alle scorte? Porno? Dildo? Fantasie sull'uomo nero?"
"...Fatto. Nada de nada."

"E' colpa di Daniele. O lo butti nel baule dei dimenticati oppure alzi il culo dal divano, vai in cucina, prendi il barattolo del caffè, lo svuoti nel bidone, e con la tua scatolina vuota vai a bussare alla sua porta."

Sapevo che Taty mi avrebbe caricata per il meglio. Ok devo prendere in pugno la situazione.

"Ok vado in missione. Ti chiamo domani. Grazie."

Ho lasciato perdere il caffè, mi sembrava troppo artefatto come stratagemma. Ho optato per un inconveniete tecnologico.

Toc toc.
.....
Toc toc.

Poi dei passi la porta che si apre.
Daniele.
In tuta.
Bellissimo.
Of course.

"Ciao Anna. Che succede?"

Cazzocazzocazzo.

"Scusa l'ora. Ma ho perso il carica batterie, non è che mi portesti prestare il tuo fino a domani? Mi serve per un samsung."

Ci deve credere. CI DEVE CREDERE.

"Certo! Ho ancora quello del mio telefono vecchio.Accomodati."
Ho attraversato dietro di lui il corridoio.

Poi BUIO.
Mi si è fermato il cuore.

"Ah scusa un secondo. Devo metterla a nanna"
Daniele si piega su un corpicino accoccolato sul divano. Lo prende in braccio e si dirige verso la camera da letto.
Stringeva tra le braccia una bimba sui 2 anni...addormentata. Con una folta chioma di riccioli castani e un musetto da cherubino.

Sono rimasta paralizzata. In mezzo alla sala.
Daniele torna verso di me. " Lei è Ginevra. La mia bambina."

Ecco. Forse più del caffè e del carica batterie avrei dovuto chiedere in prestito una bottiglia di wodka liscia.