Abbiamo bene o male tutti presente la sensazione regale dell'apice. L'apice del piacere, ovvio.
O almeno spero che tutti lo abbiano provato almeno una volta...da soli o in compagnia.
Ecco: è una combinazione di fattori legati alla mente, alla psiche e alla stimolazione del corpo...una sorta di incantesimo che droga i sensi e porta ad un'escalation di sensazione psicofisiche.
Fino a raggiungere un culmine di festa e intensità che fa dilatare le pupille, accellerare il battito, affannare il respiro, tendere la muscolatura, inarcare la schiena. E ancora non siamo nemmeno vicini alla descrizione che si meriterebbe quella scossa interna che la natura ci ha concesso per renderci dipendenti e fragili.
Ora che abbiamo tutti in mente questa idilliaca sensazione epicurea in base alla quale ruota il mondo, l'economia, il successo, l'emancipazione...
Chi riesce ad immaginarsi l'esatto opposto?
E' ciò che mi è accaduto di recente.
E non ha nulla a che fare con il sesso.
Ma fa sentire dipendente e fragile con la stessa caparbietà. A differenza dell'orgasmo...fa schifo.
Fa così male che preferiresti invitare...chennesò.. Emilio Fede a cena. No, ma che dico...è peggiore ancora.
E' una sensazione che mi ha colta alla sprovvista in quanto, fino a poco tempo fa, le mie coltellate tra le scapole le avevo ammortizzate molto bene. Con delusione sì, ma con una lucidità poco affine al mio carattere direi piuttosto infiammabile.
Tanto che le persone che mi amano nel bene e nel male ne sono state colpite. Sorprese dalla mia freddezza pratica alcune persone amiche mi hanno chiesto come mai fossi così razionale.
Bè, razionale devo dire lo sono sempre stata, pur manifestando sempre una certa emotività spontanea.
Diciamo che i miei tempi di reazione ai problemi e agli ostacoli sono sempre stati piuttosto brevi...almeno da quando ho raggiunto una età meno acerba.
E' stato sconcertante anche per me sentirmi così algida nell'affrontare l'ennesimo muro. Seppur molto più alto degli altri.
Molte cose in ballo: i sentimenti, la fiducia, il coinvolgimento di terzi che avrei voluto proteggere, il senso di colpa, la difficoltà pratica.
L'avevo scampata, ne ero quasi fuori. E invece SBAM!
All'improvviso tutta la rabbia e lo sdegno hanno contaminato tutto. Sensazioni violente e pensieri pericolosi si sono fatti spazio nella ragione.
E non ci ho visto più.
Mi è parso tutto improvvisamente terribile.
Terribile...come in definitiva E'.
E lo so che ce la farò. Indubbiamente.
Come dico sempre: AD OGNI PROBLEMA UNA SOLUZIONE.
E' un dogma che mi fa star bene.
Però che schifo, che nausea, che cazzo di scandalo.
Ed è stato l'orgasmo al contrario, a testa in giù.
Prendete un pentolone: buttateci dentro delusione cocente, impotenza, comunicazione assente, mancanza di strumenti utili, rabbia e abbandono.
E facciamo finta che il contenuto del pentolone ci si rovesci addosso dall'alto lentamente....
E' un'escalation di sensazione orride. Fino ad arrivare ad un culmine molesto.
E mi sono trovata a frignare come una ragazzina, a parlare al telefono con la voce alterata dicendo cose a caso e assurde che sembravano tanto il copione di V per Vendetta.
E le pupille dilatate, il respiro affannoso, il battito accellerato.
Poi ....
La spossatezza melanconica di chi può solo sfogare ma ahimè non può ancora risorgere.
Ma vabbè.
Posso ancora contare sulle mani. Sulla testa. Sulla forza morale.
E su serate come questa...in buona compagnia, con le massime di Sam Jones, un paio di bevute e la ritrovata sensazione che tutto prima o poi tornarà al suo posto nell'ordine naturale karmico delle cose.
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