mercoledì 15 settembre 2010

Sono caduta per terra. Ridendo.

Sì sì gente sono caduta per terra.

E NON perchè non sto stare in piedi o perchè ero in condizioni alcoliche ingiustificabili.

Sono caduta perchè il pavimento era BAGNATO...e si sa che i passi di ballo anni 90, frenetici e stra-ritmici, possono potenzialmente nonchè pericolosamente intralciare il mio equilibrio.

Bè.

Ciò che conta è che quando mi sono ritrovata a faccia in su ho maturato un pensiero STRONZO.

Ma a me.. chi me lo fa fare di stare così a faccia in su?

Chi mi impone di guardare in alto in cerca di un aereo...un aquilone...un cazzo di palloncino che passa?

Ora che sono stanca di stare ad ascoltare cazzate e filosofie fasulle...mi sorprendo a nutrire delle opinioni discutibili sul vostro professarvi "esseri umani".

Senza offesa eh...e perbacco, mi sono ripromessa di tenere tra gli amici di questo famigerato network soltanto le persone che vibrano forte come corde nel mio quotidiano, quindi direi che ben pochi di voi sono sulla mia forca emotiva.

Eppure mi sento delusa da alcuni di voi, come mi sento altrettanto confusa per quanto riguarda il colore che avevo scelto per vivere la mia vita. (per chi mi conosce risulterà evidente che sto parlando del rosa, in quanto mia attrazione cromatica fatale).

Spesso rifletto sul fatto che mi sia necessario alterare le mie percezioni con una serie imprecisa di biberoni liquorosi tutte le volte che necessito di sentirmi un po' meglio di "bene".

Mi fermo quasi sempre ad una soglia lucida nella quale comprendo l'essenza reale del mio pensiero...e ne godo...e ne soffro.

Questo perchè tutto ciò che modero dall'alba al tramonto si rivela più acre di quel che credevo appena dolce e giusto.

Ottimo.

A questo punto libero i cavalli dalle briglie e li lascio cavalcare arbitrariamente.

Direi che questo è il momento adatto per dire che giudico...sì...lo ripeto, GIUDICO vuoti e bovini alcuni sguardi insensibili, mi fanno schifo i saluti di circostanza e quei sorrisi "plasticocollosi" irritanti che mi puntate addosso in cambio delle mie affettuosità.

Sono aberranti i vostri discorsi illogici quando tentate di essere divertenti con leggerezza...risultate offensivi e tuttalpiù viscidi.

Ed è così chiaro e limpido per me che sono alterata dai fumi del dio Bacco che mi viene da pensare: " cazzo quanto vi rende idoti il mio stesso dio".

E parlando di un dio, che proprio mio non è, in quanto deprecabile e cacofonico mi sembra altrettanto equilibrato ponderare una riflessione lucida sul "SENTIRSI GRANDI".

Ecco io, povera fallita, mi sento grande quando c'è sintonia tra gli elementi. Quando il mio aspetto si sposa con il mio umore, quando il suono si concilia con i profumi e le persone, quando tocco una mano amica e sento amore ed energia.

E povera me, quando l'alcol mi intorpidisce la facoltà di selezione, quando mi tarpa le ali della coerenza.

Ed è in quei momenti metallici che io faccio meno resistenza, mi apro con collera, scateno la tensione che è rimasta tra i muscoli e il sangue.

E subito dopo mi sento così fragile e vulnerabile. Quasi avessi regalato chiavi sacre a usurpatori e ladri di sogni.

Sempre di più mi rendo conto di violentare me stessa ogni giorno senza pietà alcuna.

Ora stanca di seguire stelle di cartone, depongo ufficialmente la mia mano sinistra (la più abile) e continuerò a vivere con la destra inesperta...senza enfasi, senza falsi momenti felici. Così finchè...non saprò cadere ridendo davvero.

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