Avevo 6 anni in meno quando ho varcato la soglia di Villa Bentivogli per la prima volta.
Era già novembre. Io e Gio, stanche di "pendolare" tutti i giorni tra Ravenna e Bologna cercavamo disperatamente una sistemazione che rientrasse nel nostro bilancio di badget e vivibilità.
Gio impegnata con le lezioni in Saragozza mi disse: "vai tu a vederla, se ce la possiamo permettere bloccala. Sono esausta di cercare."
Bè, Villa bentivogli (ormai battezzata Villa per un innato sarcasmo generale tra le conquiline storiche e le più recenti) si presentava piccola, poco luminosa e fatiscente.
Un piccolo appartamento dell'anteguerra, in tono con il quartiere Cirenaica che lo abbracciava.
Muri crepati, intonaco indeciso, arredamento assemblato alla meno peggio.
Le due ragazze che già lo abitavano sembravano ansiose di farci entrare nel contratto e così iniziò il viaggio.
Le formazioni sono cambiate. Le due strambe riminesi hanno levato le tende l'anno dopo, lasciando la camera a Nicoletta e alla mia cara Eloise. Poi sono arrivate Ale e Elenoire...e infine la Chiarina e la Mary.
Questi muri stanchi ne hanno viste tante. Amicizie indissolubili, amori fioriti e appassiti, liti, lacrime, esami superati e ripreparati. Dottoresse gloriose, traslochi, abbandoni e spalle forti che si sono schierate insieme per difendersi dalle difficoltà.
La villa è stata anche testimone di notti di sesso selvaggio, sbronze ingiustificabili, canzoni stonate e sfoghi liberatori.
E se non fosse già abbastanza, l'adozione e i primi passi di nostro figlio Shiro, ormai uomo di casa e re tigrato del nostro cuore.
Ora che io e Chiarina ci stiamo godendo l'ultimo mese con Elenoire, presto rimarremo sole con questo figlio peloso e delinquente.
Non ce la sentiamo di rimetterci in casa sconosciuti e ricominciare il gioco, in cui ormai siamo tanto brave, della fiducia e dell'equilibrio e ancora delle regole, dei limiti...
Quindi ormai è deciso. Lasciamo Villa Bentivogli e cerchiamo un nuovo focolare per noi due, Shiro e per le nostre tasche.
E dovrei esserne felice, so che è la cosa giusta da fare.
Villa Bentivogli in definitiva fa schifo.
Ma io..l'amo.
Ci sono cambiata dentro...ci sono cresciuta, ho amato, urlato, pianto, ballato, cantato, creato...senza limiti.
Amo le sue pareti scrostate, il divano stregato che ti inghiotte, lo sgabuzzino delle robe rotte, la lista ingiallita delle nostre frasi celebri attaccata alla credenza.
La tendina rossa scucita del bagno, il balconcino come occhio e orecchio indiscreto verso gli appartamenti dirimpettai, il tavolo che cigola in finto marmo, il fornello dei puffi, le pubblicità di moda che coprono le impronte sui muri, la famiglia peruviana del piano di sopra con il bambino indemoniato, i vecchi che si fermano a chiacchierare come cornacchie alle 7 di mattina sotto la finestra, ....
Amo tutto di questo nido.
Lo so...lo so...fa schifo.
E dobbiamo andare via. Non ci conviene più rimanere. Non devo piangere, no dai. Cazzo.
Ma non posso sopportare che altri possano viverci dentro. Non posso accettare che qualcuno possa buttare via il divano stregato o offendere il fornello dei puffi.
E che ne sarà dello sgabuzzino delle robe rotte?
Che ne sarà?
Tre mesi per impacchettare 6 anni...e infiniti battiti.
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