giovedì 29 ottobre 2009

Romanzetto da 4 soldi VOL.2

Mi chiamo Anna. Non lo avevo detto.
Ironia della sorte: ho i capelli rossi.
Sì, Anna dai capelli rossi. Per caso.
Il colore dei miei occhi è fondamentalmente indefinito; oscilla tra il nocciola e il verdastro.

Ma sì, direi che il nocciola è predominante.
Mio marito un tempo diceva che avevo gli occhi color "magia".
Ora sono nocciola. Puf.

Lunedì mattina sono andata a prendere un caffè al bar, in redazione.
Al momento di pagare la mia colazione (che nel frattempo si era trasformata in caffè, con treccina all'uvetta,assaggio di torta ai pinoli e ace tropicale) è arrivato Roberto e ha insistito per offrirmela.

Io: "Roby non ci pensare nemmeno. Non l'abbiamo neanche fatta insieme, ti pare che tu abbia ste pretese?"
Lui mi ha risposto con la frase più stucchevole, tamarra e nonostante tutto galante che io avessi mai sentito.

"Una donna speciale non dovrebbe mai pagare per il suo piacere".

In quel momento ho pensato che se Riccardo lo avesse sentito atteggiarsi con me da Gaston "de-no-attri", gli avrebbe fatto rotolare il naso giù per la cravatta.

Poi ho ridimensionato. No. Forse non lo avrebbe fatto.

Ultimamente è spesso fuori, con mia sorella perlopiù.
Sono sempre stati molto legati.
La versione ufficiale è che lei sta cercando, con un dialogo introspettivo, di salvare il nostro matrimonio.
Riccardo, dopo queste seratine in famiglia (senza di me ovviamente: che senso avrebbe salvare il matrimonio di tua sorella coinvolgendo ...tua sorella??) torna a casa sempre più tardi.

Trovano scuse demenziali per rimanere da soli, perchè io sono cretina. No?

Mia sorella non mi è mai piaciuta un granchè.
E' una stronza egoista.
La voglia di cazzo (ops scusate: diciamo il bisogno profondo radicato e inconscio di ricevere approvazione da ogni paio di pantaloni che incontra per un non risolto conflitto edipico infantile) la porta a non farsi il minimo scrupolo nel farsi fottere dal mio dolce maritino alle mie spalle.

Riccardo.
Mi sono innamorata di lui per molti motivi. Uno dei più incisivi era la sua bontà.
Ora più che buono mi sembra un poveretto appassito.

Non sanno che io so.
Sto aspettando di avere un bel filmatino in HD con le loro manine nella marmellata e regalarlo con un bel fiocco ad un avvocato divorzista che mi aiuti a spremere il conto di Riccardo come un limone.

E magari faccio una copia al convivente di mia sorella. Così per cortesia.

La prima volta che ho mangiato la foglia sulla loro squallida tresca sono andata nell'ufficio di Roberto.
L'ho guardato fisso e ho detto una cosetta tipo: "dai scopami".

In qualche secondo sono stata sollevata e sbattuta sulla scrivania in compagnia di una calza sbragata e una testa tra le cosce.

Non male.

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