Ora sono ospite da Francesca e Thomas. Due cari amici che dividono un bilocale in centro.
Nel frattempo Francesca cerca l'amore vero dopo tanti episodi deludenti e Thomas...bè, Thomas cerca il suo principe azzurro smistando gli appuntamenti svariati della sua agenda.
Crede sempre di averlo trovato.
Poi dopo un paio di cene noiose, cambia idea, cambia numero, da capo.
Dormo sul divano, con il loro labrador Filippo.
Sì, Filippo è il nome del labrador.
Il suo pelo color cappuccino scalda più di qualsiasi trapunta.
Siamo diventati molto intimi, mi segue anche in bagno e si mette a fissarmi mentre faccio la pipì.
I primi giorni mi sentivo così vuota e apatica che lo intrattenevo con discorsi deliranti.
Ora va meglio e ho ricominciato a trattarlo da amico peloso, gli tiro il bastone e lui lo riporta scodinzolando.
Francesca e Thomas sono tanto cari. Francesca si stupisce della mia forza e della mia determinazione nel rimanere sui miei passi.
Thomas cerca di farmi scopare con tutti gli uomini etero della città sopra i 18.
Roberto?
Bè come si poteva prevedere non mi attrae più.
E' stato la mia piccola rivincita personale sulla palizzata di corna che si stavano ramificando sulla mia testa.
E ora che non sono più costretta a sopportarle, lui ha perso di appeal.
Ieri sera a cena, Francesca e Thomas hanno ordinato giapponese.
la mia gioia.
Suonano alla porta. Thomas alza il citofono: -Chi rompe?-
Poi silenzio.
Si volta verso di me.
Poi isterico esclama:
-E'-quella-vacca-lurida-in
Io ho preso la mia copia delle chiavi, la sciarpa di lana e sono andata giù con la freddezza di un'automa.
L'ho trovata davanti al cancello automatico.
Con la faccia da funerale e i capelli perfettamente in piega.
-Devo...parlarti.-
Io zitta.
-E' stato solo un capriccio...non significa niente, devi credermi.-
E io:
-Appunto. Per un capriccio così insignificante, hai messo in gioco molte cose.-
-Anna, non è stata tutta colpa mia. Tu eri troppo presa dal lavoro per accorgerti che Riccardo soffriva..-
SOFFRIVA??SOFFRIVA???IO ERO TROPPO COSA???????
Bum.
La freddezza da automa a fanculo.
Mi sono buttata a bomba su di lei come una tigre incazzata.
Non ricordo nemmeno più la sequenza degli eventi.
So solo di aver sedato la mia furia sbattendole la testa ripetutamente sul cofano della sua Smart del cazzo.
I suoi capelli...non erano più perfettamente in piega.
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