Se vuoi una volta ci vediamo. Se vuoi ci andiamo a fare una bevuta...o anche un caffè, chenneso.
Possiamo fare due parole, mi racconti come ti senti e se la tua vita sorride.
Potresti dirmi come passi le giornate e in quale posizione dormi.
Potresti dirmi qual è la canzone che ti fa ballare davanti allo specchio.
Cosa ti cantava tua madre da bambino.
Puoi piangere se vuoi.
Io ascolterò le tue lacrime urlare e non mi volterò dall'altra parte. Le raccoglierò con le dita e le metterò sul mio viso per non farti sentire solo.
Lo so come ti senti. E' tutto così sterile e alienante. Incontri gente e parli di niente. Vorresti che capissero. Vorresti sovrastare le voci troppo alte. Ma sei afono.
E loro sordi.
E allora ti incazzi. Un po' con loro e un po' con te stesso. L'impotenza ti schiaccia al suolo come un bulldozer.
Puoi anche parlare sottovoce. Io ti sento, sto in silenzio e faccio l'amore coi tuoi occhi arrabbiati.
Trasformerò gli orologi in sale perchè tu possa imprecare per ore e ore.
E ti stringerò la testa tra le mani se ti sentirai uscito fuori da te stesso.
E adesso che tutti tacciano. E' il tuo momento.
Compro Vogue in un pomeriggio di freddo e vento così il suo peso mi tiene attaccata all'asfalto. Haribo, 100% arabica, Winston silver. Già l'umore si impenna. Tazza macchiata di menta e vaniglia. Affogo le ciglia nel rimmel e mi drogo di smalto e confettini colorati.
giovedì 28 ottobre 2010
Vecchie cose- Puoi piangere se vuoi
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