martedì 12 gennaio 2010

Romanzetto da 4 soldi PARTE ULTIMA

Daniele mi ha chiesto di rimanere a dormire da lui e Ginevra varie volte questo mese.
Credo che mi abbia tenuto a distanza giusto il tempo necessario per avere una sorta di "consenso tacito" della bambina.
Bè, io e lei andiamo alla grande.

Io e Daniele finalmente abbiamo rifatto l'amore. In modo molto diverso dalla volta nella toilette.
Lo abbiamo fatto in un letto.
Il suo letto.
E' stato lungo e intenso.
Fronte a fronte, sudore nel sudore, le mie cosce che fremevano dagli spasmi. Le sue mani sempre più forti, eppure mai pesanti su di me. Dappertutto.
Poi mentre l'orgasmo mi stava consumando di piacere lui mi ha detto Ti Amo.


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Ormai praticamente non mi lascia più andare a casa nemmeno per prendere i vestiti...passo i momenti liberi con lui... e le sue t-shirts.
Il mio ex marito i primi tempi adorava il fatto che io fossi molto svagata nell'intimità. Nessuna timidezza nel mostrarmi con la cera peggiore, gara di rutti insieme dopo ogni birra davanti alla tv, autoironia sulle crisi d'identità dei miei capelli.

Ma poi col tempo tutto questo mi ha resa meno femminile. Meno misteriosa.
E lui per tutta risposta si è scopato mia sorella, ovvero una Barbie boccolata lampadata "taccata" lustrata con gli occhi da squalo.

Non che questo mi abbia complessata, ma diciamo che ora qualche titubanza mi coglie.
E se anche Daniele si stancasse di una donna-bambina che gira per casa con il cappuccio della felpa in testa e le pantofole di Candy Candy?

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I mei amici mi mettono in guardia da qualche settimana.
Loro, più obiettivi di me, più lucidi, notano in Daniele delle sfumature che io non riesco a cogliere.

Ultimamente è distratto. Vago. Poco presente.
E' sempre con gli amici, o a suonare, o al lavoro, o in palestra....
Ginevra è spesso dalla nonna. vedo poco pure lei.

L'altra sera è tornato a casa ubriaco e mi ha suonato alla porta alle 2 di notte perchè...aveva voglia di me.

O meglio, aveva voglia di fottere.
L'ho lasciato fare con poca convinzione.
Era distante, volgare. A mala pena mi guardava neli occhi.

Mi veniva da piangere. L'ho mandato a casa senza nemmeno fargli un caffè.

Il giorno dopo l'ho chiamato.
Ho messo in chiaro la mia posizione. Gli ho detto che io volevo una persona coerente accanto e non un bamboccio cresciuto che invece di educare sua figlia passava la sua vita a cercare di continuo una distrazione o un fottuto effimero palliativo di soddisfazione personale.
Lui zitto.

Gran delusione il suo silenzio.
Speravo che ci fosse una spiegazione, un cavillo di salvezza.

E invece mi ha dato ragione.
Mi ha detto che è in continua ricarca di qualcosa. Che si stanca facilmente. Che non vuole rotture di cazzo.

E' stata tutta colpa mia.
Mi sono fatta trasportare da un brivido inaspettato, credevo che avere davanti un giovane uomo lavoratore e padre fosse una garanzia.
E invece niente lo è.
Sono i fatti che contano. Sono i segnali che non vanno MAI sottovalutati.

Ginevra ogni tanto mi passa a salutare con la nuova "babysitter".
Una ragazza giovane, boccolata, "taccata" e lampadata.
E' simpatica. Vuole fare la stilista e si fa la gavetta da Gucci. Le piacciono i bambini, ma solo quelli degli altri. Va a ballare ogni fine settimana e arrotonda con lavori saltuari per comprarsi la macchina sportiva dei suoi sogni. Così può disfarsi della Smart (vi ricorda niente??).

E io?
Bè io mi sono iscritta ad un corso di arti marziali per sfogare la rabbia repressa.
Lavoro più del solito e ho adottato un cucciolo di alano. Si chiama Juri.

Per il momento ho accantonato di nuovo favolette e storie rovinose.

Anche se... il veterinario di Juri...mi sta entrando in testa...ha 38 anni, è italo spagnolo, ha la voce di velluto e profuma sempre di bagnoschiuma...


domenica 3 gennaio 2010

Romanzetto da 4 soldi VOL.12

E’ da giorni che guardo la bambina di Daniele quando lui non c’è.
Che dire…
Stare con lei è come sentire la sabbia sotto i piedi nudi.
E’ così pura e spumeggiante.
Allo stesso tempo la sua vivacità di pensiero mi fa presupporre una innocenza già in fase di risveglio.
E’ dolce, ma vagamente impertinente.

Le piace il suono della parola “dorato”. La dice di continuo anche nei contesti meno opportuni.
Così, solo per pronunciarla una volta in più.

Dice sempre che sono bella come una principessa.
Io continuo a rispondere che è meglio credere alle streghe che alle principesse.
Lei allora ride come se ne sapesse più di me.

Stamattina niente lavoro. Domenica fottutissima.
La aborro.
Divento un’ameba informe piaggiata sul divano, solitamente vestita con gli indumenti più brutti e imbarazzanti che vanta il mio guardaroba.

I capelli si giustificano pur non avendo giustificazioni. La faccia mi diventa grigia, come il mio umore merdoso.

Sto lì a fissare inerme il palinsesto più raccapricciante che trovo tra uno zapping e l’altro finchè ad un certo punto suona il campanello.
Mi alzo dal letargo e oscillo verso il citofono.
-Chi èèè?
Nessuna risposta.

Allora apro il portone e sbircio fuori.
A meno che non sia un folletto mignon o baby puffo direi che mi ha suonato un fantasma.
Poi sul tappetino noto qualcosa.

Tulipano giallo + biglietto.
Sul biglietto un disegno:
un castello.

E dentro una frase:
“Ginevra ha ragione, sono più belli i castelli dei palazzi.”

Romanzetto da 4 soldi VOL.11

Eccomi qui.
Nell'appartamento di Daniele.
Lui è andato via. Mi ha lasciata con l'infante.

Ho freddo. E le mani sudano.

Perfetto.

Ginevra è seduta sul tappeto e gioca coi Lego.
Mi avvicino, mi siedo davanti a lei.

Ha una salopette rosa con sotto una maglietta bianca, i calzini a strisce.
Mi guarda, sorride.

" Voglio fare un castello"

E io: "Mmm, con i Lego?"
E lei: "Sì."

Mi pare difficile.
Al massimo puoi fare un palazzo senza tetto.

" Sicura che non preferisci fare un palazzo?"
"Sì, voglio un castello"

Sì e magari vuole anche un principe e un cavallo bianco.
Povera illusa.

"Se vuoi ti aiuto."
"Va bene. Tu fai il disegno."

Ecco lo sapevo che mi sarebbe toccato riprendere in mano i pastelli.


Dopo 20 minuti mi ha chiesto:
"Mi fai vedere il disegno?"

ECCOLO.

"Chi sono quelli davanti al cancello?" mi chiede Ginevra con gli occhioni sgranati.

"Ehm dunque, c'è la regina, il re, il giardiniere che è l'amico della regina e poi c'è la principessa con il suo ragazzetto...che non è ancora il suo fidanzato, perchè per ora si divertono solo."

Ginevra rimane un po' perplessa. Poi disfa il castello che stava costruendo.

"Ora faccio un palazzo"

Romanzetto da 4 soldi VOL.10

Ho invitato le mie ragazze a casa per un dopo-cena rosa, all'insegna del chiacchiereccio fine a se stesso e -perchennò- dello sfogo a catena su stress vari.

Ordine del giorno: patatine al formaggio, birra rigorosamente Moretti e filmetti distensivi, divano, piedi all'aria. Varie ed eventuali.

Dopo aver seccato il quarto 33ino di Mr Sincerità Moretti ho squarciato il brusio leggero con un glorioso...

"DANIELE è UN RAGAZZO PADRE."

...Mara, Giulia, Taty e Francesca...4 sguardi attoniti su di me.

Taty come al solito rompe il silenzio. "E questo è...un problema...giusto?"

E io: "No, cioè, non so...è che...non me lo aspettavo ecco. Lui era il mio...sensualissimo oggetto del desiderio e ora è...un sensualissimo ragazzo padre."

Ho spiegato poi alle mie 4 sorrellone non di sangue ma di vita che Daniele è diventato padre quasi 3 anni fa, la madre di Ginevra lo ha lasciato e come se non bastasse ha lasciato il paese, per cercare fortuna come danzatrice del ventre.

Ebbene sì. Non sto scherzando.

Ora, il problema fondamentale è che Daniele mi ha chiesto la cortesia di fare da babysitter alla bambina mentre lui è alle prove con la sua cover band.

Sempre che per me non sia un disturbo.

Io credo di aver balbettato una sorta di: "Sì, certo...cioè, vabbè se posso, volentieri. Tra vicini... cioè...sì sì. Figurati."

Checcazzo devo fare?
Mi improvviso babysitter della figlia del mio desire-toy ?

Mara: " Ma è solo un uomo oggetto per te? "

Brrrrrr....domanda-valanga
-doccia-gelata-checcazzoneso-checcazzorispondo.

"Io...io...non so, cioè all'inizio era questo...poi non so...io credo...di provare qualcosa per lui."