Da bambina volevo mandare la mia paghetta agli orfanotrofi.
Mi dava l'impressione di avere il potere di sanare i mali del mondo.
Mia sorella Camilla, di 3 anni più piccola, rubava la mia dal salvadanaio a forma di pagliaccetto.
Per comprare il giornalino di Puccie e le bambolette di plastica da collezionare.
Mia madre la proteggeva.
Lei sapeva fare gli occhioni da cerbiattina innocente.
Io invece avevo sempre l'aria incazzata.
E stavo per i fatti miei.
Dovevo ancora imparare il sacro potere della diplomazia.
E quindi non godevo di vantaggio.
Mio padre invece capiva la situazione.
Era di poche parole ma quando c'era da dire NO a Camilla...non si risparmiava.
L'ha sempre trovata superficiale e poco limpida.
Non la si poteva delineare meglio di così.
Ieri ho fatto un salto a casa per prendere due bollette scadute, visto che sarei passata in posta.
Mentre cercavo le buste nel cassetto dell'ingresso ho sentito del brusio nel salotto.
Mi sono avvicinata alla porta con l'orecchio.
Ho sentito Camilla che rideva.
Ho tirato fuori dalla tasca il cellulare.
Menù...
Fotocamera...
Impostazioni.
Videoclip.
Ho spalancato la porta decisa sguainando il telefonino.
Regolare:
Camilla in ginocchio sul tappeto.
Riccardo seduto sul divano con il manganello in mano.
Telefonino vs manganello...vogliamo mettere?
"Oooh ma guarda Riccardo! Pechè non mi hai detto che avevamo ospiti??"
"Oh cazzo! Anna!"- non ricordo più chi lo abbia esclamato dei due.
Forse quello con la bocca libera.
"Esattamente. Anna. Certo, sono io."..." Che si dice qui? Si gira una rivitazione di Uccelli di rovo?"
"Ma guarda come venite bene in video...tu Camilla soprattutto...ti fa le tette più grosse".
I due si sono vestiti rapidi e a testa bassa.
Io ho schiacciato STOP.
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