giovedì 28 ottobre 2010

Vecchie cose- La toilette veste Prada

Bentornata a Ravenna City.

Puoi stare in silenzio a tavola, litigare con tua madre guardandola in faccia e puoi mangiare cibo cotto.

Puoi addirittura stare sola...puoi non rispondere al telefono perchè nessuno ti cercherebbe qui.

Puoi stare serena, puoi uscire con le vecchie amiche.

E così...mi sono trovata a fare le stesse cose che ho sempre fatto da quando ho 16 anni.

Apertura di celebre discoteca estiva in mezzo a mandrie informi di ragazzi abbronzati, con tatuaggi pseudo giapponesi e stelline ovunque, camicia bianca e giubotto di pelle, scarpe rigorosamente Gucci, cintura abbinata. Ragazze belle, lucenti come ambre, full optional TPG: "taccate" "piastrate" "griffate".

Forse un tempo lo gestivo meglio. Il personaggio della nativa ravennate era collaudato da anni di pratica e studio. Arrivavo addirittura a sentirmi a mio agio, a mimetizzarmi astutamente senza far chiasso.

Ora purtroppo la mancanza di esercizio mi ha arrugginita.

Stanotte ho fatto uno sforzo notevole...ho seccato 3 drinks prima di sciogliermi un minimo.

Ad un certo punto mi sono fatta una gita nella toilette del locale...ho fatto il mio quarto d'ora di fila per poi stare chiusa nel cesso qualche minuto senza fare niente...solo per isolarmi dal mondo per un po'. Ho pensato a quanto sarebbe stato figo se il cesso fosse stato un ascensore, o un cazzo di aggeggio con un flusso catalizzatore spazio-temporale, o la cabina di una trasformista...

Invece sarei uscita da lì esattamente come prima, incompresa e teatrante. Prigioniera di un'atmosfera IROST (intollerante-repellente-opprimente-soffocante-tossica).

Niente da fare. Mi fermo davanti alla specchiera per incipriarmi il naso, come ogni clown che si rispetti...intorno a me una decina di bambole di porcellana, FFF: fighe-fulgidamente-fashion.

Parlano tra loro, ma è come se qualcuno avesse tolto l'audio. Colgo soltanto qualche temperata espressione tipo: -...euro...vacanza...bere..messaggio...bar...lui...lei...come...era...vestita...quella...puttana...

Mi guardo allo specchio e vedo i loro volti riflessi accanto al mio.

Sono violentemente diversi.

Ho incrociato i loro sguardi languidi firmati Calvin Klein e ho sentito la terra franare.

Ho sentito l'angoscia di non poter sentire.

Mi sono concentrata su di me.

Improvvisamente mi sono vista zingara e selvatica, ad ogni modo terribilmente straniera.

Ho visto le fiamme nello specchio, ho sentito le risatine distorcersi.

Mi chiedo se le mie bambole nella toilette abbiano udito il mio cervello urlare forte.

Vecchie cose- Giocattolo rotto

…Piramidi di bicchieri rosa shocking...scarabei dal dorso brillante.

Delizioso il rumoroso capitolare delle biglie in movimento.

Mi compiaccio del tuo maturo, saggio e fascinoso equilibrio nel gestire gli affari...è Così..così..moderno...così corretto.

E' quasi commovente.

La tua semplicità di carattere...la tua naturalezza...è così apprezzata tra eventuali partners.

Come ti invidio...avessi anch'io la tua concretezza...la tua faccia pulita.

Non saprei che farmene...ne farei poltiglia infrangendola al suolo come una maschera veneziana.

Mi stordisco mentre rifletto su chi mi lenisce il dolore e chi me lo procura.

Chissà come sono le feste orgiatiche.

Il mio cane si è addormentato sui miei piedi e mi fa caldo.

Come sarebbe entrare a gattoni nelle casette da giardino per bambini? E sedersi su piccole seggioline di legno?

Sarebbe scomodo..ma dolce.

Tutte le persone che mi conoscevano davvero mi hanno fatto promesse di immenso valore.

Qualsiasi cosa per me è un arte da apprendere.

Mi hanno parlato di una fanciulla che ama avvolgere le caviglie con i fili di perle...l'ho trovato divino.

Polvere.

Troppa polvere che vola e si appoggia alle superfici...potrei farne dei gomitoli e ficcarli in bocca a chi ha la stessa anima di un acaro.

Suonare il preludio di Chopin è come piangere per giorni.

Fresie viola e tulipani al centro del mucchio informe...follia disorganizzata per pianificare la fuga.

Non voglio tornare.

Dimentica il mio viso, liberami.

Ti lascerò i miei trucchi e i miei balocchi.

Vecchie cose- Fragole amare e champagne

Divani in pelle black and white...pietanze dall'ostentata abbondanza...camerieri in completo nero e guanti bianchi.

Sciattone ingombranti prigioniere dei loro abiti Dolce&Gabbana, rossetti troppo vistosi, voci troppo stridule...troppo alte per essere eleganti.

Toilettes con specchi lucenti e pomi dorati...grazie alla collaborazione preziosa delle narici di tutti.

Papponi con lo guardo eccitato con puttane 18enni...

Signorotte attempate con gigolò aitanti dal petto depilato esposto...tutto è spartito equamente.

I complimenti che titillano il tuo ego piovono come coriandoli...e tu ti gingilli svanita in mezzo ad una pista densa di fumo scenografico, con la consapevolezza di essere scompabile e intrigante...e tutto ti seduce e tutto brilla...e tutto è bianco e ha il sapore del peccato confessato.

Confessarlo ti fa sentire più innocente...condividerlo con altri ancora di più...ti fa sembrare tutto più puro e giusto.

Allora esci fuori da quella bolla di sapone. I buttafuori spostano la folla per farti strada...ti proteggono col loro petto ampio...e ti senti una stella...

Ma seduta al freddo di una panchina qualunque...stringi una sigaretta tra le dita bianche e affondi il mento dentro il bavero del cappotto...sei di nuovo sola...contro i pensieri che ti assalgono, i sensi di colpa per non aver capito.

E fidati che nessun principe ti salverà.

Vecchie cose- Flusso

Compro Vogue in un pomeriggio di freddo e vento così il suo peso mi tiene aderente all'asfalto.

Haribo, Yomo e 100% arabica. Già l'umore si impenna.

Accendo la televisione quando il silenzio mi assorda, così nascondo le urla dei miei pensieri.

Mi sono abituata a stare senza tenerezza, ed ora una sola carezza mi fa sobbalzare.

Ci sono situazioni in cui vorrei pilotare persone ed eventi come in un videogame.

E vincere.

So qual è il mio valore. Ma non voglio svelare il prezzo. Nè essere esposta all'asta.

Ho freddo.

Anche dentro.

Non sono triste, sono troppo in alto ora per guardare giù.

Il valore personale è il più prezioso dei sortilegi, non si può biasimare chi non è stato dotato di tale prodezza.

Profumo di carta stampata, violaciocche, kiwi e fragola. Tutto sa di mamma.

Piango per commozione o rabbia. Mai per tristezza. Mi farà bene?

Se dicessi tutto quello che penso e che so diventerei una leggenda.

E' incantevole per me guardare una mano cucire o un coltello tagliare un pomodoro.

Guardare le stelle mi dà un senso di nausea ed inquietudine.

Chissà come fanno i bambini a decidere che si piacciono.

I grandi fanno cagare, perlopiù.

Winston Silver e fiamma firmata Smoking con tazza bianca macchiata di menta e rosa canina.

Residui di zucchero corrono sul tavolo freddo. E io non li rincorro...vanno troppo forte.

Vecchie cose- Ode femmina

E' eccitante...sì...lo è...come il cioccolato fuso che sgocciola lucido sulla polpa delle fragole fresche.
Ti uccide quando morde...ti lascia i lividi sulle braccia e sulle spalle...

Fa male e poi lenisce...si fa perdonare con dolcissime depressioni ritmiche, mentre tu oscilli...con il controllo psicotico di un ubriaco che passeggia su un filo.

E poi ne vuoi ancora...ma ti penti e poi cambi idea e ti riperdi.

Ti senti libera e schiava in debito allo stesso tempo.

Senti che ti lascerà urlare ad un certo punto, ma tu speri di non farlo...ancora no.

Perchè l'implosione non dà spazio all'esplosione.

Così cerchi di liberarti ma non puoi...la lotta continua crudele e sporca. Ma tu non ti sporchi, sei candida come non lo sei mai stata mentre balli questo tango rabbioso e sottile.

Ti vengono in mente mille sfumature che avevi perso nel grigiore della mediocrità...sono così tante che non sai più cosa colorare...e così ti dipingi anche tu dei colori più accesi e potenti.

Sei bella, guardati.
Sei splendida, fulgida come una tagliente falce di luna. Sei pericolosa.
Non abbassare lo sguardo...continua a mirarti. Sei forte. Sei un mistero esotico e bollente che quasi nessuno riesce a risolvere.

Non hai più paura mentre cadi nel vuoto. Ti libri. Non dai più importanza all'inutile che ti offuscava. Ora sei grande. Ora sei autentica. Sei tu.

Ti amo.

Vecchie cose- Deliranze

Quanta importanza mi dai?
Quanta ne rubi dal mio specchio?

Sono ciò che mai potevi immaginare di viverti. Sono intruglio magico per poveretti aggrappati al niente. E appicco incendi lungo la strada.

Mi piace stravolgerti il tempo, rovesciare le clessidre in continuazione...ancora una , ancora una volta.

Adoro prenderti per i piedi e farti oscillare a testa in giù...per mostrarti la sensazione del mondo capovolto.

Amo, bramo, la tua confusione, il tuo trauma rivelatore.

Voglio aprirti gli occhi e poi scomparire nel nulla, da dove sono scaturita. All'improvviso.

Io ti educo alla consapevolezza e alla disciplina emotiva. Materia che non ho mai imparato ad applicare sulla mia aliena pelle azzurra.

Piombo nelle esistenze senza bussare, senza fare rumore, danzando sugli equilibri fittizi di persone illuse. Manipolate da eventi stonati e da falsi miti.

Io chiedo come pegno importanza e pregio. Io aspiro ad essere diamante purissimo. Brillare di mia luce attraverso i tuoi occhi insicuri.

Voglio farti vibrare. Voglio la tua passione tra le dita. Voglio sentirti uscire da te e guardarti da fuori.

Ti presto i miei occhi plurimiranti.

Fanne buon uso.

Vecchie cose- Credo che riderò

Credo che riderò. Lo farò sguaiatamente.

Credo che non piangerò mai più. Che mi dimenticherò la tua voce.

Sarà bellissimo. Sarà romantico.

Sì, non verrò più verso di te. Non ti lascerò avvicinare.

Sarai sempre troppo lontano per potermi toccare.

Mio dio, sarà catartico. Silente.

Credo che non avrò paura. Credo che non sentirò più niente.

Credo che sarò bella come non lo sono mai stata.

Tu non avrai nome, peso, profumo. Sarai altrove.

Io fumerò di più e la mia voce continuerà ad essere limpida.

Sarò sempre ubriaca e ne sarò felice.

Tu non mi vedrai mai più...sarai altrove.

Finalmente separati per mio volere. Sarò un tormento per il tuo sonno.

Ma non potrai cercarmi. Sarò altrove.

E sarò splendida e maledetta come tu non mi hai avuta.

Non potrai più godere di me. Sarò altrove. Troppo lontano.

Soffrirai, piangerai quel che non piangerò io.

Ma io non ti vedrò. Sarò altrove. Bellissima.