giovedì 17 giugno 2010

Io e il gatto

E' terribile quanto sia semplice e immediato scrivere la verità sotto effetto alcolico.

La situazione è questa:
la Chiarina e l'Ele sono a letto mentre io ho un opprimente bisogno di esplodere.

Il gatto.

Ecco il gatto è importante perchè mi controlla.
Ebbene sì, lui mi tiene d'occhio. E' supino, indivanato, accanto a me.
Dorme a pancia all'aria con le manine (sì, mio figlio ha le manine, qualche problema??) raccolte sul cuoricino... e i piedini (sì mio figlio ha i piedi, qualche problema??) incartapecoriti come le zampette degli uccellini defunti.

M a c a b r o .

Io a tratti mi muovo in modo inconsulto e lui apre un occhio e mi fissa come un genitore severo.
E in realtà sono io il genitore. Lui è il mio cucciolo. Per sempre. Finchè vivrà io lo proteggerò.

E invece stanotte lui protegge me. Lo sento che mi perlustra.

Un casino di cose ci passano davanti come pellicole indemoniate. E pare che non sia richiesto un nostro giudizio. Giudicare non è carino, no?

Eppure dopo un tot di pellicole ti trovi a sentirti pieno di cose da dire e ora io sento il bisogno fisiologico di esternare il mio parere, con la dovuta eleganza e con il più rispettoso dei tatti. (dei tatti...pfiu..licenza poetica!)

Penso che siamo TUTTI circondati da opportunisti, da conoscenti superficiali e inutili( lo so è bruttissimo dire INUTILI) che fanno la mossa di riempire la nostra esistenza con presenze labili e grigiastre. Non si pronunciano mai su questioni delicate, non prendono posizioni, non piangono, non si arrabbiano, e non conoscono commozione.

Sono gradevoli sì, di compagnia...talvolta li scambi pure per amici...ma se ci fai caso li trovi più generosi e presenti solo quando sei utile loro per qualcosa o quando i tuoi bisogni si concigliano con le loro esigenze.

Ma come...non te ne eri accorto??


Il tuo ragazzo/ragazza ti tratta come una pezza da piedi? Non ti rispetta? Dà per scontata la tua dolcezza? Non ricambia il tuo sacrificio? Ti demoralizza? Ti abbandona quando sei più fragile? Ti scarica tutti i pesi sulle spalle? Ti fa sentire precario? Ti ignora? Ti mortifica? Ti concede solo gli scarti del suo tempo e magari te lo rinfaccia pure?

N O N T I A M A

Mi dispiace, ma non è vita.
E' come lavorare 12 ore al giorno sotto il sole cocente sollevando pesi e spaccandoti le mani a gratis.

Ti rendi conto che non ha senso.

E mi duole dirlo, ma tu, sì TU che ti fai grosso perchè sguazzi nell'ambiente giusto, e frequenti le persone giuste...e magari ti vesti nel modo giusto e ti scopi le persone giuste....ecco...solo per questo...

sei un PIRLA.

Ma ti vedi per quello che sei, cristo???
Riesci a vedere al di là di quello che riesce a percepire quella schiera di leccaculo di cui ti sei circondato??

E tu, donna che snobbi le altre donne, lasciati illuminare:
se non hai pietà verso nessuno, non credere che ci sarà chi avrà pietà di te.
Se mortifichi me solo perchè al momento ti sembro più fragile e ridicola...nessuno ti darà un bacio in fronte con la lode.

Ne ricaverai che qualora ti rincontrerò in altre circostanze, ti guarderò con algido distacco e se mi rivolgerai parola la butterò nel cesso per poi tirare l'acqua senza un pensiero di più.
E tu sarai feccia, per me e per chi mi crederà al riguardo.

A chi predilige ancora la forma alla sostanza:
La bellezza purtroppo si consuma. FATEVENE UNA RAGIONE. Si invecchia, non c'è botox, dieta, palestra, chirurgia che tenga.. a 40 anni non sarai mai come quando ne avevi 20.

Ed è per questo che devi affinare altre qualità...e farle valere con chi di dovere.
Perchè a 70 anni mi interesserà la tua personalità e la tua piacevole parlantina...
Ora anche...
ma tu mentre parlo sei distratto a guardare un bel culo che passa.

Ma sì, va bene...la vita è bella per questo. Perchè è dura.
E perchè c'è sempre un culo più sodo del tuo...e magari un carattere più semplice e appetibile.

Siamo tutti facilmente sostituibili come pezzi di ricambio.

Ed è per questo che feisbuc ha avuto tanto successo...abbiamo bisogno di condividere, di sentirci apprezzati...di sentirci amati...di sentirci corteggiati. E soprattutto consolati.
Al di là di tutto.

Io mi rimprovero molte cose. Non sono qui a sparare a zero. Sono terribilmente AUTOCRITICA.
Mi rimprovero di continuo, mi sento in colpa per le cose che non faccio come vorrei, mi accanisco sul mio fegato e sui mie capelli.

Riverso tutto sulla tastiera e spesso faccio più danno che bene...ma vabbè...scalpito per una vita migliore.

Vorrei amici sinceri, uno stipendio fisso e una casa confortevole, vorrei poter scrivere per la gente, cantare e ballare quando ne sento il bisogno e avere solo un raffreddore all'anno.

Vorrei riuscirmi a fidare del prossimo, vorrei godere di qualche esperienza eccezionale...
Vorrei non dover dire queste cose.
Ma le devo dire.
Perchè c'è chi ha bisogno di sentire come stanno le cose.

Ora, confido nella vostra intelligenza.
E' ovvio che non sono perfettamente lucida al momento. Ma sono consapevolissima di ciò che sto dicendo.
PRENDETE IN MANO LA VOSTRA ESISTENZA. Non fatevi distrarre da falsi eroi, da amori non corrisposti malati e controproducenti, da insoddisfazioni opprimenti.

PROGRAMMATE LA SVOLTA.
Circondatevi delle persone che vi danno delle buone sensazioni. Fate le cose che amate con passione e cuore. Non perdete tempo con esseri immondi, cazzo!!!

A volte le storie complicate, sono semplicissime. Non si vuole impegnare con te? Ti dimentica? Ti tradisce? Ti umilia? Gioca con i tuoi sentimenti? Ti usa quando si sente debole senza dire nemmeno grazie?

Pensaci...non ti sembra facile la soluzione??! S F A N C U L A L O / A !!!!!!!!!!!
Ti è concesso poco tempo per lamentarti. Lamentati di ciò che ti intristisce con chi dovrebbe sostenerti...testa la loro lealtà e poi ALZATI DALLA MERDA.

Cambia ciò che ti fa cagare con qualcosa di migliore per te.
R E A G I S C I !

Cerca di valutare le cose e le persone che ti stanno intorno. Ci sono delle erbacce e dei fiori.
Impara a distinguerli.
E forgiati. Addestrati come un guerriero saggio.

Affina le tue arti. Leggi e canta...muoviti!!!!
Non perdere la curiosità.

Ora sono stanca e me ne vado.
Tu però pensaci.

Alle 6 di mattina

Gran cuore a spargere "essenza" a quest'ora, direte.
Tanto ora on line non c'è nessuno. E io mi godo l'ennesimo bicchiere di vino e un'alba splendida in compagnia di un gatto sveglio.
- Shiro, te l'ho detto che se dormi presto ti sveglio presto. Cazzi tuoi.-

Ora, sappiamo che chi ha amato inutilmente rischia di diventare cinico e chi ama ha paura di chi lo è.

Ma è realmente credibile amare inutilmente? Forse è tutta una cazzata sta storia dell'amore stronzo.

In realtà non è questione di amore, ma solo di rapporti e persone...e difetti...e cazzate.
SOLO CHI è FORTE VINCE.

Vogliamo credere alla storia del: " non ha funzionato" o del " non eravamo compatibili"... oppure del " non avevamo per niente feeling"..

Una montagna di stronzate.
Ossia, ok può essere, ma l'amore ce la fa a smussare il tutto.

L'amore CE LA FA?
L'amore no, ma l'affetto e il RISPETTO PRONFONDO sì.

Io mi sono innamorata e anche disinnamorata, ma non per il gusto del ca**o, voglio dire.
Parlo anche dell'amicizia.
Del rapporto con i signori creatori (genitore e genitrice).

Cioè ci dovete pensare. Eccheccazzo non è mica così leggera come cosina.

Non sono una moralista, e nemmeno una moralizzatrice.
Sono stata una bambina atipica, e poi secchiona e poi ribelle e poi stronza e poi viziosa e poi apatica, e poi depressa e poi di nuovo viziosa e poi consapevole. E ogni tanto di nuovo STRONZA.

Ho imparato da tutti qualcosa. E grazie a chiunque ci sia da ringraziare sono sempre più rapida e forte nell'incassare i colpi e nel pianificare l'attacco.

Ma ancora talvolta mi sento fragile.
Quando mi sbronzo come un cane e lusingo le persone-attrazione che mi passano vicine...c'è chi comprende la mia fragilità momentanea e chi invece mi mortifica.

Ecco, io continuo a credere nell'amore anche se finisce...ma quelle facce mortificanti...io me le ricordo. SEMPRE.
Mi ricordo la voce, gli occhi, l'odore. Chi ti mortifica quando sei visibilmente debilitato non merita una seconda chance. REMEMBER.

E il karma esiste, gente.
Esiste. Fate sempre bene quel che sentite di dover fare.
E tutto andrà bene.

Scrivi una letterina a Gesù!

Quando ero sbarbina e innocente andavo spesso dalla nonna a raccontarle i segreti.
Tutte quelle cose che non volevo che sapessero i miei genitori ma che mi sentivo troppo in colpa ad omettere.
Solitamente si trattava di cosette, bravate da bollino verde.
Inutile dire che mi pesavano come peccati mortali.

Così andavo dalla nonna e la facevo promettere di mantenere il silenzio. E con la faccia contrita e le dita attorcigliate svuotavo il sacco.

Lei probabilmente faceva fatica a trattenere le risate.

Comunque mi diceva sempre la stessa cosa: "Nanì, non andrai all'inferno per questo. Scrivi una letterina a Gesù!".

E bè, io lo facevo. Scrivevo tutto, anche le malefatte dei miei amichetti chiedendo a Gesù di chiudere un occhio anche per loro.

Poi affidavo la letterina a mia nonna (che secondo me con Gesù era stretta così) perchè la consegnasse al destinatario.

Non mi ha mai risposto, vè.

Ora che credo di più nella disoccupazione, nell'affitto a canone concordato, nel rincaro dell' HERA, nell'alienazione, nella burocrazia snervante, nell'abuso di potere, nel matrimonio per sfinimento, nella procreazione riparatrice, nei leghisti per sentito dire, nei laureati ignoranti, nel tradimento facile, nei treni fantasma, nei cocktails annacquati a 7 euro, negli eventi con il nome straniero che fa più figo (ma poi ricordiamoci che c'è chi è leghista per sentito dire)...

...la letterina a Gesù non la scrivo piùùùù (rima da liscio dell'Antoniano).

Ora scrivo a tutti e a nessuno. Sparaflasho un po' di considerazioni nel buco di culo del cyberspazio.
Chennesò magari mi libero.
E non vado all'inferno.

Mi danno della favolapatica, della mulinobianchista, dell'anarchica sentimentale.
In realtà io ho i piedi ben piantati nella merda.
Adoro il rosa perchè sono nauseata dal marronemerda e non perchè ho un minipony in cortile.

Mi piacciono le commedie romantiche perchè sono annoiata dalle sensazioni corruttibili.

Leggo le favole perchè sono più interessanti dei pettegolezzi da bar.

Semplicissimo. Mi sono rotta i coglioni del marronemerda.
Caro Gesù, torniamo al periodo rosa.
Ps: Per il minipony ti scrivo a Natale.

Fa schifo...ma io l'amo.

Avevo 6 anni in meno quando ho varcato la soglia di Villa Bentivogli per la prima volta.

Era già novembre. Io e Gio, stanche di "pendolare" tutti i giorni tra Ravenna e Bologna cercavamo disperatamente una sistemazione che rientrasse nel nostro bilancio di badget e vivibilità.

Gio impegnata con le lezioni in Saragozza mi disse: "vai tu a vederla, se ce la possiamo permettere bloccala. Sono esausta di cercare."

Bè, Villa bentivogli (ormai battezzata Villa per un innato sarcasmo generale tra le conquiline storiche e le più recenti) si presentava piccola, poco luminosa e fatiscente.
Un piccolo appartamento dell'anteguerra, in tono con il quartiere Cirenaica che lo abbracciava.
Muri crepati, intonaco indeciso, arredamento assemblato alla meno peggio.

Le due ragazze che già lo abitavano sembravano ansiose di farci entrare nel contratto e così iniziò il viaggio.

Le formazioni sono cambiate. Le due strambe riminesi hanno levato le tende l'anno dopo, lasciando la camera a Nicoletta e alla mia cara Eloise. Poi sono arrivate Ale e Elenoire...e infine la Chiarina e la Mary.

Questi muri stanchi ne hanno viste tante. Amicizie indissolubili, amori fioriti e appassiti, liti, lacrime, esami superati e ripreparati. Dottoresse gloriose, traslochi, abbandoni e spalle forti che si sono schierate insieme per difendersi dalle difficoltà.

La villa è stata anche testimone di notti di sesso selvaggio, sbronze ingiustificabili, canzoni stonate e sfoghi liberatori.
E se non fosse già abbastanza, l'adozione e i primi passi di nostro figlio Shiro, ormai uomo di casa e re tigrato del nostro cuore.

Ora che io e Chiarina ci stiamo godendo l'ultimo mese con Elenoire, presto rimarremo sole con questo figlio peloso e delinquente.

Non ce la sentiamo di rimetterci in casa sconosciuti e ricominciare il gioco, in cui ormai siamo tanto brave, della fiducia e dell'equilibrio e ancora delle regole, dei limiti...

Quindi ormai è deciso. Lasciamo Villa Bentivogli e cerchiamo un nuovo focolare per noi due, Shiro e per le nostre tasche.

E dovrei esserne felice, so che è la cosa giusta da fare.
Villa Bentivogli in definitiva fa schifo.
Ma io..l'amo.
Ci sono cambiata dentro...ci sono cresciuta, ho amato, urlato, pianto, ballato, cantato, creato...senza limiti.

Amo le sue pareti scrostate, il divano stregato che ti inghiotte, lo sgabuzzino delle robe rotte, la lista ingiallita delle nostre frasi celebri attaccata alla credenza.
La tendina rossa scucita del bagno, il balconcino come occhio e orecchio indiscreto verso gli appartamenti dirimpettai, il tavolo che cigola in finto marmo, il fornello dei puffi, le pubblicità di moda che coprono le impronte sui muri, la famiglia peruviana del piano di sopra con il bambino indemoniato, i vecchi che si fermano a chiacchierare come cornacchie alle 7 di mattina sotto la finestra, ....

Amo tutto di questo nido.
Lo so...lo so...fa schifo.

E dobbiamo andare via. Non ci conviene più rimanere. Non devo piangere, no dai. Cazzo.

Ma non posso sopportare che altri possano viverci dentro. Non posso accettare che qualcuno possa buttare via il divano stregato o offendere il fornello dei puffi.
E che ne sarà dello sgabuzzino delle robe rotte?

Che ne sarà?

Tre mesi per impacchettare 6 anni...e infiniti battiti.

Siamo tutti Mangiafuoco

Visto come è facile farsi condizionare?
Basta che un'amica torni da una vacanza ben riuscita che ti viene voglia di partire.

Basta guardare un film che premia i coraggiosi, che ti senti subito più motivato.
E magari anche più forte.

Basta un fantasma che torna a manifestarsi che tendi a sentirti fragile e indifeso.

Leggi una fiaba...e ci credi un po' di più.

Ed essere recettivi va bene, essere sensibili...anche.
Ma le barchette di carta...non reggono carichi nè tempeste.

Le insicurezze sono le carnefici del piacere. Più sei insicuro e più la carta della barchetta è sottile e ogni onda da carezza muta in schiaffo.
Sei insicuro e non ti basta più ciò che hai costruito. Hai bisogno di conferme, di coccolare il tuo ego zoppo, di appagare una vanità in crisi.

E lo fai lasciandoti abbagliare da specchietti per allodole. Brillocchi farlocchi. Che somigliano a cose meravigliose: rinascita, sfida, fuga, sfogo, rivalsa, ribellione, cambio di rotta, grande salto.

Fregarti diventa così facile che non ti accorgeresti nemmeno della "loscaggine" del Gatto e la Volpe.
Perchè hai solo bisogno di essere distratto e di qualche sorriso frivolo, senza impegno.

Nuovi rifugi amorevoli e leggeri che non ti portano il conto, sembrano proteggerti dalla pesantezza del mondo.
E a volte ci vuole, a volte la svolta è una tappa obbligata..per non lasciarsi spegnere.

Ma saper distinguere è sempre più difficile. E troppi ci cascano.

Forse in fondo in fondo lo sai.
Te lo senti che non è la verità.
Ti stai raccontando ciò che hai voglia di sentire.

Siamo tutti un po' Lucignoli e ,di riflesso, Mangiafuochi.
E i Grilli Parlanti mi hanno sempre procurato una certa irritazione.
Sono arrivata al punto che mi fa sentire di gran lunga più soddisfatta essere la Fata Turchina e lasciare che tutti facciano il loro gioco.

Non voglio essere un clichè

Mi hai guardato il culo probabilmente.
La prima volta che ti sono passata attraverso. Nella folla. Nelle note.

Ero così comune, non è così?
Hai considerato la mia espressione, chiedendoti se potevo essere vivibile, almeno per una serata.

Eppure ci ho messo una vita a plasmarmi come volevo. E non ci sono ancora riuscita del tutto.
Per fortuna.
Per cosa vivere sennò?

Non ci siamo chiesti nulla. Non abbiamo avuto pretese.
Le nostre sfumature così differenti non turbavano la tela che abbiamo cominciato a dipingere a 4 mani.

Era giusto così, era facile così.
Che poi, alla fine, facile non è stato davvero.

Ma non importa. Tanto meglio.
Per cosa sentirsi vivi sennò?

E mi ritrovo ancora a tentennare, dopo un considerevole sfogliare di pagine temporali, sull'idea di stabilità che mi ero prefissata per sentirmi bene.

Sono contenta-lucente e continuo a temere di non esserlo più, all'improvviso.
Perchè è un clichè, al quale tutti si sono abituati.

Prima o poi le cose cambiano, finiscono e si lasciano rovinare.
Diamo valore a cose, persone momenti...per poi buttarle via, non appena il vento soffia contrario.

Ma io sono nata alla rovescia. Io sono naturalmente legata alle cose, persone, momenti che ho messo dentro al petto. E non riesco a vomitarle fuori come se niente fosse. Per un brivido, un'avventura, una difficoltà superabile.

Io ci credo.

E il cinismo mi abbatte.
Allo stesso tempo sono cinica anch'io. Quando guardo fuori dalla finestra. O forse solo scettica, per paura di sbagliarmi.

Mi vergogno di credere ancora nelle eccezioni. Eppure esistono. Le ho vissute. Ho goduto della loro esistenza.

E sono cresciuta con la grande ambizione di fare la differenza, nel mio piccolo.
Forse pecco di ingenuità. Ma sono in continuo conflitto con la mia visione "romantica" della vita e delle esperienze.

Voglio crederci. Voglio sperare di non essermi infilata in una sceneggiatura già corretta.
Non voglio essere una cazzo di clichè.

Voglio vivere e crescere con un bagaglio eccezionale.
Voglio stare dove le persone che abbraccio e bacio nelle fotografie mi dicono la verità. Bella o terribile che sia.

Dove c'è chi ha il coraggio di reggere la tensione e il silenzio. Chi ha il coraggio di romperlo quel silenzio.

E magari non sono l'unica a vedere la differenza tra lo squallore di finte luci e i bagliori intensi dei cieli estivi. La differenza tra l'intermittenza e la poesia della persistenza.

Non mi arrendo. Mi voglio fidare dell'istinto.
C'era una volta.... aspetta, il resto lo scrivo io.

Te lo ricordi l'odore dell'Eastpack?

...E della Napapijri?
Era un odore confuso di tela e gomma. Si mischiava con quello più intenso e dolciastro del vocabolario di greco.

E le Vivident nella tasca esterna. Non mancavano mai la mattina. Poi all'una e venti, rimaneva la scatolina insonora.

Te la ricordi la lite furibonda dopo che Morelli ci fece vedere America History x?
Quanto piansi. Ovviamente troppo. :)

E la lista della spesa da fare al bar di Gae per l'intervallo era destinata al non fumatore più misericordioso che si sobbarcava la fila e la ressa per sfamare tutti.

Panino alla cotoletta, rustiche e un galak. Il mio spuntino fisso.

I miei comapagni di banco più duraturi: Andrea e Gillo. Quindi sentivo idolatrare i Metallica da una parte...e i Nirvana dall'altra.
Andrea credo avesse anche l'ambizione di condizionarmi...tuttora mi ritrovo il logo dei Metallica disegnato sulle mie vecchie Smemo.

A proposito di Smemo...a fine anno diventavano container esplosivi di 8 kg.
Smemo o altro che fosse, per qualche settimana lo scambiavo con il diario di una mia cara amica del Liceo artistico, la Sarina. E quando ce lo restituivamo il mio era diventato un'opera d'arte.

E la gita roccambolesca in Sicilia? Mille tragedie, sbronze moleste e sgami infausti.
Non parliamo della rissa sfiorata a Sorrento di J e Bubi. (eravamo a Sorrento?)

E lo scherzo di Vito e Pippi nei bungalow ? Ci sono venuti a svegliare con le calze nere in testa fingendo una rapina e io non ho nemmeno cagato la mossa e ho continuato a dormire.

Sempre durante quella gita Nico e non so chi altro avevano scoperto che le chiavi aprivano tutti i bungalow e così mentre noi non c'eravamo ..avevano cambiato la disposizione della nostra stanza.

Te l ricordi i primi pacchetti di sigarette comprati a metà? Kim alla menta. Sai Gio, ogni tanto ne fumo qualcuna per risentire il sapore di quel periodo.

Facevamo vibrare il cel di Ste nella sua tasca mentre era interrogato alla lavagna. Che pirla.

E J che faceva il verso della mosca per far impazzire la Di Fiore?

E l'occhio di vetro della prof. R?
E le erezioni di A.C. quando la prof di matematica si metteva la mini?

Ma l'interrogazione di Suor Germana non te la ricordi? Forse sto andando troppo indietro.

Pensavo non mi sarebbe mai mancato tutto questo.

Quando lui ti cambia la vita

Da quando ci sei tu sono cambiate tante cose...in un momento molto difficile ho sentito il bisogno di qualcuno di cui prendermi cura.
Ti avevo immaginato diversamente...dovevi essere una lei, e ti avremmo chiamato Fujiko.

Ma poi c'è stato un errore.
"E' un maschio, mi dispiace,..."
Ti abbiamo visto. Io, Chiarina, Ele e Mary. Quel musetto dolcissimo...quei tuoi acchioni ancora azzurrissimi per i pochi giorni di vita.

Ci siamo guardate...
"Tu vieni a casa con noi."

Da quel momento, dal primo giochino che ti ha comprato la Chiarina...lei è ancora la tua compagna di giochi preferita. Dalla prima poppata col biberon che ti ha dato la Mary...cerchi sempre del cibo tra le sue mani. Dal primo pisolino sulla scrivania dell'Ele mentre ripeteva per un esame...lei è ancora il tuo relax e io, iperprotettiva e innamorata di te sono lo scudo di ogni tua paura.

Sei cresciuto, sempre più simpatico e vivace...hai terrorizzato la veterinaria, hai conquistato amici e personaggi di passaggio, sei stato dolce e presente quando percepivi momenti di grande tensione.

Mi hai fatta disperare quando ti sei nascosto in cantina e ho sentito la felicità VERA quando ti ho riabbracciato.

Riempi le nostre giornate e ci fai sentire mamme adoranti ogni giorno di più.
E magari sei solo un gatto, e magari non sai parlare....ma oggi compi un anno e io ti dedico questo pezzettino di cuore scritto, con tutto l'amore che non avrei mai pensato di provare.