Periodo complesso.
Accavallamenti cervellotici di up e down. Un'altalena costante di giornate sì e giornate troppo no.
Molti conti da fare, valutazioni importanti che non puoi accantonare al momento.
Non ti puoi più permettere di fallire, non puoi più crollare perchè hai già consumato quel tempo che non tornerà più.
E io lo ricorderò sempre il mio anno peggiore. Quello del guscio. Quello del "ho paura di uscire", "ho paura di provare", "ho paura di giocare".
Non sapevo nemmeno più piangere. Maratone di 10-12 ore a giocare a Sims. Fino alla follia. 2 ore di sonno a notte, a volte neppure quelle. La chat come occhio bugiardo sul mondo esterno.
Sempre più deserto intorno.
Poi la salvezza. Quel poco di istinto di conservazione che mi ha dato la forza di trascinarmi su, fuori dalla fossa. Ne sono uscita sporca di terra, ferita e debole.
Ma step by step ho ripreso forma e colore.
Ma che colore?
Come mi disegneresti?
Ho cercato di riordinare i miei dogmi. Cosa è veramente importante? In cosa credi?
Io credo nel karma.
E cerco di fare del mio meglio.
Non mi emozionano le stesse di cose di prima. E probabilmente è sempre più difficile emozionarsi per qualcosa in un mondo di latta.
Sono ancora romantica e arrabbiata allo stesso tempo.
Ma ora sento costantemente quel senso di sfida verso tutto ciò che mi soffoca che prima era solo la mia sindone con le mani in alto e lo sguardo basso.
E' una sensazione liquida, come un siero della verità sparato in vena. E non puoi smettere di sentirlo scorrere e di tenere la faccia alta e lo sguardo puntato senza sicura.
Quando senti che non hai più paura.
Quando c'è chi crede in te, che ascolta quello che hai da dire.
Le cose che continuo ad amare le tengo strette al petto e le proteggo con tutte le mie forze.
Ascolto la mia musica preferita quando cammino per la città, quando viaggio in treno, quando scrivo, quando ballo in cucina.
Guardo i miei film preferiti quando tutti dormono.
Quando il gatto è tranquillo.
Sento meno quell'opprimente bisogno di condividere a tutti i costi. Ora mi vivo.
E finalmente ho compreso un'ovvietà che prima non riuscivo a vedere: al di là di cercare sempre la miglior condotta possibile secondo la tua etica personale, quando qualcosa non ti dà quel che dovrebbe darti.. bisogna fare in modo di stare bene con un'alternativa.
E DI ALTERNATIVE è PIENO IL MONDO.
Devi sintonizzarti con ciò che ti fa vibrare più forte.
Compro Vogue in un pomeriggio di freddo e vento così il suo peso mi tiene attaccata all'asfalto. Haribo, 100% arabica, Winston silver. Già l'umore si impenna. Tazza macchiata di menta e vaniglia. Affogo le ciglia nel rimmel e mi drogo di smalto e confettini colorati.
martedì 23 febbraio 2010
martedì 12 gennaio 2010
Romanzetto da 4 soldi PARTE ULTIMA
Daniele mi ha chiesto di rimanere a dormire da lui e Ginevra varie volte questo mese.
Credo che mi abbia tenuto a distanza giusto il tempo necessario per avere una sorta di "consenso tacito" della bambina.
Bè, io e lei andiamo alla grande.
Io e Daniele finalmente abbiamo rifatto l'amore. In modo molto diverso dalla volta nella toilette.
Lo abbiamo fatto in un letto.
Il suo letto.
E' stato lungo e intenso.
Fronte a fronte, sudore nel sudore, le mie cosce che fremevano dagli spasmi. Le sue mani sempre più forti, eppure mai pesanti su di me. Dappertutto.
Poi mentre l'orgasmo mi stava consumando di piacere lui mi ha detto Ti Amo.
-----------------****-----------------------
Ormai praticamente non mi lascia più andare a casa nemmeno per prendere i vestiti...passo i momenti liberi con lui... e le sue t-shirts.
Il mio ex marito i primi tempi adorava il fatto che io fossi molto svagata nell'intimità. Nessuna timidezza nel mostrarmi con la cera peggiore, gara di rutti insieme dopo ogni birra davanti alla tv, autoironia sulle crisi d'identità dei miei capelli.
Ma poi col tempo tutto questo mi ha resa meno femminile. Meno misteriosa.
E lui per tutta risposta si è scopato mia sorella, ovvero una Barbie boccolata lampadata "taccata" lustrata con gli occhi da squalo.
Non che questo mi abbia complessata, ma diciamo che ora qualche titubanza mi coglie.
E se anche Daniele si stancasse di una donna-bambina che gira per casa con il cappuccio della felpa in testa e le pantofole di Candy Candy?
----------------------***-------------------------
I mei amici mi mettono in guardia da qualche settimana.
Loro, più obiettivi di me, più lucidi, notano in Daniele delle sfumature che io non riesco a cogliere.
Ultimamente è distratto. Vago. Poco presente.
E' sempre con gli amici, o a suonare, o al lavoro, o in palestra....
Ginevra è spesso dalla nonna. vedo poco pure lei.
L'altra sera è tornato a casa ubriaco e mi ha suonato alla porta alle 2 di notte perchè...aveva voglia di me.
O meglio, aveva voglia di fottere.
L'ho lasciato fare con poca convinzione.
Era distante, volgare. A mala pena mi guardava neli occhi.
Mi veniva da piangere. L'ho mandato a casa senza nemmeno fargli un caffè.
Il giorno dopo l'ho chiamato.
Ho messo in chiaro la mia posizione. Gli ho detto che io volevo una persona coerente accanto e non un bamboccio cresciuto che invece di educare sua figlia passava la sua vita a cercare di continuo una distrazione o un fottuto effimero palliativo di soddisfazione personale.
Lui zitto.
Gran delusione il suo silenzio.
Speravo che ci fosse una spiegazione, un cavillo di salvezza.
E invece mi ha dato ragione.
Mi ha detto che è in continua ricarca di qualcosa. Che si stanca facilmente. Che non vuole rotture di cazzo.
E' stata tutta colpa mia.
Mi sono fatta trasportare da un brivido inaspettato, credevo che avere davanti un giovane uomo lavoratore e padre fosse una garanzia.
E invece niente lo è.
Sono i fatti che contano. Sono i segnali che non vanno MAI sottovalutati.
Ginevra ogni tanto mi passa a salutare con la nuova "babysitter".
Una ragazza giovane, boccolata, "taccata" e lampadata.
E' simpatica. Vuole fare la stilista e si fa la gavetta da Gucci. Le piacciono i bambini, ma solo quelli degli altri. Va a ballare ogni fine settimana e arrotonda con lavori saltuari per comprarsi la macchina sportiva dei suoi sogni. Così può disfarsi della Smart (vi ricorda niente??).
E io?
Bè io mi sono iscritta ad un corso di arti marziali per sfogare la rabbia repressa.
Lavoro più del solito e ho adottato un cucciolo di alano. Si chiama Juri.
Per il momento ho accantonato di nuovo favolette e storie rovinose.
Anche se... il veterinario di Juri...mi sta entrando in testa...ha 38 anni, è italo spagnolo, ha la voce di velluto e profuma sempre di bagnoschiuma...
Credo che mi abbia tenuto a distanza giusto il tempo necessario per avere una sorta di "consenso tacito" della bambina.
Bè, io e lei andiamo alla grande.
Io e Daniele finalmente abbiamo rifatto l'amore. In modo molto diverso dalla volta nella toilette.
Lo abbiamo fatto in un letto.
Il suo letto.
E' stato lungo e intenso.
Fronte a fronte, sudore nel sudore, le mie cosce che fremevano dagli spasmi. Le sue mani sempre più forti, eppure mai pesanti su di me. Dappertutto.
Poi mentre l'orgasmo mi stava consumando di piacere lui mi ha detto Ti Amo.
-----------------****-----
Ormai praticamente non mi lascia più andare a casa nemmeno per prendere i vestiti...passo i momenti liberi con lui... e le sue t-shirts.
Il mio ex marito i primi tempi adorava il fatto che io fossi molto svagata nell'intimità. Nessuna timidezza nel mostrarmi con la cera peggiore, gara di rutti insieme dopo ogni birra davanti alla tv, autoironia sulle crisi d'identità dei miei capelli.
Ma poi col tempo tutto questo mi ha resa meno femminile. Meno misteriosa.
E lui per tutta risposta si è scopato mia sorella, ovvero una Barbie boccolata lampadata "taccata" lustrata con gli occhi da squalo.
Non che questo mi abbia complessata, ma diciamo che ora qualche titubanza mi coglie.
E se anche Daniele si stancasse di una donna-bambina che gira per casa con il cappuccio della felpa in testa e le pantofole di Candy Candy?
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I mei amici mi mettono in guardia da qualche settimana.
Loro, più obiettivi di me, più lucidi, notano in Daniele delle sfumature che io non riesco a cogliere.
Ultimamente è distratto. Vago. Poco presente.
E' sempre con gli amici, o a suonare, o al lavoro, o in palestra....
Ginevra è spesso dalla nonna. vedo poco pure lei.
L'altra sera è tornato a casa ubriaco e mi ha suonato alla porta alle 2 di notte perchè...aveva voglia di me.
O meglio, aveva voglia di fottere.
L'ho lasciato fare con poca convinzione.
Era distante, volgare. A mala pena mi guardava neli occhi.
Mi veniva da piangere. L'ho mandato a casa senza nemmeno fargli un caffè.
Il giorno dopo l'ho chiamato.
Ho messo in chiaro la mia posizione. Gli ho detto che io volevo una persona coerente accanto e non un bamboccio cresciuto che invece di educare sua figlia passava la sua vita a cercare di continuo una distrazione o un fottuto effimero palliativo di soddisfazione personale.
Lui zitto.
Gran delusione il suo silenzio.
Speravo che ci fosse una spiegazione, un cavillo di salvezza.
E invece mi ha dato ragione.
Mi ha detto che è in continua ricarca di qualcosa. Che si stanca facilmente. Che non vuole rotture di cazzo.
E' stata tutta colpa mia.
Mi sono fatta trasportare da un brivido inaspettato, credevo che avere davanti un giovane uomo lavoratore e padre fosse una garanzia.
E invece niente lo è.
Sono i fatti che contano. Sono i segnali che non vanno MAI sottovalutati.
Ginevra ogni tanto mi passa a salutare con la nuova "babysitter".
Una ragazza giovane, boccolata, "taccata" e lampadata.
E' simpatica. Vuole fare la stilista e si fa la gavetta da Gucci. Le piacciono i bambini, ma solo quelli degli altri. Va a ballare ogni fine settimana e arrotonda con lavori saltuari per comprarsi la macchina sportiva dei suoi sogni. Così può disfarsi della Smart (vi ricorda niente??).
E io?
Bè io mi sono iscritta ad un corso di arti marziali per sfogare la rabbia repressa.
Lavoro più del solito e ho adottato un cucciolo di alano. Si chiama Juri.
Per il momento ho accantonato di nuovo favolette e storie rovinose.
Anche se... il veterinario di Juri...mi sta entrando in testa...ha 38 anni, è italo spagnolo, ha la voce di velluto e profuma sempre di bagnoschiuma...
domenica 3 gennaio 2010
Romanzetto da 4 soldi VOL.12
E’ da giorni che guardo la bambina di Daniele quando lui non c’è.
Che dire…
Stare con lei è come sentire la sabbia sotto i piedi nudi.
E’ così pura e spumeggiante.
Allo stesso tempo la sua vivacità di pensiero mi fa presupporre una innocenza già in fase di risveglio.
E’ dolce, ma vagamente impertinente.
Le piace il suono della parola “dorato”. La dice di continuo anche nei contesti meno opportuni.
Così, solo per pronunciarla una volta in più.
Dice sempre che sono bella come una principessa.
Io continuo a rispondere che è meglio credere alle streghe che alle principesse.
Lei allora ride come se ne sapesse più di me.
Stamattina niente lavoro. Domenica fottutissima.
La aborro.
Divento un’ameba informe piaggiata sul divano, solitamente vestita con gli indumenti più brutti e imbarazzanti che vanta il mio guardaroba.
I capelli si giustificano pur non avendo giustificazioni. La faccia mi diventa grigia, come il mio umore merdoso.
Sto lì a fissare inerme il palinsesto più raccapricciante che trovo tra uno zapping e l’altro finchè ad un certo punto suona il campanello.
Mi alzo dal letargo e oscillo verso il citofono.
-Chi èèè?
Nessuna risposta.
Allora apro il portone e sbircio fuori.
A meno che non sia un folletto mignon o baby puffo direi che mi ha suonato un fantasma.
Poi sul tappetino noto qualcosa.
Tulipano giallo + biglietto.
Sul biglietto un disegno:
un castello.
E dentro una frase:
“Ginevra ha ragione, sono più belli i castelli dei palazzi.”
Che dire…
Stare con lei è come sentire la sabbia sotto i piedi nudi.
E’ così pura e spumeggiante.
Allo stesso tempo la sua vivacità di pensiero mi fa presupporre una innocenza già in fase di risveglio.
E’ dolce, ma vagamente impertinente.
Le piace il suono della parola “dorato”. La dice di continuo anche nei contesti meno opportuni.
Così, solo per pronunciarla una volta in più.
Dice sempre che sono bella come una principessa.
Io continuo a rispondere che è meglio credere alle streghe che alle principesse.
Lei allora ride come se ne sapesse più di me.
Stamattina niente lavoro. Domenica fottutissima.
La aborro.
Divento un’ameba informe piaggiata sul divano, solitamente vestita con gli indumenti più brutti e imbarazzanti che vanta il mio guardaroba.
I capelli si giustificano pur non avendo giustificazioni. La faccia mi diventa grigia, come il mio umore merdoso.
Sto lì a fissare inerme il palinsesto più raccapricciante che trovo tra uno zapping e l’altro finchè ad un certo punto suona il campanello.
Mi alzo dal letargo e oscillo verso il citofono.
-Chi èèè?
Nessuna risposta.
Allora apro il portone e sbircio fuori.
A meno che non sia un folletto mignon o baby puffo direi che mi ha suonato un fantasma.
Poi sul tappetino noto qualcosa.
Tulipano giallo + biglietto.
Sul biglietto un disegno:
un castello.
E dentro una frase:
“Ginevra ha ragione, sono più belli i castelli dei palazzi.”
Romanzetto da 4 soldi VOL.11
Eccomi qui.
Nell'appartamento di Daniele.
Lui è andato via. Mi ha lasciata con l'infante.
Ho freddo. E le mani sudano.
Perfetto.
Ginevra è seduta sul tappeto e gioca coi Lego.
Mi avvicino, mi siedo davanti a lei.
Ha una salopette rosa con sotto una maglietta bianca, i calzini a strisce.
Mi guarda, sorride.
" Voglio fare un castello"
E io: "Mmm, con i Lego?"
E lei: "Sì."
Mi pare difficile.
Al massimo puoi fare un palazzo senza tetto.
" Sicura che non preferisci fare un palazzo?"
"Sì, voglio un castello"
Sì e magari vuole anche un principe e un cavallo bianco.
Povera illusa.
"Se vuoi ti aiuto."
"Va bene. Tu fai il disegno."
Ecco lo sapevo che mi sarebbe toccato riprendere in mano i pastelli.
Dopo 20 minuti mi ha chiesto:
"Mi fai vedere il disegno?"
ECCOLO.
"Chi sono quelli davanti al cancello?" mi chiede Ginevra con gli occhioni sgranati.
"Ehm dunque, c'è la regina, il re, il giardiniere che è l'amico della regina e poi c'è la principessa con il suo ragazzetto...che non è ancora il suo fidanzato, perchè per ora si divertono solo."
Ginevra rimane un po' perplessa. Poi disfa il castello che stava costruendo.
"Ora faccio un palazzo"
Nell'appartamento di Daniele.
Lui è andato via. Mi ha lasciata con l'infante.
Ho freddo. E le mani sudano.
Perfetto.
Ginevra è seduta sul tappeto e gioca coi Lego.
Mi avvicino, mi siedo davanti a lei.
Ha una salopette rosa con sotto una maglietta bianca, i calzini a strisce.
Mi guarda, sorride.
" Voglio fare un castello"
E io: "Mmm, con i Lego?"
E lei: "Sì."
Mi pare difficile.
Al massimo puoi fare un palazzo senza tetto.
" Sicura che non preferisci fare un palazzo?"
"Sì, voglio un castello"
Sì e magari vuole anche un principe e un cavallo bianco.
Povera illusa.
"Se vuoi ti aiuto."
"Va bene. Tu fai il disegno."
Ecco lo sapevo che mi sarebbe toccato riprendere in mano i pastelli.
Dopo 20 minuti mi ha chiesto:
"Mi fai vedere il disegno?"
ECCOLO.
"Chi sono quelli davanti al cancello?" mi chiede Ginevra con gli occhioni sgranati.
"Ehm dunque, c'è la regina, il re, il giardiniere che è l'amico della regina e poi c'è la principessa con il suo ragazzetto...che non è ancora il suo fidanzato, perchè per ora si divertono solo."
Ginevra rimane un po' perplessa. Poi disfa il castello che stava costruendo.
"Ora faccio un palazzo"
Romanzetto da 4 soldi VOL.10
Ho invitato le mie ragazze a casa per un dopo-cena rosa, all'insegna del chiacchiereccio fine a se stesso e -perchennò- dello sfogo a catena su stress vari.
Ordine del giorno: patatine al formaggio, birra rigorosamente Moretti e filmetti distensivi, divano, piedi all'aria. Varie ed eventuali.
Dopo aver seccato il quarto 33ino di Mr Sincerità Moretti ho squarciato il brusio leggero con un glorioso...
"DANIELE è UN RAGAZZO PADRE."
...Mara, Giulia, Taty e Francesca...4 sguardi attoniti su di me.
Taty come al solito rompe il silenzio. "E questo è...un problema...giusto?"
E io: "No, cioè, non so...è che...non me lo aspettavo ecco. Lui era il mio...sensualissimo oggetto del desiderio e ora è...un sensualissimo ragazzo padre."
Ho spiegato poi alle mie 4 sorrellone non di sangue ma di vita che Daniele è diventato padre quasi 3 anni fa, la madre di Ginevra lo ha lasciato e come se non bastasse ha lasciato il paese, per cercare fortuna come danzatrice del ventre.
Ebbene sì. Non sto scherzando.
Ora, il problema fondamentale è che Daniele mi ha chiesto la cortesia di fare da babysitter alla bambina mentre lui è alle prove con la sua cover band.
Sempre che per me non sia un disturbo.
Io credo di aver balbettato una sorta di: "Sì, certo...cioè, vabbè se posso, volentieri. Tra vicini... cioè...sì sì. Figurati."
Checcazzo devo fare?
Mi improvviso babysitter della figlia del mio desire-toy ?
Mara: " Ma è solo un uomo oggetto per te? "
Brrrrrr....domanda-valanga-doccia-gelata-checcazzoneso-checcazzorispondo.
"Io...io...non so, cioè all'inizio era questo...poi non so...io credo...di provare qualcosa per lui."
Ordine del giorno: patatine al formaggio, birra rigorosamente Moretti e filmetti distensivi, divano, piedi all'aria. Varie ed eventuali.
Dopo aver seccato il quarto 33ino di Mr Sincerità Moretti ho squarciato il brusio leggero con un glorioso...
"DANIELE è UN RAGAZZO PADRE."
...Mara, Giulia, Taty e Francesca...4 sguardi attoniti su di me.
Taty come al solito rompe il silenzio. "E questo è...un problema...giusto?"
E io: "No, cioè, non so...è che...non me lo aspettavo ecco. Lui era il mio...sensualissimo oggetto del desiderio e ora è...un sensualissimo ragazzo padre."
Ho spiegato poi alle mie 4 sorrellone non di sangue ma di vita che Daniele è diventato padre quasi 3 anni fa, la madre di Ginevra lo ha lasciato e come se non bastasse ha lasciato il paese, per cercare fortuna come danzatrice del ventre.
Ebbene sì. Non sto scherzando.
Ora, il problema fondamentale è che Daniele mi ha chiesto la cortesia di fare da babysitter alla bambina mentre lui è alle prove con la sua cover band.
Sempre che per me non sia un disturbo.
Io credo di aver balbettato una sorta di: "Sì, certo...cioè, vabbè se posso, volentieri. Tra vicini... cioè...sì sì. Figurati."
Checcazzo devo fare?
Mi improvviso babysitter della figlia del mio desire-toy ?
Mara: " Ma è solo un uomo oggetto per te? "
Brrrrrr....domanda-valanga
"Io...io...non so, cioè all'inizio era questo...poi non so...io credo...di provare qualcosa per lui."
martedì 15 dicembre 2009
Romanzetto da 4 soldi VOL.9
Da quel fugace incontro io e Daniele non ci siamo più toccati.
Lo incontro spesso, mi sorride, mi chiede come sto, mi augura una bella giornata e bla bla bla.
Forse mi evita, non lo so. Ma non sembra in realtà, semplicemente sembra che quell'episodio (ora non posso classificarlo in altro modo) sia rimasto in una parentesi evanescente, quasi onirica.
Ma è successo?
Sì.
E' successo eccome.
Forse non vuole fare il bis.
Si è tolto lo sfizio.
No, non voglio crederci. Mi piace troppo, anzi, mi fa girare la testa.
Forse la sua vita da scapolo è più affollata di quel che immaginavo. Sento sempre del trambusto al di là della parete che ci divide. Degli strani rumori, anche di notte.
Forse soffre di insonnia.
Bè anch'io ultimamente.
--------.....---------------
L'altra sera mi sono preparata un caffè forte e mi sono sdraiata sel divano.
Ho cominciato ad accarezzarmi lentamente.
Le mie dita scorrevano lungo il mio corpo...cercando un brividino anche minimo di incentivo.
Niente.
La mia mano è scesa giù sempre più giù...ma...nulla.
Ho afferrato il cellulare e ho chiamato la Taty, la mia miglior confidente.
E' sempre sveglia fino a tardi e riesce sempre a trovare una via di fuga quando ho il cervello inceppato.
"Taty, ho un problemino."
"Oh boia. Che problemino?"
"Non riesco più a masturbarmi."
...silenzio...
"Hai dato fondo alle scorte? Porno? Dildo? Fantasie sull'uomo nero?"
"...Fatto. Nada de nada."
"E' colpa di Daniele. O lo butti nel baule dei dimenticati oppure alzi il culo dal divano, vai in cucina, prendi il barattolo del caffè, lo svuoti nel bidone, e con la tua scatolina vuota vai a bussare alla sua porta."
Sapevo che Taty mi avrebbe caricata per il meglio. Ok devo prendere in pugno la situazione.
"Ok vado in missione. Ti chiamo domani. Grazie."
Ho lasciato perdere il caffè, mi sembrava troppo artefatto come stratagemma. Ho optato per un inconveniete tecnologico.
Toc toc.
.....
Toc toc.
Poi dei passi la porta che si apre.
Daniele.
In tuta.
Bellissimo.
Of course.
"Ciao Anna. Che succede?"
Cazzocazzocazzo.
"Scusa l'ora. Ma ho perso il carica batterie, non è che mi portesti prestare il tuo fino a domani? Mi serve per un samsung."
Ci deve credere. CI DEVE CREDERE.
"Certo! Ho ancora quello del mio telefono vecchio.Accomodati."
Ho attraversato dietro di lui il corridoio.
Poi BUIO.
Mi si è fermato il cuore.
"Ah scusa un secondo. Devo metterla a nanna"
Daniele si piega su un corpicino accoccolato sul divano. Lo prende in braccio e si dirige verso la camera da letto.
Stringeva tra le braccia una bimba sui 2 anni...addormentata. Con una folta chioma di riccioli castani e un musetto da cherubino.
Sono rimasta paralizzata. In mezzo alla sala.
Daniele torna verso di me. " Lei è Ginevra. La mia bambina."
Ecco. Forse più del caffè e del carica batterie avrei dovuto chiedere in prestito una bottiglia di wodka liscia.
Lo incontro spesso, mi sorride, mi chiede come sto, mi augura una bella giornata e bla bla bla.
Forse mi evita, non lo so. Ma non sembra in realtà, semplicemente sembra che quell'episodio (ora non posso classificarlo in altro modo) sia rimasto in una parentesi evanescente, quasi onirica.
Ma è successo?
Sì.
E' successo eccome.
Forse non vuole fare il bis.
Si è tolto lo sfizio.
No, non voglio crederci. Mi piace troppo, anzi, mi fa girare la testa.
Forse la sua vita da scapolo è più affollata di quel che immaginavo. Sento sempre del trambusto al di là della parete che ci divide. Degli strani rumori, anche di notte.
Forse soffre di insonnia.
Bè anch'io ultimamente.
--------.....-------------
L'altra sera mi sono preparata un caffè forte e mi sono sdraiata sel divano.
Ho cominciato ad accarezzarmi lentamente.
Le mie dita scorrevano lungo il mio corpo...cercando un brividino anche minimo di incentivo.
Niente.
La mia mano è scesa giù sempre più giù...ma...nulla.
Ho afferrato il cellulare e ho chiamato la Taty, la mia miglior confidente.
E' sempre sveglia fino a tardi e riesce sempre a trovare una via di fuga quando ho il cervello inceppato.
"Taty, ho un problemino."
"Oh boia. Che problemino?"
"Non riesco più a masturbarmi."
...silenzio...
"Hai dato fondo alle scorte? Porno? Dildo? Fantasie sull'uomo nero?"
"...Fatto. Nada de nada."
"E' colpa di Daniele. O lo butti nel baule dei dimenticati oppure alzi il culo dal divano, vai in cucina, prendi il barattolo del caffè, lo svuoti nel bidone, e con la tua scatolina vuota vai a bussare alla sua porta."
Sapevo che Taty mi avrebbe caricata per il meglio. Ok devo prendere in pugno la situazione.
"Ok vado in missione. Ti chiamo domani. Grazie."
Ho lasciato perdere il caffè, mi sembrava troppo artefatto come stratagemma. Ho optato per un inconveniete tecnologico.
Toc toc.
.....
Toc toc.
Poi dei passi la porta che si apre.
Daniele.
In tuta.
Bellissimo.
Of course.
"Ciao Anna. Che succede?"
Cazzocazzocazzo.
"Scusa l'ora. Ma ho perso il carica batterie, non è che mi portesti prestare il tuo fino a domani? Mi serve per un samsung."
Ci deve credere. CI DEVE CREDERE.
"Certo! Ho ancora quello del mio telefono vecchio.Accomodati."
Ho attraversato dietro di lui il corridoio.
Poi BUIO.
Mi si è fermato il cuore.
"Ah scusa un secondo. Devo metterla a nanna"
Daniele si piega su un corpicino accoccolato sul divano. Lo prende in braccio e si dirige verso la camera da letto.
Stringeva tra le braccia una bimba sui 2 anni...addormentata. Con una folta chioma di riccioli castani e un musetto da cherubino.
Sono rimasta paralizzata. In mezzo alla sala.
Daniele torna verso di me. " Lei è Ginevra. La mia bambina."
Ecco. Forse più del caffè e del carica batterie avrei dovuto chiedere in prestito una bottiglia di wodka liscia.
mercoledì 11 novembre 2009
Romanzetto da 4 soldi VOL.8
Penso a lui di continuo.
Lo immagino nelle situazioni più svariate.
Con me nella doccia.
Con me in macchina.
Con me sul pavimento.
Sul divano, sulle scale, nel garage, in ufficio, dal macellaio, dal medico, in discoteca....stop, mi sto eccitando di nuovo.
Tornando a Daniele, continua a turbarmi.
E' così forte, silenzioso, MASCHIO che mi fa venire la pelle d'oca.
La linea delle sue spalle, la bocca, la voce...tutto mi fa pensare ad un contesto erotico.
Lo incrocio sul pianerottolo e il suo profumo mi uccide.
Mi masturbo sempre più spesso, raggiungo degli orgasmi fortissimi, mi sento sempre più bella e lucente.
---------@@@---------
Botta!
Oggi ho avuto la svolta. Perlomeno la svolta per la mia vagina. E i miei sensi.
Stavo facendo l'aperitivo al bar con le mie due donne in carriera Mara e Giulia.
Mi volto verso l'ingresso e Daniele era lì...con 3 amici.
Si siede al tavolo poco distante dal nostro.
Mi fissa e fa un cenno sorridendo.
Io lo fisso e sorrido senza salutarlo.
Mara e Giulia si accorgono della mia paralisi.
Giulia mi tira un calcio sotto al tavolo.
Mara ridacchia maliziosa.
Non so perchè ma di impulso mi sono alzata decisa verso la toilette.
Sono entrata, mi sono guardata allo specchio.
Tutto in ordine.
Mi sentivo una bambina.
Poi d'un tratto si apre la porta e si richiude. A chiave.
Daniele.
E' successo tutto in un eterno attimo.
Mi ha tappato la bocca con la mano, mi ha sbattuta contro il lavandino di spalle...lo specchio davanti a noi.
Poi, la sua lingua sul collo, le sue mani sotto la maglietta che mi palpavano. I miei ormoni a mille.
Mi ha slacciato i jeans, li ha abbassati solo il necessario per penetrarmi.
Deciso.
Forte.
Sempre di più.
I nostri respiri amplificati. Feroci.
Il nostro rifllesso nello specchio sempre più distorto e appannato.
Poi l'apice. L'orgasmo del secolo.
Lungo, intensissimo, liberatorio.
La sua mano ha afferrato il mio viso e avvicinandolo al suo...Daniele mi ha dato un morso alle labbra dicendo solo: -wow.
La porta si è riaperta... e richiusa dietro di lui.
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