giovedì 28 ottobre 2010

Vecchie cose- Ode femmina

E' eccitante...sì...lo è...come il cioccolato fuso che sgocciola lucido sulla polpa delle fragole fresche.
Ti uccide quando morde...ti lascia i lividi sulle braccia e sulle spalle...

Fa male e poi lenisce...si fa perdonare con dolcissime depressioni ritmiche, mentre tu oscilli...con il controllo psicotico di un ubriaco che passeggia su un filo.

E poi ne vuoi ancora...ma ti penti e poi cambi idea e ti riperdi.

Ti senti libera e schiava in debito allo stesso tempo.

Senti che ti lascerà urlare ad un certo punto, ma tu speri di non farlo...ancora no.

Perchè l'implosione non dà spazio all'esplosione.

Così cerchi di liberarti ma non puoi...la lotta continua crudele e sporca. Ma tu non ti sporchi, sei candida come non lo sei mai stata mentre balli questo tango rabbioso e sottile.

Ti vengono in mente mille sfumature che avevi perso nel grigiore della mediocrità...sono così tante che non sai più cosa colorare...e così ti dipingi anche tu dei colori più accesi e potenti.

Sei bella, guardati.
Sei splendida, fulgida come una tagliente falce di luna. Sei pericolosa.
Non abbassare lo sguardo...continua a mirarti. Sei forte. Sei un mistero esotico e bollente che quasi nessuno riesce a risolvere.

Non hai più paura mentre cadi nel vuoto. Ti libri. Non dai più importanza all'inutile che ti offuscava. Ora sei grande. Ora sei autentica. Sei tu.

Ti amo.

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