giovedì 29 ottobre 2009

Romanzetto da 4 soldi VOL.1

Non riesco a capire perchè torna tardi solo quando...bè, quando non è con me.
Lo so che non mi tradisce.
L'ho seguito.
Sta con la sua cricca a fare maschiettate da stereotipo demenziale.

Mi sono accorta che non parliamo più, a cena mangia zitto e guarda la tivvù. O il piatto.

Ci siamo sposati 6 anni fa, gliel'ho chiesto io.
Già da allora dovevo capirlo. Laureati e lavoratori regolari da tempo, economicamente stabili e indipendenti.

Lui immobile.Tra lavoro, amici e me.
Ma io volevo il grande passo, forse per sfida o per uno sciocco ideale romantico coltivato con favole e giocattoli melensi.

Volevo una famiglia mia, la famiglia che non ho mai avuto. Volevo essere mamma e poter tutelare i miei figli.
Una famiglia coronata da un patto legale, che mi sapeva tanto di lieto fine e di Mulino Bianco.

Alla cerimonia io avevo gli occhi di stella...e lui si è seduto al tavolo dei testimoni a fare l'idiota. Tutto il tempo.

Io sono rimasta in compagnia di svariati bicchieri di prosecco.

Sono passati gli anni tra medi e bassi.
I momenti condivisi sono diventati sempre meno e ...sempre meno speciali.

Ora sono fortunata se con lui riesco a guardare tg sport.

In redazione c'è un collega che mi fa una corte spietata.
Mi lascia bigliettini sulla scrivani e infilati nel tergicristallo dell'auto.
Mi ha persino spedito dei fiori, ma mio marito li ha visti appassire sul tavolo della cucina senza fare domande.

Glielo volevo dire in realtà. per amor di complicità.
Ma lui non mi chiede nemmeno più come va il mio lavoro.

Comunque il mio collega mi invita a cena, ad aperitivi, a serate culturali.
Io sono incrollabile. Dove finirebbe il mio Mulino Bianco?

Ammetto che a volte penso a come sarebbe, lui mi tiene sempre gli occhi addosso, mi fa sentire...deliziosamente importante.

Sono ancora innamorata? Credo di non esserlo più di me stessa.
Prima facevo compromessi che ora sono errori giganteschi.
Appena esco dall'ufficio corro a casa e gli dico tutto, giuro.

Anzi no, stasera ha il biliardo.

Sarà per un'altra volta.

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