giovedì 28 ottobre 2010

Vecchie cose- Puoi piangere se vuoi

Se vuoi una volta ci vediamo. Se vuoi ci andiamo a fare una bevuta...o anche un caffè, chenneso.

Possiamo fare due parole, mi racconti come ti senti e se la tua vita sorride.

Potresti dirmi come passi le giornate e in quale posizione dormi.

Potresti dirmi qual è la canzone che ti fa ballare davanti allo specchio.

Cosa ti cantava tua madre da bambino.

Puoi piangere se vuoi.

Io ascolterò le tue lacrime urlare e non mi volterò dall'altra parte. Le raccoglierò con le dita e le metterò sul mio viso per non farti sentire solo.

Lo so come ti senti. E' tutto così sterile e alienante. Incontri gente e parli di niente. Vorresti che capissero. Vorresti sovrastare le voci troppo alte. Ma sei afono.

E loro sordi.

E allora ti incazzi. Un po' con loro e un po' con te stesso. L'impotenza ti schiaccia al suolo come un bulldozer.

Puoi anche parlare sottovoce. Io ti sento, sto in silenzio e faccio l'amore coi tuoi occhi arrabbiati.

Trasformerò gli orologi in sale perchè tu possa imprecare per ore e ore.

E ti stringerò la testa tra le mani se ti sentirai uscito fuori da te stesso.

E adesso che tutti tacciano. E' il tuo momento.


Vecchie cose- Amo

Amo ciò che è splendente e laccato.

Unghie rosa shocking, labbra affogate nel lucido a specchio.

Orecchini vistosi, che dondolano dai lobi, creando un gioco di luce con i faretti che colpiscono le teste della folla...ad intermittenza.

Amo gli sguardi assassini: ti turbano quando incrociano il tuo nel buio.

Amo i ciondoli sonanti dei braccialetti e le schiene asciutte disegnate a matita, con le scapole che fanno ombra.

Posso rimanere ore a guardare le chiome fluenti che tagliano l'aria a rallentatore negli spot.

Potrei uccidere per avere un modello in bianco e nero che mi ripeta di comprare il suo profumo.

Rigorosamente in francese.

La ninnananna magica

Si sentiva già il profumo dei tigli. L’aria zuccherina amoreggiava con il viale alberato.

Il sole tardava ad addormentarsi, la primavera aveva voglia di rimettersi la corona sul capo fiorito.

E i bambini del quartiere volevano rimanere più a lungo a giocare a pallone.

Anche Matilde sperava di avere ancora un po’ di tempo prima che la nonna comparisse alla finestra brandendo il mestolo per chiamarla a tavola.

Voleva restare a guardare i gemelli del 6b che si sfidavano nei palleggi.

Guardava soltanto, perchè lei non ne era capace. Non aveva mai provato. Era affascinata da tali prodezze.

Matilde non era una bimba delicata, non era bionda e nemmeno leziosa come le principessine delle fiabe, ma era dotata di un’ energia contagiosa. Amava i calzini multicolore e quegli insettini neri che si appallottolano se qualcuno li tocca..

Il suo succo di frutta preferito era quello alla pera e sosteneva di avere i capelli rossi per via di una scorpacciata di fragole che aveva fatto quando era piccola. Bè, più piccola di così.

Ma non divaghiamo. Matilde era ancora seduta sul muretto ad ammirare le destrezze dei gemelli quando la testona permanentata di nonna Ida spuntò dietro al basilico sul davanzale:

-MATILDEEEEE! A tavolaaaa!-

-Ancora 5 minuti nonna!- tentò Matilde col mento in su e gli occhi più teneri che riusciva a fare.

- Subitoo Mati, sennò si fredda!-

Niente da fare. Matilde abbassò la testa e rientrò con passo svogliato.

Quella sera Matilde era pensierosa nella sua cameretta. Pensava ai gemelli che erano bravi a palleggiare, alla nonna che sapeva fare la torta alla banana e alla sua compagna di banco che riusciva toccarsi il naso con la lingua.

Si chiedeva quale fosse il tuo talento.

Non si sentiva particolarmente brava in nessuna cosa.

Il nonno Gianni, transitando davanti alla camera di Matilde, aveva fatto capolino dalla porta per darle la buona nanna. Così notò che la bambina era ombrosa e preoccupata.

Così le disse: - Un soldino per un tuo pensiero.-

Lei lo guardò perplessa e lui sorrise sollevando i baffi.

- Non so in cosa sono brava.-

E il nonno le rispose: - Hai tempo ancora per scoprirlo.

La piccola ci pensò un po’ su e poi disse: - Vorrei sognarlo.

A quel punto nonno Gianni divenne serio e inforcò gli occhiali.

Tirò fuori da un cassetto della camera una vecchia zuccheriera di coccio.

La aprì e tirò fuori un ritaglio di stoffa rosa sporco di inchiostro.

- Che cos’è nonno?-

-Questa è una ninnananna magica. Se te la canterò sognerai ciò che desideri sognare.-

Matilde sgranò gli occhioni di nocciola e saltando sulle ginocchia del nonno esclamò: -Canta ti prego!-

Così il nonno si concentrò per qualche secondo e schiarì la voce.

Poi intonò il canto magico.

Una nenia dolcissima e avvolgente dipinse le pareti di azzurro intenso. Anche i baffi soffici del nonno iniziavano a divenire celesti.

“ Fiocca lo zucchero sugli occhi assonnati

Saranno i tuoi sogni dolci e dorati

Coccinelle e quadrifogli nella manina

Sarai fortunata mia cara bambina

Lascia volare la tua fantasia

Così che le fate possano farne poesia

Magia sarà se magica ti sentirai

Dormi e sogna..non te ne pentirai.”

Matilde si addormentò beatamente e sognò di essere in un boschetto fitto e odoroso.

Si sentiva piccola piccola. Non sapeva dove andare.

Finchè si rese conto che aveva infinite possibilità di scelta.

Poteva andare avanti oppure indietro.

Poteva andare a destra oppure a sinistra.

Poteva stare ferma oppure muoversi.

Ma una cosa era certa: doveva fare una scelta e tentare di uscirne.

Si sentì sollevata e già il boschetto cominciava a sembrarle meno fitto.

Poi si destò.

Si guardò intorno con gli occhi ancora socchiusi.

(Ma le pareti sono sempre state così blu?)

Saltò giù dal lettino e corse in giardino dal nonno che stava curando l’orto.

-Nonno! Nonno! Ho sognato un bosco! C’erano mille direzioni! Mille sentieri! –

E il nonno rise forte. I baffi ballavano sotto il nasone.

-E tu cosa hai fatto Mati?-

-Io stavo per prendere una decisione quando mi sono svegliata.-

-Ecco. Brava la mia bambina battagliera. Non ti sei arresa e hai affrontato la difficoltà con coraggio. Non ti sei disperata.

Eri pronta a tentare. E questo è il talento più ambito.-

Matilde rincuorata e orgogliosa respirò forte l’aria zuccherina inebriandosi di tiglio e poi si mise a saltellare verso casa.

Nonno Gianni allora le chiese: -Dove vai ora così di corsa?-

E Matilde rispose: -Vado a prendere il pallone!-

lunedì 25 ottobre 2010

Una domenica

Cara Gio,

ti scrivo oggi, come ti scrivevo 10 e pure 15 anni fa.

Lo facevo spesso di domenica perchè mi piaceva mettere nero su bianco il resoconto del sabato sera. Magari ti raccontavo di un compleanno in pizzeria.

"Margherita e coca media, tutti a casa alle 23"

Accadeva spesso che fossimo amareggiate dai coetanei a nostro parere troppo superficiali.

O dagli adulti a nostro parere troppo superficiali.

O dal mondo a nostro parere troppo superficiale.

Entrambe grafomani, quaderni straripanti di informazioni top secret.

Ora che di top secret non c'è più un cazzo, ti racconto dal mio cybermondo che mi sento stanca.

Sì, proprio io.

Quella che odia dormire troppo, quella che è sempre stata "usciamotutteleseredipendente".

Quella che non beveva nemmeno un cocktail in discoteca e quando c'era la sua canzone preferita saliva sul cubo senza pudore.

Ora Gio sono cinica.

Sono così cinica che non riesco a lasciarmi andare senza alzare di un minimo tassativo la mia alcolemia.

Quando esagero poi vedo la verità distorta.

Oppure secondo te vedo la realtà solo in quei momenti?

A volte ne ho il terribile sospetto.

La cosa seccante è che poi mi odio per le mie esternazioni spontanee.

Vengo fraintesa, e probabilmente qualcuno mi compatisce anche.

Non riesco proprio a controllarmi Gio, dico quello che mi viene e le persone mi trasmettono delle sensazioni che sono difficili da spiegare a terzi.

Ma sono vere!!!! Lo so che sono vere! Perchè in quel momento non trovo finte giustificazioni e sono ipersensibile.

Non sai che tristezza tornare alla realtà e rendersi conto di non aver selezionato comunicazioni e interlocutori.

Di non aver scremato le impressioni, di non aver fatto buon viso a cattivo gioco.

Io che sono un'adepta della sublime diplomazia, dell'arte retorica....mando tutto a puttane nel giro di qualche brindisi.

Ma ti pare giusto??

Sono così gelosa delle mie sensazioni che mi maledico quando le rendo così prostituibili.

E faccio bene a maledirmi.

Perchè poi il paradosso è che io capisco di più come stanno le cose...mentre divento più imbranata nel manifestare il mio pensiero quindi non vengo compresa.

E soprattutto non so spiegarmi in modo credibile.

In compenso nella vita quotidiana sono diventata un'amante del controllo.

Ora mi piace persino pulire la casa e tenere in ordine documenti, bollette, ricevute.

Mi piace occuparmi delle faccende burocratiche, mi piace andare negli uffici.

Sì proprio io Gio.

Mi rilassa caricare le lavatrici e lucidare il lavandino con l'anticalcare.

Odio quando i cassetti o le ante rimangono aperte.

E mia mamma che mi urlava dietro: " come può una persona ordinata come me aver partorito una casinista come te??"

Ecco fatto mamma, grazie mille per l'eredità genetica.

Ora vorrei tanto amare il controllo anche fuori casa, nei momenti divertenti.

Ma che poi, se li trovassi davvero divertenti...non avrei bisogno di perdere il controllo.

Cazzo Gio, perdere il controllo mi fa apparentemente divertire di più...oppure non sono più in grado di sentirmi divertita?

Ti ricordi quando siamo andate sugli autoscontri e ho sbattuto la faccia sul volante?

E quando facevamo gli omini del deserto con il pijama in testa?

E quando abbiamo passato il pomeriggio a farci le treccine a vicenda?

E provarci i pantaloni a zampa a costine da Post Post?

E quando giravamo in macchina a caso solo per continuare a parlare?

E il libro di racconti splatter che avevamo scritto a 4 mani?

E quando mi hai regalato la fata in resina dipinta e le ali di tulle?

Ridevo perchè mi veniva.

Piangevo quando mi andava.

Avevo il pieno controllo delle mie sensazioni.

Però la mia camera era un casino.



Io sono della Chandler Bing's generation

Sono nata sotto il segno del leone. Cuspide leone cancro per l'esattezza. Ascendente toro.

Dicono coloro che ci badano un minimo che

"le cuspide cancro leone sono in genere dolci, ma anche molto forti, vanno daccordo con entrambi i sessi, sono persone di temperamento tranquillo ma amano l'azione, sono a volte sfacciati, a volte non esprimono quello che pensano, a volte invece non resistono a trattenere quello che provano, generalmente sono persone buone e oneste ma se si sentono prese in giro o maltrattate diventano cattivissime, iperattivi, ottimi guerrieri, sono inoltre persone che amano instaurare rapporti duraturi, tendono ad avere molti amici.."

Bè cazzate a parte, se c'è una peculiarità del mio segno nella quale mi sono sempre riconosciuta è l'amore per la vita di branco, il lavoro d'equipe. Il gruppo che diventa famiglia.

Claro no?

E' verissimo per quel che mi riguarda. Non riesco a rapportarmi un granchè con gli individualisti. Io tendo ad operare per rafforzare la squadra. Solitamente loro la deludono.

Mi piace stringere il rapporto profondo. Diventare consaguinei pur non essendolo geneticamente.

Mi piace, mi fa sentire soddisfatta.

Devo anche dire che questa tendenza mi ha causato anche qualche grattacapo. Ci sono stati branchi non abbastanza amorevoli, altri poco determinati o motivati, altri ancora semplicemente sbagliati per me.

Ora vanto alcune adorabili presenze mooolto edificanti e non so se si può parlare di famiglia. Ma di certo insieme si plasmano in qualcosa di forte.

AAh...mi manca la vita da branco. Che poi basterebbe poco.

Tipo:

stasera serata da me: cofana di pasta, studio di massa, due stronzate in compagnia e tutti a casa.

Oppure:

domattina colazione di gruppo al bar, sigarettina e poi tutti ai loro cazzi.

Sembra niente eh...eppure quella atmosfera da spot del Ciobar è da tanto che non la sento intorno a me.

Una volta veniva spontaneo.

(Eccola che riparte con la nostalgia 883iana! Direte voi...) Mi ricordo che soprattutto alle medie, ma anche al liceo, facevamo tutto insieme:

i compiti...i ripassoni, con la Michi e Lollo ogni tanto suonavamo pure.

Organizzavamo compleanni, scherzi, campagne anti "qualche indefinita ingiustizia inaccettabile di quell'età". (uh quante ingiustizie inaccettabili a quell'età...che paraculi)

E non per questo le nostre individualità non emergevano...ANZI. Brillavano perchè ognuno dava un contributo diverso e soprattutto assumeva un ruolo differente, che diveniva naturalmente il più adatto e prezioso. Perchè non veniva imposto.

La Chiarina che subisce il fascino della vita da "comune o centro sociale" potrebbe capirmi; anche se io non riuscirei a condividere TUTTA la mia vita con un gruppo di persone.

Io sono per "a ognuno il suo spazio", se mi va di stare da sola per una settimana a guardare il muro voglio poterlo fare, se mi va di fare una torta.., vabbè COMPRARE una torta e mangiarla tutta da sola...lo VOGLIO POTER FARE.

Però io sono cresciuta con Friends...e quando lo guardavo in tv sognavo i miei 30 anni esattamente così.

Compagni o di casa o di pianerottolo, ognuno la sua vita, le sue storie...però resoconto in family, in casa, o al caffè sotto casa...programmi in comune, interessi condivisi, prendersi cura gli uni degli altri.

Bè la Chandler Bing's generation forse suona un po' finta.

Ma non ne parlerei nemmeno se non fossi convinta che tutto questo possa davvero esistere.

Ognuno sceglie come vivere la propria vita.

Io vorrei trovare un equilibrio tra il mio istinto incontenibile e probabilmente puerile di fare branco...e l'angoscia grigia di Uomini soli dei Pooh.

Ora, tralasciando l'idillio di Jennifer Aniston e company (forse troppo bello per essere vero), non mi resta che ricreare un agrodolce scenario da Fate Ignoranti.

Sperando di non finire in un dramma di Ozpetek.


mercoledì 15 settembre 2010

Sono caduta per terra. Ridendo.

Sì sì gente sono caduta per terra.

E NON perchè non sto stare in piedi o perchè ero in condizioni alcoliche ingiustificabili.

Sono caduta perchè il pavimento era BAGNATO...e si sa che i passi di ballo anni 90, frenetici e stra-ritmici, possono potenzialmente nonchè pericolosamente intralciare il mio equilibrio.

Bè.

Ciò che conta è che quando mi sono ritrovata a faccia in su ho maturato un pensiero STRONZO.

Ma a me.. chi me lo fa fare di stare così a faccia in su?

Chi mi impone di guardare in alto in cerca di un aereo...un aquilone...un cazzo di palloncino che passa?

Ora che sono stanca di stare ad ascoltare cazzate e filosofie fasulle...mi sorprendo a nutrire delle opinioni discutibili sul vostro professarvi "esseri umani".

Senza offesa eh...e perbacco, mi sono ripromessa di tenere tra gli amici di questo famigerato network soltanto le persone che vibrano forte come corde nel mio quotidiano, quindi direi che ben pochi di voi sono sulla mia forca emotiva.

Eppure mi sento delusa da alcuni di voi, come mi sento altrettanto confusa per quanto riguarda il colore che avevo scelto per vivere la mia vita. (per chi mi conosce risulterà evidente che sto parlando del rosa, in quanto mia attrazione cromatica fatale).

Spesso rifletto sul fatto che mi sia necessario alterare le mie percezioni con una serie imprecisa di biberoni liquorosi tutte le volte che necessito di sentirmi un po' meglio di "bene".

Mi fermo quasi sempre ad una soglia lucida nella quale comprendo l'essenza reale del mio pensiero...e ne godo...e ne soffro.

Questo perchè tutto ciò che modero dall'alba al tramonto si rivela più acre di quel che credevo appena dolce e giusto.

Ottimo.

A questo punto libero i cavalli dalle briglie e li lascio cavalcare arbitrariamente.

Direi che questo è il momento adatto per dire che giudico...sì...lo ripeto, GIUDICO vuoti e bovini alcuni sguardi insensibili, mi fanno schifo i saluti di circostanza e quei sorrisi "plasticocollosi" irritanti che mi puntate addosso in cambio delle mie affettuosità.

Sono aberranti i vostri discorsi illogici quando tentate di essere divertenti con leggerezza...risultate offensivi e tuttalpiù viscidi.

Ed è così chiaro e limpido per me che sono alterata dai fumi del dio Bacco che mi viene da pensare: " cazzo quanto vi rende idoti il mio stesso dio".

E parlando di un dio, che proprio mio non è, in quanto deprecabile e cacofonico mi sembra altrettanto equilibrato ponderare una riflessione lucida sul "SENTIRSI GRANDI".

Ecco io, povera fallita, mi sento grande quando c'è sintonia tra gli elementi. Quando il mio aspetto si sposa con il mio umore, quando il suono si concilia con i profumi e le persone, quando tocco una mano amica e sento amore ed energia.

E povera me, quando l'alcol mi intorpidisce la facoltà di selezione, quando mi tarpa le ali della coerenza.

Ed è in quei momenti metallici che io faccio meno resistenza, mi apro con collera, scateno la tensione che è rimasta tra i muscoli e il sangue.

E subito dopo mi sento così fragile e vulnerabile. Quasi avessi regalato chiavi sacre a usurpatori e ladri di sogni.

Sempre di più mi rendo conto di violentare me stessa ogni giorno senza pietà alcuna.

Ora stanca di seguire stelle di cartone, depongo ufficialmente la mia mano sinistra (la più abile) e continuerò a vivere con la destra inesperta...senza enfasi, senza falsi momenti felici. Così finchè...non saprò cadere ridendo davvero.

giovedì 17 giugno 2010

Io e il gatto

E' terribile quanto sia semplice e immediato scrivere la verità sotto effetto alcolico.

La situazione è questa:
la Chiarina e l'Ele sono a letto mentre io ho un opprimente bisogno di esplodere.

Il gatto.

Ecco il gatto è importante perchè mi controlla.
Ebbene sì, lui mi tiene d'occhio. E' supino, indivanato, accanto a me.
Dorme a pancia all'aria con le manine (sì, mio figlio ha le manine, qualche problema??) raccolte sul cuoricino... e i piedini (sì mio figlio ha i piedi, qualche problema??) incartapecoriti come le zampette degli uccellini defunti.

M a c a b r o .

Io a tratti mi muovo in modo inconsulto e lui apre un occhio e mi fissa come un genitore severo.
E in realtà sono io il genitore. Lui è il mio cucciolo. Per sempre. Finchè vivrà io lo proteggerò.

E invece stanotte lui protegge me. Lo sento che mi perlustra.

Un casino di cose ci passano davanti come pellicole indemoniate. E pare che non sia richiesto un nostro giudizio. Giudicare non è carino, no?

Eppure dopo un tot di pellicole ti trovi a sentirti pieno di cose da dire e ora io sento il bisogno fisiologico di esternare il mio parere, con la dovuta eleganza e con il più rispettoso dei tatti. (dei tatti...pfiu..licenza poetica!)

Penso che siamo TUTTI circondati da opportunisti, da conoscenti superficiali e inutili( lo so è bruttissimo dire INUTILI) che fanno la mossa di riempire la nostra esistenza con presenze labili e grigiastre. Non si pronunciano mai su questioni delicate, non prendono posizioni, non piangono, non si arrabbiano, e non conoscono commozione.

Sono gradevoli sì, di compagnia...talvolta li scambi pure per amici...ma se ci fai caso li trovi più generosi e presenti solo quando sei utile loro per qualcosa o quando i tuoi bisogni si concigliano con le loro esigenze.

Ma come...non te ne eri accorto??


Il tuo ragazzo/ragazza ti tratta come una pezza da piedi? Non ti rispetta? Dà per scontata la tua dolcezza? Non ricambia il tuo sacrificio? Ti demoralizza? Ti abbandona quando sei più fragile? Ti scarica tutti i pesi sulle spalle? Ti fa sentire precario? Ti ignora? Ti mortifica? Ti concede solo gli scarti del suo tempo e magari te lo rinfaccia pure?

N O N T I A M A

Mi dispiace, ma non è vita.
E' come lavorare 12 ore al giorno sotto il sole cocente sollevando pesi e spaccandoti le mani a gratis.

Ti rendi conto che non ha senso.

E mi duole dirlo, ma tu, sì TU che ti fai grosso perchè sguazzi nell'ambiente giusto, e frequenti le persone giuste...e magari ti vesti nel modo giusto e ti scopi le persone giuste....ecco...solo per questo...

sei un PIRLA.

Ma ti vedi per quello che sei, cristo???
Riesci a vedere al di là di quello che riesce a percepire quella schiera di leccaculo di cui ti sei circondato??

E tu, donna che snobbi le altre donne, lasciati illuminare:
se non hai pietà verso nessuno, non credere che ci sarà chi avrà pietà di te.
Se mortifichi me solo perchè al momento ti sembro più fragile e ridicola...nessuno ti darà un bacio in fronte con la lode.

Ne ricaverai che qualora ti rincontrerò in altre circostanze, ti guarderò con algido distacco e se mi rivolgerai parola la butterò nel cesso per poi tirare l'acqua senza un pensiero di più.
E tu sarai feccia, per me e per chi mi crederà al riguardo.

A chi predilige ancora la forma alla sostanza:
La bellezza purtroppo si consuma. FATEVENE UNA RAGIONE. Si invecchia, non c'è botox, dieta, palestra, chirurgia che tenga.. a 40 anni non sarai mai come quando ne avevi 20.

Ed è per questo che devi affinare altre qualità...e farle valere con chi di dovere.
Perchè a 70 anni mi interesserà la tua personalità e la tua piacevole parlantina...
Ora anche...
ma tu mentre parlo sei distratto a guardare un bel culo che passa.

Ma sì, va bene...la vita è bella per questo. Perchè è dura.
E perchè c'è sempre un culo più sodo del tuo...e magari un carattere più semplice e appetibile.

Siamo tutti facilmente sostituibili come pezzi di ricambio.

Ed è per questo che feisbuc ha avuto tanto successo...abbiamo bisogno di condividere, di sentirci apprezzati...di sentirci amati...di sentirci corteggiati. E soprattutto consolati.
Al di là di tutto.

Io mi rimprovero molte cose. Non sono qui a sparare a zero. Sono terribilmente AUTOCRITICA.
Mi rimprovero di continuo, mi sento in colpa per le cose che non faccio come vorrei, mi accanisco sul mio fegato e sui mie capelli.

Riverso tutto sulla tastiera e spesso faccio più danno che bene...ma vabbè...scalpito per una vita migliore.

Vorrei amici sinceri, uno stipendio fisso e una casa confortevole, vorrei poter scrivere per la gente, cantare e ballare quando ne sento il bisogno e avere solo un raffreddore all'anno.

Vorrei riuscirmi a fidare del prossimo, vorrei godere di qualche esperienza eccezionale...
Vorrei non dover dire queste cose.
Ma le devo dire.
Perchè c'è chi ha bisogno di sentire come stanno le cose.

Ora, confido nella vostra intelligenza.
E' ovvio che non sono perfettamente lucida al momento. Ma sono consapevolissima di ciò che sto dicendo.
PRENDETE IN MANO LA VOSTRA ESISTENZA. Non fatevi distrarre da falsi eroi, da amori non corrisposti malati e controproducenti, da insoddisfazioni opprimenti.

PROGRAMMATE LA SVOLTA.
Circondatevi delle persone che vi danno delle buone sensazioni. Fate le cose che amate con passione e cuore. Non perdete tempo con esseri immondi, cazzo!!!

A volte le storie complicate, sono semplicissime. Non si vuole impegnare con te? Ti dimentica? Ti tradisce? Ti umilia? Gioca con i tuoi sentimenti? Ti usa quando si sente debole senza dire nemmeno grazie?

Pensaci...non ti sembra facile la soluzione??! S F A N C U L A L O / A !!!!!!!!!!!
Ti è concesso poco tempo per lamentarti. Lamentati di ciò che ti intristisce con chi dovrebbe sostenerti...testa la loro lealtà e poi ALZATI DALLA MERDA.

Cambia ciò che ti fa cagare con qualcosa di migliore per te.
R E A G I S C I !

Cerca di valutare le cose e le persone che ti stanno intorno. Ci sono delle erbacce e dei fiori.
Impara a distinguerli.
E forgiati. Addestrati come un guerriero saggio.

Affina le tue arti. Leggi e canta...muoviti!!!!
Non perdere la curiosità.

Ora sono stanca e me ne vado.
Tu però pensaci.