giovedì 28 ottobre 2010

La ninnananna magica

Si sentiva già il profumo dei tigli. L’aria zuccherina amoreggiava con il viale alberato.

Il sole tardava ad addormentarsi, la primavera aveva voglia di rimettersi la corona sul capo fiorito.

E i bambini del quartiere volevano rimanere più a lungo a giocare a pallone.

Anche Matilde sperava di avere ancora un po’ di tempo prima che la nonna comparisse alla finestra brandendo il mestolo per chiamarla a tavola.

Voleva restare a guardare i gemelli del 6b che si sfidavano nei palleggi.

Guardava soltanto, perchè lei non ne era capace. Non aveva mai provato. Era affascinata da tali prodezze.

Matilde non era una bimba delicata, non era bionda e nemmeno leziosa come le principessine delle fiabe, ma era dotata di un’ energia contagiosa. Amava i calzini multicolore e quegli insettini neri che si appallottolano se qualcuno li tocca..

Il suo succo di frutta preferito era quello alla pera e sosteneva di avere i capelli rossi per via di una scorpacciata di fragole che aveva fatto quando era piccola. Bè, più piccola di così.

Ma non divaghiamo. Matilde era ancora seduta sul muretto ad ammirare le destrezze dei gemelli quando la testona permanentata di nonna Ida spuntò dietro al basilico sul davanzale:

-MATILDEEEEE! A tavolaaaa!-

-Ancora 5 minuti nonna!- tentò Matilde col mento in su e gli occhi più teneri che riusciva a fare.

- Subitoo Mati, sennò si fredda!-

Niente da fare. Matilde abbassò la testa e rientrò con passo svogliato.

Quella sera Matilde era pensierosa nella sua cameretta. Pensava ai gemelli che erano bravi a palleggiare, alla nonna che sapeva fare la torta alla banana e alla sua compagna di banco che riusciva toccarsi il naso con la lingua.

Si chiedeva quale fosse il tuo talento.

Non si sentiva particolarmente brava in nessuna cosa.

Il nonno Gianni, transitando davanti alla camera di Matilde, aveva fatto capolino dalla porta per darle la buona nanna. Così notò che la bambina era ombrosa e preoccupata.

Così le disse: - Un soldino per un tuo pensiero.-

Lei lo guardò perplessa e lui sorrise sollevando i baffi.

- Non so in cosa sono brava.-

E il nonno le rispose: - Hai tempo ancora per scoprirlo.

La piccola ci pensò un po’ su e poi disse: - Vorrei sognarlo.

A quel punto nonno Gianni divenne serio e inforcò gli occhiali.

Tirò fuori da un cassetto della camera una vecchia zuccheriera di coccio.

La aprì e tirò fuori un ritaglio di stoffa rosa sporco di inchiostro.

- Che cos’è nonno?-

-Questa è una ninnananna magica. Se te la canterò sognerai ciò che desideri sognare.-

Matilde sgranò gli occhioni di nocciola e saltando sulle ginocchia del nonno esclamò: -Canta ti prego!-

Così il nonno si concentrò per qualche secondo e schiarì la voce.

Poi intonò il canto magico.

Una nenia dolcissima e avvolgente dipinse le pareti di azzurro intenso. Anche i baffi soffici del nonno iniziavano a divenire celesti.

“ Fiocca lo zucchero sugli occhi assonnati

Saranno i tuoi sogni dolci e dorati

Coccinelle e quadrifogli nella manina

Sarai fortunata mia cara bambina

Lascia volare la tua fantasia

Così che le fate possano farne poesia

Magia sarà se magica ti sentirai

Dormi e sogna..non te ne pentirai.”

Matilde si addormentò beatamente e sognò di essere in un boschetto fitto e odoroso.

Si sentiva piccola piccola. Non sapeva dove andare.

Finchè si rese conto che aveva infinite possibilità di scelta.

Poteva andare avanti oppure indietro.

Poteva andare a destra oppure a sinistra.

Poteva stare ferma oppure muoversi.

Ma una cosa era certa: doveva fare una scelta e tentare di uscirne.

Si sentì sollevata e già il boschetto cominciava a sembrarle meno fitto.

Poi si destò.

Si guardò intorno con gli occhi ancora socchiusi.

(Ma le pareti sono sempre state così blu?)

Saltò giù dal lettino e corse in giardino dal nonno che stava curando l’orto.

-Nonno! Nonno! Ho sognato un bosco! C’erano mille direzioni! Mille sentieri! –

E il nonno rise forte. I baffi ballavano sotto il nasone.

-E tu cosa hai fatto Mati?-

-Io stavo per prendere una decisione quando mi sono svegliata.-

-Ecco. Brava la mia bambina battagliera. Non ti sei arresa e hai affrontato la difficoltà con coraggio. Non ti sei disperata.

Eri pronta a tentare. E questo è il talento più ambito.-

Matilde rincuorata e orgogliosa respirò forte l’aria zuccherina inebriandosi di tiglio e poi si mise a saltellare verso casa.

Nonno Gianni allora le chiese: -Dove vai ora così di corsa?-

E Matilde rispose: -Vado a prendere il pallone!-

Nessun commento:

Posta un commento