Sono nata sotto il segno del leone. Cuspide leone cancro per l'esattezza. Ascendente toro.
Dicono coloro che ci badano un minimo che
"le cuspide cancro leone sono in genere dolci, ma anche molto forti, vanno daccordo con entrambi i sessi, sono persone di temperamento tranquillo ma amano l'azione, sono a volte sfacciati, a volte non esprimono quello che pensano, a volte invece non resistono a trattenere quello che provano, generalmente sono persone buone e oneste ma se si sentono prese in giro o maltrattate diventano cattivissime, iperattivi, ottimi guerrieri, sono inoltre persone che amano instaurare rapporti duraturi, tendono ad avere molti amici.."
Bè cazzate a parte, se c'è una peculiarità del mio segno nella quale mi sono sempre riconosciuta è l'amore per la vita di branco, il lavoro d'equipe. Il gruppo che diventa famiglia.
Claro no?
E' verissimo per quel che mi riguarda. Non riesco a rapportarmi un granchè con gli individualisti. Io tendo ad operare per rafforzare la squadra. Solitamente loro la deludono.
Mi piace stringere il rapporto profondo. Diventare consaguinei pur non essendolo geneticamente.
Mi piace, mi fa sentire soddisfatta.
Devo anche dire che questa tendenza mi ha causato anche qualche grattacapo. Ci sono stati branchi non abbastanza amorevoli, altri poco determinati o motivati, altri ancora semplicemente sbagliati per me.
Ora vanto alcune adorabili presenze mooolto edificanti e non so se si può parlare di famiglia. Ma di certo insieme si plasmano in qualcosa di forte.
AAh...mi manca la vita da branco. Che poi basterebbe poco.
Tipo:
stasera serata da me: cofana di pasta, studio di massa, due stronzate in compagnia e tutti a casa.
Oppure:
domattina colazione di gruppo al bar, sigarettina e poi tutti ai loro cazzi.
Sembra niente eh...eppure quella atmosfera da spot del Ciobar è da tanto che non la sento intorno a me.
Una volta veniva spontaneo.
(Eccola che riparte con la nostalgia 883iana! Direte voi...) Mi ricordo che soprattutto alle medie, ma anche al liceo, facevamo tutto insieme:
i compiti...i ripassoni, con la Michi e Lollo ogni tanto suonavamo pure.
Organizzavamo compleanni, scherzi, campagne anti "qualche indefinita ingiustizia inaccettabile di quell'età". (uh quante ingiustizie inaccettabili a quell'età...che paraculi)
E non per questo le nostre individualità non emergevano...ANZI. Brillavano perchè ognuno dava un contributo diverso e soprattutto assumeva un ruolo differente, che diveniva naturalmente il più adatto e prezioso. Perchè non veniva imposto.
La Chiarina che subisce il fascino della vita da "comune o centro sociale" potrebbe capirmi; anche se io non riuscirei a condividere TUTTA la mia vita con un gruppo di persone.
Io sono per "a ognuno il suo spazio", se mi va di stare da sola per una settimana a guardare il muro voglio poterlo fare, se mi va di fare una torta.., vabbè COMPRARE una torta e mangiarla tutta da sola...lo VOGLIO POTER FARE.
Però io sono cresciuta con Friends...e quando lo guardavo in tv sognavo i miei 30 anni esattamente così.
Compagni o di casa o di pianerottolo, ognuno la sua vita, le sue storie...però resoconto in family, in casa, o al caffè sotto casa...programmi in comune, interessi condivisi, prendersi cura gli uni degli altri.
Bè la Chandler Bing's generation forse suona un po' finta.
Ma non ne parlerei nemmeno se non fossi convinta che tutto questo possa davvero esistere.
Ognuno sceglie come vivere la propria vita.
Io vorrei trovare un equilibrio tra il mio istinto incontenibile e probabilmente puerile di fare branco...e l'angoscia grigia di Uomini soli dei Pooh.
Ora, tralasciando l'idillio di Jennifer Aniston e company (forse troppo bello per essere vero), non mi resta che ricreare un agrodolce scenario da Fate Ignoranti.
Sperando di non finire in un dramma di Ozpetek.
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