domenica 3 gennaio 2010

Romanzetto da 4 soldi VOL.12

E’ da giorni che guardo la bambina di Daniele quando lui non c’è.
Che dire…
Stare con lei è come sentire la sabbia sotto i piedi nudi.
E’ così pura e spumeggiante.
Allo stesso tempo la sua vivacità di pensiero mi fa presupporre una innocenza già in fase di risveglio.
E’ dolce, ma vagamente impertinente.

Le piace il suono della parola “dorato”. La dice di continuo anche nei contesti meno opportuni.
Così, solo per pronunciarla una volta in più.

Dice sempre che sono bella come una principessa.
Io continuo a rispondere che è meglio credere alle streghe che alle principesse.
Lei allora ride come se ne sapesse più di me.

Stamattina niente lavoro. Domenica fottutissima.
La aborro.
Divento un’ameba informe piaggiata sul divano, solitamente vestita con gli indumenti più brutti e imbarazzanti che vanta il mio guardaroba.

I capelli si giustificano pur non avendo giustificazioni. La faccia mi diventa grigia, come il mio umore merdoso.

Sto lì a fissare inerme il palinsesto più raccapricciante che trovo tra uno zapping e l’altro finchè ad un certo punto suona il campanello.
Mi alzo dal letargo e oscillo verso il citofono.
-Chi èèè?
Nessuna risposta.

Allora apro il portone e sbircio fuori.
A meno che non sia un folletto mignon o baby puffo direi che mi ha suonato un fantasma.
Poi sul tappetino noto qualcosa.

Tulipano giallo + biglietto.
Sul biglietto un disegno:
un castello.

E dentro una frase:
“Ginevra ha ragione, sono più belli i castelli dei palazzi.”

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