Non lo sopporto. Non lo so gestire...quello stato di insofferenza e di malessere che mi prende appena si schiudono le porte automatiche.
Già trovare un cazzo di cestino disponibile è un'impresa malefica. Si comincia dai refrigerati...per una malata di yogurt alla frutta diventa tappa obbligata.
Ma il corridoio è stretto e chi ha il carrello si ferma in mezzo ai coglioni a cazzeggiare indeciso tra due fottutissime marche di pecorino.
E io comincio a sentirmi soffocare.
Oltrepassato il tunnel dell'agonia si passa al corridoio della colazione...caffè, zucchero, cereali, cioccolata e via dicendo. Io DEVO impossessarmi dei Kellox Extra...ma devo sempre litigarmi l'ultima scatola con un ragazzetto un po' nerd dalla faccia allucinata che mi puzza di Signore degli Anelli lontano un kilometro. Ma prenditi i Ceerios perbacco, non vedi che sono anellini gialli??
Poi si passa alla pasta, sughi e carboidrati vari...ma io puntualmente passo diretta al reparto successivo perchè lì c'è sempre un tamponamento violentissimo di carrelli con signorotte dall'infelice ricrescita che inveiscono raccattando barattoli di pelati dal pavimento.
Comprare gli assorbenti è traumatico perchè tutte le volte che vado per afferrarli arriva l'unico ragazzo figo di tutto lo stabile e si ferma lì dove sono io...ad oltranza. Che cazzo ci faccia davanti allo scaffale degli assorbenti è un mistero insoluto, fatto sta che devo rimandare l'azione di un tempo variabile. perchè, che ci volete fare...mi blocco.
Il mio angolo preferito è quello delle tinte e prodotti per il bagno, shampoo, bagnoschiuma e cremine inutili varie...MA ovviamente viene ingombrato dalla gente in fila alla cassa con la cassiera più lenta di tutto il supermercato.
A quel punto sono già sull'orlo di una crisi di nervi...ma dobbiamo ancora sommare, le ruote di 25 carrelli sui piedi, 42 persone che dicono PERMESSO dopo avermi staccato un braccio e averlo messo come fosse una baguette dentro al loro carrello.
Inoltre col fatto che assumo un'aria guardinga e seccata il vigilante non fa altro che tampinarmi tutto il tempo.
La fila alla cassa è il dulcis in fundo...le vecchiette sono le peggiori con i loro fottutissimi mini cestini con il pasto giornaliero...mi chiedono sempre di passare avanti, pur avendo anch'io 4 cazzi in croce...macccheddico, neanche me lo chiedo talvolta! E non le posso neanche insultare...perchè il vigilante mi fissa....E i vigilanti adorano difendere le vecchiette.
Compro Vogue in un pomeriggio di freddo e vento così il suo peso mi tiene attaccata all'asfalto. Haribo, 100% arabica, Winston silver. Già l'umore si impenna. Tazza macchiata di menta e vaniglia. Affogo le ciglia nel rimmel e mi drogo di smalto e confettini colorati.
giovedì 28 ottobre 2010
Vecchie cose- Odio fare la spesa
Vecchie cose- La toilette veste Prada
Bentornata a Ravenna City.
Puoi stare in silenzio a tavola, litigare con tua madre guardandola in faccia e puoi mangiare cibo cotto.
Puoi addirittura stare sola...puoi non rispondere al telefono perchè nessuno ti cercherebbe qui.
Puoi stare serena, puoi uscire con le vecchie amiche.
E così...mi sono trovata a fare le stesse cose che ho sempre fatto da quando ho 16 anni.
Apertura di celebre discoteca estiva in mezzo a mandrie informi di ragazzi abbronzati, con tatuaggi pseudo giapponesi e stelline ovunque, camicia bianca e giubotto di pelle, scarpe rigorosamente Gucci, cintura abbinata. Ragazze belle, lucenti come ambre, full optional TPG: "taccate" "piastrate" "griffate".
Forse un tempo lo gestivo meglio. Il personaggio della nativa ravennate era collaudato da anni di pratica e studio. Arrivavo addirittura a sentirmi a mio agio, a mimetizzarmi astutamente senza far chiasso.
Ora purtroppo la mancanza di esercizio mi ha arrugginita.
Stanotte ho fatto uno sforzo notevole...ho seccato 3 drinks prima di sciogliermi un minimo.
Ad un certo punto mi sono fatta una gita nella toilette del locale...ho fatto il mio quarto d'ora di fila per poi stare chiusa nel cesso qualche minuto senza fare niente...solo per isolarmi dal mondo per un po'. Ho pensato a quanto sarebbe stato figo se il cesso fosse stato un ascensore, o un cazzo di aggeggio con un flusso catalizzatore spazio-temporale, o la cabina di una trasformista...
Invece sarei uscita da lì esattamente come prima, incompresa e teatrante. Prigioniera di un'atmosfera IROST (intollerante-repellente-opprimente-soffocante-tossica).
Niente da fare. Mi fermo davanti alla specchiera per incipriarmi il naso, come ogni clown che si rispetti...intorno a me una decina di bambole di porcellana, FFF: fighe-fulgidamente-fashion.
Parlano tra loro, ma è come se qualcuno avesse tolto l'audio. Colgo soltanto qualche temperata espressione tipo: -...euro...vacanza...bere..messaggio...bar...lui...lei...come...era...vestita...quella...puttana...
Mi guardo allo specchio e vedo i loro volti riflessi accanto al mio.
Sono violentemente diversi.
Ho incrociato i loro sguardi languidi firmati Calvin Klein e ho sentito la terra franare.
Ho sentito l'angoscia di non poter sentire.
Mi sono concentrata su di me.
Improvvisamente mi sono vista zingara e selvatica, ad ogni modo terribilmente straniera.
Ho visto le fiamme nello specchio, ho sentito le risatine distorcersi.
Mi chiedo se le mie bambole nella toilette abbiano udito il mio cervello urlare forte.
Vecchie cose- Giocattolo rotto
…Piramidi di bicchieri rosa shocking...scarabei dal dorso brillante.
Delizioso il rumoroso capitolare delle biglie in movimento.
Mi compiaccio del tuo maturo, saggio e fascinoso equilibrio nel gestire gli affari...è Così..così..moderno...così corretto.
E' quasi commovente.
La tua semplicità di carattere...la tua naturalezza...è così apprezzata tra eventuali partners.
Come ti invidio...avessi anch'io la tua concretezza...la tua faccia pulita.
Non saprei che farmene...ne farei poltiglia infrangendola al suolo come una maschera veneziana.
Mi stordisco mentre rifletto su chi mi lenisce il dolore e chi me lo procura.
Chissà come sono le feste orgiatiche.
Il mio cane si è addormentato sui miei piedi e mi fa caldo.
Come sarebbe entrare a gattoni nelle casette da giardino per bambini? E sedersi su piccole seggioline di legno?
Sarebbe scomodo..ma dolce.
Tutte le persone che mi conoscevano davvero mi hanno fatto promesse di immenso valore.
Qualsiasi cosa per me è un arte da apprendere.
Mi hanno parlato di una fanciulla che ama avvolgere le caviglie con i fili di perle...l'ho trovato divino.
Polvere.
Troppa polvere che vola e si appoggia alle superfici...potrei farne dei gomitoli e ficcarli in bocca a chi ha la stessa anima di un acaro.
Suonare il preludio di Chopin è come piangere per giorni.
Fresie viola e tulipani al centro del mucchio informe...follia disorganizzata per pianificare la fuga.
Non voglio tornare.
Dimentica il mio viso, liberami.
Ti lascerò i miei trucchi e i miei balocchi.
Vecchie cose- Fragole amare e champagne
Divani in pelle black and white...pietanze dall'ostentata abbondanza...camerieri in completo nero e guanti bianchi.
Sciattone ingombranti prigioniere dei loro abiti Dolce&Gabbana, rossetti troppo vistosi, voci troppo stridule...troppo alte per essere eleganti.
Toilettes con specchi lucenti e pomi dorati...grazie alla collaborazione preziosa delle narici di tutti.
Papponi con lo guardo eccitato con puttane 18enni...
Signorotte attempate con gigolò aitanti dal petto depilato esposto...tutto è spartito equamente.
I complimenti che titillano il tuo ego piovono come coriandoli...e tu ti gingilli svanita in mezzo ad una pista densa di fumo scenografico, con la consapevolezza di essere scompabile e intrigante...e tutto ti seduce e tutto brilla...e tutto è bianco e ha il sapore del peccato confessato.
Confessarlo ti fa sentire più innocente...condividerlo con altri ancora di più...ti fa sembrare tutto più puro e giusto.
Allora esci fuori da quella bolla di sapone. I buttafuori spostano la folla per farti strada...ti proteggono col loro petto ampio...e ti senti una stella...
Ma seduta al freddo di una panchina qualunque...stringi una sigaretta tra le dita bianche e affondi il mento dentro il bavero del cappotto...sei di nuovo sola...contro i pensieri che ti assalgono, i sensi di colpa per non aver capito.
E fidati che nessun principe ti salverà.
Vecchie cose- Flusso
Compro Vogue in un pomeriggio di freddo e vento così il suo peso mi tiene aderente all'asfalto.
Haribo, Yomo e 100% arabica. Già l'umore si impenna.
Accendo la televisione quando il silenzio mi assorda, così nascondo le urla dei miei pensieri.
Mi sono abituata a stare senza tenerezza, ed ora una sola carezza mi fa sobbalzare.
Ci sono situazioni in cui vorrei pilotare persone ed eventi come in un videogame.
E vincere.
So qual è il mio valore. Ma non voglio svelare il prezzo. Nè essere esposta all'asta.
Ho freddo.
Anche dentro.
Non sono triste, sono troppo in alto ora per guardare giù.
Il valore personale è il più prezioso dei sortilegi, non si può biasimare chi non è stato dotato di tale prodezza.
Profumo di carta stampata, violaciocche, kiwi e fragola. Tutto sa di mamma.
Piango per commozione o rabbia. Mai per tristezza. Mi farà bene?
Se dicessi tutto quello che penso e che so diventerei una leggenda.
E' incantevole per me guardare una mano cucire o un coltello tagliare un pomodoro.
Guardare le stelle mi dà un senso di nausea ed inquietudine.
Chissà come fanno i bambini a decidere che si piacciono.
I grandi fanno cagare, perlopiù.
Winston Silver e fiamma firmata Smoking con tazza bianca macchiata di menta e rosa canina.
Residui di zucchero corrono sul tavolo freddo. E io non li rincorro...vanno troppo forte.
Vecchie cose- Ode femmina
E' eccitante...sì...lo è...come il cioccolato fuso che sgocciola lucido sulla polpa delle fragole fresche.
Ti uccide quando morde...ti lascia i lividi sulle braccia e sulle spalle...
Fa male e poi lenisce...si fa perdonare con dolcissime depressioni ritmiche, mentre tu oscilli...con il controllo psicotico di un ubriaco che passeggia su un filo.
E poi ne vuoi ancora...ma ti penti e poi cambi idea e ti riperdi.
Ti senti libera e schiava in debito allo stesso tempo.
Senti che ti lascerà urlare ad un certo punto, ma tu speri di non farlo...ancora no.
Perchè l'implosione non dà spazio all'esplosione.
Così cerchi di liberarti ma non puoi...la lotta continua crudele e sporca. Ma tu non ti sporchi, sei candida come non lo sei mai stata mentre balli questo tango rabbioso e sottile.
Ti vengono in mente mille sfumature che avevi perso nel grigiore della mediocrità...sono così tante che non sai più cosa colorare...e così ti dipingi anche tu dei colori più accesi e potenti.
Sei bella, guardati.
Sei splendida, fulgida come una tagliente falce di luna. Sei pericolosa.
Non abbassare lo sguardo...continua a mirarti. Sei forte. Sei un mistero esotico e bollente che quasi nessuno riesce a risolvere.
Non hai più paura mentre cadi nel vuoto. Ti libri. Non dai più importanza all'inutile che ti offuscava. Ora sei grande. Ora sei autentica. Sei tu.
Ti amo.
Vecchie cose- Deliranze
Quanta ne rubi dal mio specchio?
Sono ciò che mai potevi immaginare di viverti. Sono intruglio magico per poveretti aggrappati al niente. E appicco incendi lungo la strada.
Mi piace stravolgerti il tempo, rovesciare le clessidre in continuazione...ancora una , ancora una volta.
Adoro prenderti per i piedi e farti oscillare a testa in giù...per mostrarti la sensazione del mondo capovolto.
Amo, bramo, la tua confusione, il tuo trauma rivelatore.
Voglio aprirti gli occhi e poi scomparire nel nulla, da dove sono scaturita. All'improvviso.
Io ti educo alla consapevolezza e alla disciplina emotiva. Materia che non ho mai imparato ad applicare sulla mia aliena pelle azzurra.
Piombo nelle esistenze senza bussare, senza fare rumore, danzando sugli equilibri fittizi di persone illuse. Manipolate da eventi stonati e da falsi miti.
Io chiedo come pegno importanza e pregio. Io aspiro ad essere diamante purissimo. Brillare di mia luce attraverso i tuoi occhi insicuri.
Voglio farti vibrare. Voglio la tua passione tra le dita. Voglio sentirti uscire da te e guardarti da fuori.
Ti presto i miei occhi plurimiranti.
Fanne buon uso.
Vecchie cose- Credo che riderò
Credo che riderò. Lo farò sguaiatamente.
Credo che non piangerò mai più. Che mi dimenticherò la tua voce.
Sarà bellissimo. Sarà romantico.
Sì, non verrò più verso di te. Non ti lascerò avvicinare.
Sarai sempre troppo lontano per potermi toccare.
Mio dio, sarà catartico. Silente.
Credo che non avrò paura. Credo che non sentirò più niente.
Credo che sarò bella come non lo sono mai stata.
Tu non avrai nome, peso, profumo. Sarai altrove.
Io fumerò di più e la mia voce continuerà ad essere limpida.
Sarò sempre ubriaca e ne sarò felice.
Tu non mi vedrai mai più...sarai altrove.
Finalmente separati per mio volere. Sarò un tormento per il tuo sonno.
Ma non potrai cercarmi. Sarò altrove.
E sarò splendida e maledetta come tu non mi hai avuta.
Non potrai più godere di me. Sarò altrove. Troppo lontano.
Soffrirai, piangerai quel che non piangerò io.
Ma io non ti vedrò. Sarò altrove. Bellissima.
Vecchie cose- Puoi piangere se vuoi
Se vuoi una volta ci vediamo. Se vuoi ci andiamo a fare una bevuta...o anche un caffè, chenneso.
Possiamo fare due parole, mi racconti come ti senti e se la tua vita sorride.
Potresti dirmi come passi le giornate e in quale posizione dormi.
Potresti dirmi qual è la canzone che ti fa ballare davanti allo specchio.
Cosa ti cantava tua madre da bambino.
Puoi piangere se vuoi.
Io ascolterò le tue lacrime urlare e non mi volterò dall'altra parte. Le raccoglierò con le dita e le metterò sul mio viso per non farti sentire solo.
Lo so come ti senti. E' tutto così sterile e alienante. Incontri gente e parli di niente. Vorresti che capissero. Vorresti sovrastare le voci troppo alte. Ma sei afono.
E loro sordi.
E allora ti incazzi. Un po' con loro e un po' con te stesso. L'impotenza ti schiaccia al suolo come un bulldozer.
Puoi anche parlare sottovoce. Io ti sento, sto in silenzio e faccio l'amore coi tuoi occhi arrabbiati.
Trasformerò gli orologi in sale perchè tu possa imprecare per ore e ore.
E ti stringerò la testa tra le mani se ti sentirai uscito fuori da te stesso.
E adesso che tutti tacciano. E' il tuo momento.
Vecchie cose- Amo
Amo ciò che è splendente e laccato.
Unghie rosa shocking, labbra affogate nel lucido a specchio.
Orecchini vistosi, che dondolano dai lobi, creando un gioco di luce con i faretti che colpiscono le teste della folla...ad intermittenza.
Amo gli sguardi assassini: ti turbano quando incrociano il tuo nel buio.
Amo i ciondoli sonanti dei braccialetti e le schiene asciutte disegnate a matita, con le scapole che fanno ombra.
Posso rimanere ore a guardare le chiome fluenti che tagliano l'aria a rallentatore negli spot.
Potrei uccidere per avere un modello in bianco e nero che mi ripeta di comprare il suo profumo.
Rigorosamente in francese.
La ninnananna magica
Si sentiva già il profumo dei tigli. L’aria zuccherina amoreggiava con il viale alberato.
Il sole tardava ad addormentarsi, la primavera aveva voglia di rimettersi la corona sul capo fiorito.
E i bambini del quartiere volevano rimanere più a lungo a giocare a pallone.
Anche Matilde sperava di avere ancora un po’ di tempo prima che la nonna comparisse alla finestra brandendo il mestolo per chiamarla a tavola.
Voleva restare a guardare i gemelli del 6b che si sfidavano nei palleggi.
Guardava soltanto, perchè lei non ne era capace. Non aveva mai provato. Era affascinata da tali prodezze.
Matilde non era una bimba delicata, non era bionda e nemmeno leziosa come le principessine delle fiabe, ma era dotata di un’ energia contagiosa. Amava i calzini multicolore e quegli insettini neri che si appallottolano se qualcuno li tocca..
Il suo succo di frutta preferito era quello alla pera e sosteneva di avere i capelli rossi per via di una scorpacciata di fragole che aveva fatto quando era piccola. Bè, più piccola di così.
Ma non divaghiamo. Matilde era ancora seduta sul muretto ad ammirare le destrezze dei gemelli quando la testona permanentata di nonna Ida spuntò dietro al basilico sul davanzale:
-MATILDEEEEE! A tavolaaaa!-
-Ancora 5 minuti nonna!- tentò Matilde col mento in su e gli occhi più teneri che riusciva a fare.
- Subitoo Mati, sennò si fredda!-
Niente da fare. Matilde abbassò la testa e rientrò con passo svogliato.
Quella sera Matilde era pensierosa nella sua cameretta. Pensava ai gemelli che erano bravi a palleggiare, alla nonna che sapeva fare la torta alla banana e alla sua compagna di banco che riusciva toccarsi il naso con la lingua.
Si chiedeva quale fosse il tuo talento.
Non si sentiva particolarmente brava in nessuna cosa.
Il nonno Gianni, transitando davanti alla camera di Matilde, aveva fatto capolino dalla porta per darle la buona nanna. Così notò che la bambina era ombrosa e preoccupata.
Così le disse: - Un soldino per un tuo pensiero.-
Lei lo guardò perplessa e lui sorrise sollevando i baffi.
- Non so in cosa sono brava.-
E il nonno le rispose: - Hai tempo ancora per scoprirlo.
La piccola ci pensò un po’ su e poi disse: - Vorrei sognarlo.
A quel punto nonno Gianni divenne serio e inforcò gli occhiali.
Tirò fuori da un cassetto della camera una vecchia zuccheriera di coccio.
La aprì e tirò fuori un ritaglio di stoffa rosa sporco di inchiostro.
- Che cos’è nonno?-
-Questa è una ninnananna magica. Se te la canterò sognerai ciò che desideri sognare.-
Matilde sgranò gli occhioni di nocciola e saltando sulle ginocchia del nonno esclamò: -Canta ti prego!-
Così il nonno si concentrò per qualche secondo e schiarì la voce.
Poi intonò il canto magico.
Una nenia dolcissima e avvolgente dipinse le pareti di azzurro intenso. Anche i baffi soffici del nonno iniziavano a divenire celesti.
“ Fiocca lo zucchero sugli occhi assonnati
Saranno i tuoi sogni dolci e dorati
Coccinelle e quadrifogli nella manina
Sarai fortunata mia cara bambina
Lascia volare la tua fantasia
Così che le fate possano farne poesia
Magia sarà se magica ti sentirai
Dormi e sogna..non te ne pentirai.”
Matilde si addormentò beatamente e sognò di essere in un boschetto fitto e odoroso.
Si sentiva piccola piccola. Non sapeva dove andare.
Finchè si rese conto che aveva infinite possibilità di scelta.
Poteva andare avanti oppure indietro.
Poteva andare a destra oppure a sinistra.
Poteva stare ferma oppure muoversi.
Ma una cosa era certa: doveva fare una scelta e tentare di uscirne.
Si sentì sollevata e già il boschetto cominciava a sembrarle meno fitto.
Poi si destò.
Si guardò intorno con gli occhi ancora socchiusi.
(Ma le pareti sono sempre state così blu?)
Saltò giù dal lettino e corse in giardino dal nonno che stava curando l’orto.
-Nonno! Nonno! Ho sognato un bosco! C’erano mille direzioni! Mille sentieri! –
E il nonno rise forte. I baffi ballavano sotto il nasone.
-E tu cosa hai fatto Mati?-
-Io stavo per prendere una decisione quando mi sono svegliata.-
-Ecco. Brava la mia bambina battagliera. Non ti sei arresa e hai affrontato la difficoltà con coraggio. Non ti sei disperata.
Eri pronta a tentare. E questo è il talento più ambito.-
Matilde rincuorata e orgogliosa respirò forte l’aria zuccherina inebriandosi di tiglio e poi si mise a saltellare verso casa.
Nonno Gianni allora le chiese: -Dove vai ora così di corsa?-
E Matilde rispose: -Vado a prendere il pallone!-
lunedì 25 ottobre 2010
Una domenica
Cara Gio,
ti scrivo oggi, come ti scrivevo 10 e pure 15 anni fa.
Lo facevo spesso di domenica perchè mi piaceva mettere nero su bianco il resoconto del sabato sera. Magari ti raccontavo di un compleanno in pizzeria.
"Margherita e coca media, tutti a casa alle 23"
Accadeva spesso che fossimo amareggiate dai coetanei a nostro parere troppo superficiali.
O dagli adulti a nostro parere troppo superficiali.
O dal mondo a nostro parere troppo superficiale.
Entrambe grafomani, quaderni straripanti di informazioni top secret.
Ora che di top secret non c'è più un cazzo, ti racconto dal mio cybermondo che mi sento stanca.
Sì, proprio io.
Quella che odia dormire troppo, quella che è sempre stata "usciamotutteleseredipendente".
Quella che non beveva nemmeno un cocktail in discoteca e quando c'era la sua canzone preferita saliva sul cubo senza pudore.
Ora Gio sono cinica.
Sono così cinica che non riesco a lasciarmi andare senza alzare di un minimo tassativo la mia alcolemia.
Quando esagero poi vedo la verità distorta.
Oppure secondo te vedo la realtà solo in quei momenti?
A volte ne ho il terribile sospetto.
La cosa seccante è che poi mi odio per le mie esternazioni spontanee.
Vengo fraintesa, e probabilmente qualcuno mi compatisce anche.
Non riesco proprio a controllarmi Gio, dico quello che mi viene e le persone mi trasmettono delle sensazioni che sono difficili da spiegare a terzi.
Ma sono vere!!!! Lo so che sono vere! Perchè in quel momento non trovo finte giustificazioni e sono ipersensibile.
Non sai che tristezza tornare alla realtà e rendersi conto di non aver selezionato comunicazioni e interlocutori.
Di non aver scremato le impressioni, di non aver fatto buon viso a cattivo gioco.
Io che sono un'adepta della sublime diplomazia, dell'arte retorica....mando tutto a puttane nel giro di qualche brindisi.
Ma ti pare giusto??
Sono così gelosa delle mie sensazioni che mi maledico quando le rendo così prostituibili.
E faccio bene a maledirmi.
Perchè poi il paradosso è che io capisco di più come stanno le cose...mentre divento più imbranata nel manifestare il mio pensiero quindi non vengo compresa.
E soprattutto non so spiegarmi in modo credibile.
In compenso nella vita quotidiana sono diventata un'amante del controllo.
Ora mi piace persino pulire la casa e tenere in ordine documenti, bollette, ricevute.
Mi piace occuparmi delle faccende burocratiche, mi piace andare negli uffici.
Sì proprio io Gio.
Mi rilassa caricare le lavatrici e lucidare il lavandino con l'anticalcare.
Odio quando i cassetti o le ante rimangono aperte.
E mia mamma che mi urlava dietro: " come può una persona ordinata come me aver partorito una casinista come te??"
Ecco fatto mamma, grazie mille per l'eredità genetica.
Ora vorrei tanto amare il controllo anche fuori casa, nei momenti divertenti.
Ma che poi, se li trovassi davvero divertenti...non avrei bisogno di perdere il controllo.
Cazzo Gio, perdere il controllo mi fa apparentemente divertire di più...oppure non sono più in grado di sentirmi divertita?
Ti ricordi quando siamo andate sugli autoscontri e ho sbattuto la faccia sul volante?
E quando facevamo gli omini del deserto con il pijama in testa?
E quando abbiamo passato il pomeriggio a farci le treccine a vicenda?
E provarci i pantaloni a zampa a costine da Post Post?
E quando giravamo in macchina a caso solo per continuare a parlare?
E il libro di racconti splatter che avevamo scritto a 4 mani?
E quando mi hai regalato la fata in resina dipinta e le ali di tulle?
Ridevo perchè mi veniva.
Piangevo quando mi andava.
Avevo il pieno controllo delle mie sensazioni.
Però la mia camera era un casino.
Io sono della Chandler Bing's generation
Sono nata sotto il segno del leone. Cuspide leone cancro per l'esattezza. Ascendente toro.
Dicono coloro che ci badano un minimo che
"le cuspide cancro leone sono in genere dolci, ma anche molto forti, vanno daccordo con entrambi i sessi, sono persone di temperamento tranquillo ma amano l'azione, sono a volte sfacciati, a volte non esprimono quello che pensano, a volte invece non resistono a trattenere quello che provano, generalmente sono persone buone e oneste ma se si sentono prese in giro o maltrattate diventano cattivissime, iperattivi, ottimi guerrieri, sono inoltre persone che amano instaurare rapporti duraturi, tendono ad avere molti amici.."
Bè cazzate a parte, se c'è una peculiarità del mio segno nella quale mi sono sempre riconosciuta è l'amore per la vita di branco, il lavoro d'equipe. Il gruppo che diventa famiglia.
Claro no?
E' verissimo per quel che mi riguarda. Non riesco a rapportarmi un granchè con gli individualisti. Io tendo ad operare per rafforzare la squadra. Solitamente loro la deludono.
Mi piace stringere il rapporto profondo. Diventare consaguinei pur non essendolo geneticamente.
Mi piace, mi fa sentire soddisfatta.
Devo anche dire che questa tendenza mi ha causato anche qualche grattacapo. Ci sono stati branchi non abbastanza amorevoli, altri poco determinati o motivati, altri ancora semplicemente sbagliati per me.
Ora vanto alcune adorabili presenze mooolto edificanti e non so se si può parlare di famiglia. Ma di certo insieme si plasmano in qualcosa di forte.
AAh...mi manca la vita da branco. Che poi basterebbe poco.
Tipo:
stasera serata da me: cofana di pasta, studio di massa, due stronzate in compagnia e tutti a casa.
Oppure:
domattina colazione di gruppo al bar, sigarettina e poi tutti ai loro cazzi.
Sembra niente eh...eppure quella atmosfera da spot del Ciobar è da tanto che non la sento intorno a me.
Una volta veniva spontaneo.
(Eccola che riparte con la nostalgia 883iana! Direte voi...) Mi ricordo che soprattutto alle medie, ma anche al liceo, facevamo tutto insieme:
i compiti...i ripassoni, con la Michi e Lollo ogni tanto suonavamo pure.
Organizzavamo compleanni, scherzi, campagne anti "qualche indefinita ingiustizia inaccettabile di quell'età". (uh quante ingiustizie inaccettabili a quell'età...che paraculi)
E non per questo le nostre individualità non emergevano...ANZI. Brillavano perchè ognuno dava un contributo diverso e soprattutto assumeva un ruolo differente, che diveniva naturalmente il più adatto e prezioso. Perchè non veniva imposto.
La Chiarina che subisce il fascino della vita da "comune o centro sociale" potrebbe capirmi; anche se io non riuscirei a condividere TUTTA la mia vita con un gruppo di persone.
Io sono per "a ognuno il suo spazio", se mi va di stare da sola per una settimana a guardare il muro voglio poterlo fare, se mi va di fare una torta.., vabbè COMPRARE una torta e mangiarla tutta da sola...lo VOGLIO POTER FARE.
Però io sono cresciuta con Friends...e quando lo guardavo in tv sognavo i miei 30 anni esattamente così.
Compagni o di casa o di pianerottolo, ognuno la sua vita, le sue storie...però resoconto in family, in casa, o al caffè sotto casa...programmi in comune, interessi condivisi, prendersi cura gli uni degli altri.
Bè la Chandler Bing's generation forse suona un po' finta.
Ma non ne parlerei nemmeno se non fossi convinta che tutto questo possa davvero esistere.
Ognuno sceglie come vivere la propria vita.
Io vorrei trovare un equilibrio tra il mio istinto incontenibile e probabilmente puerile di fare branco...e l'angoscia grigia di Uomini soli dei Pooh.
Ora, tralasciando l'idillio di Jennifer Aniston e company (forse troppo bello per essere vero), non mi resta che ricreare un agrodolce scenario da Fate Ignoranti.
Sperando di non finire in un dramma di Ozpetek.
mercoledì 15 settembre 2010
Sono caduta per terra. Ridendo.
Sì sì gente sono caduta per terra.
E NON perchè non sto stare in piedi o perchè ero in condizioni alcoliche ingiustificabili.
Sono caduta perchè il pavimento era BAGNATO...e si sa che i passi di ballo anni 90, frenetici e stra-ritmici, possono potenzialmente nonchè pericolosamente intralciare il mio equilibrio.
Bè.
Ciò che conta è che quando mi sono ritrovata a faccia in su ho maturato un pensiero STRONZO.
Ma a me.. chi me lo fa fare di stare così a faccia in su?
Chi mi impone di guardare in alto in cerca di un aereo...un aquilone...un cazzo di palloncino che passa?
Ora che sono stanca di stare ad ascoltare cazzate e filosofie fasulle...mi sorprendo a nutrire delle opinioni discutibili sul vostro professarvi "esseri umani".
Senza offesa eh...e perbacco, mi sono ripromessa di tenere tra gli amici di questo famigerato network soltanto le persone che vibrano forte come corde nel mio quotidiano, quindi direi che ben pochi di voi sono sulla mia forca emotiva.
Eppure mi sento delusa da alcuni di voi, come mi sento altrettanto confusa per quanto riguarda il colore che avevo scelto per vivere la mia vita. (per chi mi conosce risulterà evidente che sto parlando del rosa, in quanto mia attrazione cromatica fatale).
Spesso rifletto sul fatto che mi sia necessario alterare le mie percezioni con una serie imprecisa di biberoni liquorosi tutte le volte che necessito di sentirmi un po' meglio di "bene".
Mi fermo quasi sempre ad una soglia lucida nella quale comprendo l'essenza reale del mio pensiero...e ne godo...e ne soffro.
Questo perchè tutto ciò che modero dall'alba al tramonto si rivela più acre di quel che credevo appena dolce e giusto.
Ottimo.
A questo punto libero i cavalli dalle briglie e li lascio cavalcare arbitrariamente.
Direi che questo è il momento adatto per dire che giudico...sì...lo ripeto, GIUDICO vuoti e bovini alcuni sguardi insensibili, mi fanno schifo i saluti di circostanza e quei sorrisi "plasticocollosi" irritanti che mi puntate addosso in cambio delle mie affettuosità.
Sono aberranti i vostri discorsi illogici quando tentate di essere divertenti con leggerezza...risultate offensivi e tuttalpiù viscidi.
Ed è così chiaro e limpido per me che sono alterata dai fumi del dio Bacco che mi viene da pensare: " cazzo quanto vi rende idoti il mio stesso dio".
E parlando di un dio, che proprio mio non è, in quanto deprecabile e cacofonico mi sembra altrettanto equilibrato ponderare una riflessione lucida sul "SENTIRSI GRANDI".
Ecco io, povera fallita, mi sento grande quando c'è sintonia tra gli elementi. Quando il mio aspetto si sposa con il mio umore, quando il suono si concilia con i profumi e le persone, quando tocco una mano amica e sento amore ed energia.
E povera me, quando l'alcol mi intorpidisce la facoltà di selezione, quando mi tarpa le ali della coerenza.
Ed è in quei momenti metallici che io faccio meno resistenza, mi apro con collera, scateno la tensione che è rimasta tra i muscoli e il sangue.
E subito dopo mi sento così fragile e vulnerabile. Quasi avessi regalato chiavi sacre a usurpatori e ladri di sogni.
Sempre di più mi rendo conto di violentare me stessa ogni giorno senza pietà alcuna.
Ora stanca di seguire stelle di cartone, depongo ufficialmente la mia mano sinistra (la più abile) e continuerò a vivere con la destra inesperta...senza enfasi, senza falsi momenti felici. Così finchè...non saprò cadere ridendo davvero.
giovedì 17 giugno 2010
Io e il gatto
La situazione è questa:
la Chiarina e l'Ele sono a letto mentre io ho un opprimente bisogno di esplodere.
Il gatto.
Ecco il gatto è importante perchè mi controlla.
Ebbene sì, lui mi tiene d'occhio. E' supino, indivanato, accanto a me.
Dorme a pancia all'aria con le manine (sì, mio figlio ha le manine, qualche problema??) raccolte sul cuoricino... e i piedini (sì mio figlio ha i piedi, qualche problema??) incartapecoriti come le zampette degli uccellini defunti.
M a c a b r o .
Io a tratti mi muovo in modo inconsulto e lui apre un occhio e mi fissa come un genitore severo.
E in realtà sono io il genitore. Lui è il mio cucciolo. Per sempre. Finchè vivrà io lo proteggerò.
E invece stanotte lui protegge me. Lo sento che mi perlustra.
Un casino di cose ci passano davanti come pellicole indemoniate. E pare che non sia richiesto un nostro giudizio. Giudicare non è carino, no?
Eppure dopo un tot di pellicole ti trovi a sentirti pieno di cose da dire e ora io sento il bisogno fisiologico di esternare il mio parere, con la dovuta eleganza e con il più rispettoso dei tatti. (dei tatti...pfiu..licenza poetica!)
Penso che siamo TUTTI circondati da opportunisti, da conoscenti superficiali e inutili( lo so è bruttissimo dire INUTILI) che fanno la mossa di riempire la nostra esistenza con presenze labili e grigiastre. Non si pronunciano mai su questioni delicate, non prendono posizioni, non piangono, non si arrabbiano, e non conoscono commozione.
Sono gradevoli sì, di compagnia...talvolta li scambi pure per amici...ma se ci fai caso li trovi più generosi e presenti solo quando sei utile loro per qualcosa o quando i tuoi bisogni si concigliano con le loro esigenze.
Ma come...non te ne eri accorto??
Il tuo ragazzo/ragazza ti tratta come una pezza da piedi? Non ti rispetta? Dà per scontata la tua dolcezza? Non ricambia il tuo sacrificio? Ti demoralizza? Ti abbandona quando sei più fragile? Ti scarica tutti i pesi sulle spalle? Ti fa sentire precario? Ti ignora? Ti mortifica? Ti concede solo gli scarti del suo tempo e magari te lo rinfaccia pure?
N O N T I A M A
Mi dispiace, ma non è vita.
E' come lavorare 12 ore al giorno sotto il sole cocente sollevando pesi e spaccandoti le mani a gratis.
Ti rendi conto che non ha senso.
E mi duole dirlo, ma tu, sì TU che ti fai grosso perchè sguazzi nell'ambiente giusto, e frequenti le persone giuste...e magari ti vesti nel modo giusto e ti scopi le persone giuste....ecco...solo per questo...
sei un PIRLA.
Ma ti vedi per quello che sei, cristo???
Riesci a vedere al di là di quello che riesce a percepire quella schiera di leccaculo di cui ti sei circondato??
E tu, donna che snobbi le altre donne, lasciati illuminare:
se non hai pietà verso nessuno, non credere che ci sarà chi avrà pietà di te.
Se mortifichi me solo perchè al momento ti sembro più fragile e ridicola...nessuno ti darà un bacio in fronte con la lode.
Ne ricaverai che qualora ti rincontrerò in altre circostanze, ti guarderò con algido distacco e se mi rivolgerai parola la butterò nel cesso per poi tirare l'acqua senza un pensiero di più.
E tu sarai feccia, per me e per chi mi crederà al riguardo.
A chi predilige ancora la forma alla sostanza:
La bellezza purtroppo si consuma. FATEVENE UNA RAGIONE. Si invecchia, non c'è botox, dieta, palestra, chirurgia che tenga.. a 40 anni non sarai mai come quando ne avevi 20.
Ed è per questo che devi affinare altre qualità...e farle valere con chi di dovere.
Perchè a 70 anni mi interesserà la tua personalità e la tua piacevole parlantina...
Ora anche...
ma tu mentre parlo sei distratto a guardare un bel culo che passa.
Ma sì, va bene...la vita è bella per questo. Perchè è dura.
E perchè c'è sempre un culo più sodo del tuo...e magari un carattere più semplice e appetibile.
Siamo tutti facilmente sostituibili come pezzi di ricambio.
Ed è per questo che feisbuc ha avuto tanto successo...abbiamo bisogno di condividere, di sentirci apprezzati...di sentirci amati...di sentirci corteggiati. E soprattutto consolati.
Al di là di tutto.
Io mi rimprovero molte cose. Non sono qui a sparare a zero. Sono terribilmente AUTOCRITICA.
Mi rimprovero di continuo, mi sento in colpa per le cose che non faccio come vorrei, mi accanisco sul mio fegato e sui mie capelli.
Riverso tutto sulla tastiera e spesso faccio più danno che bene...ma vabbè...scalpito per una vita migliore.
Vorrei amici sinceri, uno stipendio fisso e una casa confortevole, vorrei poter scrivere per la gente, cantare e ballare quando ne sento il bisogno e avere solo un raffreddore all'anno.
Vorrei riuscirmi a fidare del prossimo, vorrei godere di qualche esperienza eccezionale...
Vorrei non dover dire queste cose.
Ma le devo dire.
Perchè c'è chi ha bisogno di sentire come stanno le cose.
Ora, confido nella vostra intelligenza.
E' ovvio che non sono perfettamente lucida al momento. Ma sono consapevolissima di ciò che sto dicendo.
PRENDETE IN MANO LA VOSTRA ESISTENZA. Non fatevi distrarre da falsi eroi, da amori non corrisposti malati e controproducenti, da insoddisfazioni opprimenti.
PROGRAMMATE LA SVOLTA.
Circondatevi delle persone che vi danno delle buone sensazioni. Fate le cose che amate con passione e cuore. Non perdete tempo con esseri immondi, cazzo!!!
A volte le storie complicate, sono semplicissime. Non si vuole impegnare con te? Ti dimentica? Ti tradisce? Ti umilia? Gioca con i tuoi sentimenti? Ti usa quando si sente debole senza dire nemmeno grazie?
Pensaci...non ti sembra facile la soluzione??! S F A N C U L A L O / A !!!!!!!!!!!
Ti è concesso poco tempo per lamentarti. Lamentati di ciò che ti intristisce con chi dovrebbe sostenerti...testa la loro lealtà e poi ALZATI DALLA MERDA.
Cambia ciò che ti fa cagare con qualcosa di migliore per te.
R E A G I S C I !
Cerca di valutare le cose e le persone che ti stanno intorno. Ci sono delle erbacce e dei fiori.
Impara a distinguerli.
E forgiati. Addestrati come un guerriero saggio.
Affina le tue arti. Leggi e canta...muoviti!!!!
Non perdere la curiosità.
Ora sono stanca e me ne vado.
Tu però pensaci.
Alle 6 di mattina
Tanto ora on line non c'è nessuno. E io mi godo l'ennesimo bicchiere di vino e un'alba splendida in compagnia di un gatto sveglio.
- Shiro, te l'ho detto che se dormi presto ti sveglio presto. Cazzi tuoi.-
Ora, sappiamo che chi ha amato inutilmente rischia di diventare cinico e chi ama ha paura di chi lo è.
Ma è realmente credibile amare inutilmente? Forse è tutta una cazzata sta storia dell'amore stronzo.
In realtà non è questione di amore, ma solo di rapporti e persone...e difetti...e cazzate.
SOLO CHI è FORTE VINCE.
Vogliamo credere alla storia del: " non ha funzionato" o del " non eravamo compatibili"... oppure del " non avevamo per niente feeling"..
Una montagna di stronzate.
Ossia, ok può essere, ma l'amore ce la fa a smussare il tutto.
L'amore CE LA FA?
L'amore no, ma l'affetto e il RISPETTO PRONFONDO sì.
Io mi sono innamorata e anche disinnamorata, ma non per il gusto del ca**o, voglio dire.
Parlo anche dell'amicizia.
Del rapporto con i signori creatori (genitore e genitrice).
Cioè ci dovete pensare. Eccheccazzo non è mica così leggera come cosina.
Non sono una moralista, e nemmeno una moralizzatrice.
Sono stata una bambina atipica, e poi secchiona e poi ribelle e poi stronza e poi viziosa e poi apatica, e poi depressa e poi di nuovo viziosa e poi consapevole. E ogni tanto di nuovo STRONZA.
Ho imparato da tutti qualcosa. E grazie a chiunque ci sia da ringraziare sono sempre più rapida e forte nell'incassare i colpi e nel pianificare l'attacco.
Ma ancora talvolta mi sento fragile.
Quando mi sbronzo come un cane e lusingo le persone-attrazione che mi passano vicine...c'è chi comprende la mia fragilità momentanea e chi invece mi mortifica.
Ecco, io continuo a credere nell'amore anche se finisce...ma quelle facce mortificanti...io me le ricordo. SEMPRE.
Mi ricordo la voce, gli occhi, l'odore. Chi ti mortifica quando sei visibilmente debilitato non merita una seconda chance. REMEMBER.
E il karma esiste, gente.
Esiste. Fate sempre bene quel che sentite di dover fare.
E tutto andrà bene.
Scrivi una letterina a Gesù!
Tutte quelle cose che non volevo che sapessero i miei genitori ma che mi sentivo troppo in colpa ad omettere.
Solitamente si trattava di cosette, bravate da bollino verde.
Inutile dire che mi pesavano come peccati mortali.
Così andavo dalla nonna e la facevo promettere di mantenere il silenzio. E con la faccia contrita e le dita attorcigliate svuotavo il sacco.
Lei probabilmente faceva fatica a trattenere le risate.
Comunque mi diceva sempre la stessa cosa: "Nanì, non andrai all'inferno per questo. Scrivi una letterina a Gesù!".
E bè, io lo facevo. Scrivevo tutto, anche le malefatte dei miei amichetti chiedendo a Gesù di chiudere un occhio anche per loro.
Poi affidavo la letterina a mia nonna (che secondo me con Gesù era stretta così) perchè la consegnasse al destinatario.
Non mi ha mai risposto, vè.
Ora che credo di più nella disoccupazione, nell'affitto a canone concordato, nel rincaro dell' HERA, nell'alienazione, nella burocrazia snervante, nell'abuso di potere, nel matrimonio per sfinimento, nella procreazione riparatrice, nei leghisti per sentito dire, nei laureati ignoranti, nel tradimento facile, nei treni fantasma, nei cocktails annacquati a 7 euro, negli eventi con il nome straniero che fa più figo (ma poi ricordiamoci che c'è chi è leghista per sentito dire)...
...la letterina a Gesù non la scrivo piùùùù (rima da liscio dell'Antoniano).
Ora scrivo a tutti e a nessuno. Sparaflasho un po' di considerazioni nel buco di culo del cyberspazio.
Chennesò magari mi libero.
E non vado all'inferno.
Mi danno della favolapatica, della mulinobianchista, dell'anarchica sentimentale.
In realtà io ho i piedi ben piantati nella merda.
Adoro il rosa perchè sono nauseata dal marronemerda e non perchè ho un minipony in cortile.
Mi piacciono le commedie romantiche perchè sono annoiata dalle sensazioni corruttibili.
Leggo le favole perchè sono più interessanti dei pettegolezzi da bar.
Semplicissimo. Mi sono rotta i coglioni del marronemerda.
Caro Gesù, torniamo al periodo rosa.
Ps: Per il minipony ti scrivo a Natale.
Fa schifo...ma io l'amo.
Era già novembre. Io e Gio, stanche di "pendolare" tutti i giorni tra Ravenna e Bologna cercavamo disperatamente una sistemazione che rientrasse nel nostro bilancio di badget e vivibilità.
Gio impegnata con le lezioni in Saragozza mi disse: "vai tu a vederla, se ce la possiamo permettere bloccala. Sono esausta di cercare."
Bè, Villa bentivogli (ormai battezzata Villa per un innato sarcasmo generale tra le conquiline storiche e le più recenti) si presentava piccola, poco luminosa e fatiscente.
Un piccolo appartamento dell'anteguerra, in tono con il quartiere Cirenaica che lo abbracciava.
Muri crepati, intonaco indeciso, arredamento assemblato alla meno peggio.
Le due ragazze che già lo abitavano sembravano ansiose di farci entrare nel contratto e così iniziò il viaggio.
Le formazioni sono cambiate. Le due strambe riminesi hanno levato le tende l'anno dopo, lasciando la camera a Nicoletta e alla mia cara Eloise. Poi sono arrivate Ale e Elenoire...e infine la Chiarina e la Mary.
Questi muri stanchi ne hanno viste tante. Amicizie indissolubili, amori fioriti e appassiti, liti, lacrime, esami superati e ripreparati. Dottoresse gloriose, traslochi, abbandoni e spalle forti che si sono schierate insieme per difendersi dalle difficoltà.
La villa è stata anche testimone di notti di sesso selvaggio, sbronze ingiustificabili, canzoni stonate e sfoghi liberatori.
E se non fosse già abbastanza, l'adozione e i primi passi di nostro figlio Shiro, ormai uomo di casa e re tigrato del nostro cuore.
Ora che io e Chiarina ci stiamo godendo l'ultimo mese con Elenoire, presto rimarremo sole con questo figlio peloso e delinquente.
Non ce la sentiamo di rimetterci in casa sconosciuti e ricominciare il gioco, in cui ormai siamo tanto brave, della fiducia e dell'equilibrio e ancora delle regole, dei limiti...
Quindi ormai è deciso. Lasciamo Villa Bentivogli e cerchiamo un nuovo focolare per noi due, Shiro e per le nostre tasche.
E dovrei esserne felice, so che è la cosa giusta da fare.
Villa Bentivogli in definitiva fa schifo.
Ma io..l'amo.
Ci sono cambiata dentro...ci sono cresciuta, ho amato, urlato, pianto, ballato, cantato, creato...senza limiti.
Amo le sue pareti scrostate, il divano stregato che ti inghiotte, lo sgabuzzino delle robe rotte, la lista ingiallita delle nostre frasi celebri attaccata alla credenza.
La tendina rossa scucita del bagno, il balconcino come occhio e orecchio indiscreto verso gli appartamenti dirimpettai, il tavolo che cigola in finto marmo, il fornello dei puffi, le pubblicità di moda che coprono le impronte sui muri, la famiglia peruviana del piano di sopra con il bambino indemoniato, i vecchi che si fermano a chiacchierare come cornacchie alle 7 di mattina sotto la finestra, ....
Amo tutto di questo nido.
Lo so...lo so...fa schifo.
E dobbiamo andare via. Non ci conviene più rimanere. Non devo piangere, no dai. Cazzo.
Ma non posso sopportare che altri possano viverci dentro. Non posso accettare che qualcuno possa buttare via il divano stregato o offendere il fornello dei puffi.
E che ne sarà dello sgabuzzino delle robe rotte?
Che ne sarà?
Tre mesi per impacchettare 6 anni...e infiniti battiti.
Siamo tutti Mangiafuoco
Basta che un'amica torni da una vacanza ben riuscita che ti viene voglia di partire.
Basta guardare un film che premia i coraggiosi, che ti senti subito più motivato.
E magari anche più forte.
Basta un fantasma che torna a manifestarsi che tendi a sentirti fragile e indifeso.
Leggi una fiaba...e ci credi un po' di più.
Ed essere recettivi va bene, essere sensibili...anche.
Ma le barchette di carta...non reggono carichi nè tempeste.
Le insicurezze sono le carnefici del piacere. Più sei insicuro e più la carta della barchetta è sottile e ogni onda da carezza muta in schiaffo.
Sei insicuro e non ti basta più ciò che hai costruito. Hai bisogno di conferme, di coccolare il tuo ego zoppo, di appagare una vanità in crisi.
E lo fai lasciandoti abbagliare da specchietti per allodole. Brillocchi farlocchi. Che somigliano a cose meravigliose: rinascita, sfida, fuga, sfogo, rivalsa, ribellione, cambio di rotta, grande salto.
Fregarti diventa così facile che non ti accorgeresti nemmeno della "loscaggine" del Gatto e la Volpe.
Perchè hai solo bisogno di essere distratto e di qualche sorriso frivolo, senza impegno.
Nuovi rifugi amorevoli e leggeri che non ti portano il conto, sembrano proteggerti dalla pesantezza del mondo.
E a volte ci vuole, a volte la svolta è una tappa obbligata..per non lasciarsi spegnere.
Ma saper distinguere è sempre più difficile. E troppi ci cascano.
Forse in fondo in fondo lo sai.
Te lo senti che non è la verità.
Ti stai raccontando ciò che hai voglia di sentire.
Siamo tutti un po' Lucignoli e ,di riflesso, Mangiafuochi.
E i Grilli Parlanti mi hanno sempre procurato una certa irritazione.
Sono arrivata al punto che mi fa sentire di gran lunga più soddisfatta essere la Fata Turchina e lasciare che tutti facciano il loro gioco.
Non voglio essere un clichè
La prima volta che ti sono passata attraverso. Nella folla. Nelle note.
Ero così comune, non è così?
Hai considerato la mia espressione, chiedendoti se potevo essere vivibile, almeno per una serata.
Eppure ci ho messo una vita a plasmarmi come volevo. E non ci sono ancora riuscita del tutto.
Per fortuna.
Per cosa vivere sennò?
Non ci siamo chiesti nulla. Non abbiamo avuto pretese.
Le nostre sfumature così differenti non turbavano la tela che abbiamo cominciato a dipingere a 4 mani.
Era giusto così, era facile così.
Che poi, alla fine, facile non è stato davvero.
Ma non importa. Tanto meglio.
Per cosa sentirsi vivi sennò?
E mi ritrovo ancora a tentennare, dopo un considerevole sfogliare di pagine temporali, sull'idea di stabilità che mi ero prefissata per sentirmi bene.
Sono contenta-lucente e continuo a temere di non esserlo più, all'improvviso.
Perchè è un clichè, al quale tutti si sono abituati.
Prima o poi le cose cambiano, finiscono e si lasciano rovinare.
Diamo valore a cose, persone momenti...per poi buttarle via, non appena il vento soffia contrario.
Ma io sono nata alla rovescia. Io sono naturalmente legata alle cose, persone, momenti che ho messo dentro al petto. E non riesco a vomitarle fuori come se niente fosse. Per un brivido, un'avventura, una difficoltà superabile.
Io ci credo.
E il cinismo mi abbatte.
Allo stesso tempo sono cinica anch'io. Quando guardo fuori dalla finestra. O forse solo scettica, per paura di sbagliarmi.
Mi vergogno di credere ancora nelle eccezioni. Eppure esistono. Le ho vissute. Ho goduto della loro esistenza.
E sono cresciuta con la grande ambizione di fare la differenza, nel mio piccolo.
Forse pecco di ingenuità. Ma sono in continuo conflitto con la mia visione "romantica" della vita e delle esperienze.
Voglio crederci. Voglio sperare di non essermi infilata in una sceneggiatura già corretta.
Non voglio essere una cazzo di clichè.
Voglio vivere e crescere con un bagaglio eccezionale.
Voglio stare dove le persone che abbraccio e bacio nelle fotografie mi dicono la verità. Bella o terribile che sia.
Dove c'è chi ha il coraggio di reggere la tensione e il silenzio. Chi ha il coraggio di romperlo quel silenzio.
E magari non sono l'unica a vedere la differenza tra lo squallore di finte luci e i bagliori intensi dei cieli estivi. La differenza tra l'intermittenza e la poesia della persistenza.
Non mi arrendo. Mi voglio fidare dell'istinto.
C'era una volta.... aspetta, il resto lo scrivo io.
Te lo ricordi l'odore dell'Eastpack?
Era un odore confuso di tela e gomma. Si mischiava con quello più intenso e dolciastro del vocabolario di greco.
E le Vivident nella tasca esterna. Non mancavano mai la mattina. Poi all'una e venti, rimaneva la scatolina insonora.
Te la ricordi la lite furibonda dopo che Morelli ci fece vedere America History x?
Quanto piansi. Ovviamente troppo. :)
E la lista della spesa da fare al bar di Gae per l'intervallo era destinata al non fumatore più misericordioso che si sobbarcava la fila e la ressa per sfamare tutti.
Panino alla cotoletta, rustiche e un galak. Il mio spuntino fisso.
I miei comapagni di banco più duraturi: Andrea e Gillo. Quindi sentivo idolatrare i Metallica da una parte...e i Nirvana dall'altra.
Andrea credo avesse anche l'ambizione di condizionarmi...tuttora mi ritrovo il logo dei Metallica disegnato sulle mie vecchie Smemo.
A proposito di Smemo...a fine anno diventavano container esplosivi di 8 kg.
Smemo o altro che fosse, per qualche settimana lo scambiavo con il diario di una mia cara amica del Liceo artistico, la Sarina. E quando ce lo restituivamo il mio era diventato un'opera d'arte.
E la gita roccambolesca in Sicilia? Mille tragedie, sbronze moleste e sgami infausti.
Non parliamo della rissa sfiorata a Sorrento di J e Bubi. (eravamo a Sorrento?)
E lo scherzo di Vito e Pippi nei bungalow ? Ci sono venuti a svegliare con le calze nere in testa fingendo una rapina e io non ho nemmeno cagato la mossa e ho continuato a dormire.
Sempre durante quella gita Nico e non so chi altro avevano scoperto che le chiavi aprivano tutti i bungalow e così mentre noi non c'eravamo ..avevano cambiato la disposizione della nostra stanza.
Te l ricordi i primi pacchetti di sigarette comprati a metà? Kim alla menta. Sai Gio, ogni tanto ne fumo qualcuna per risentire il sapore di quel periodo.
Facevamo vibrare il cel di Ste nella sua tasca mentre era interrogato alla lavagna. Che pirla.
E J che faceva il verso della mosca per far impazzire la Di Fiore?
E l'occhio di vetro della prof. R?
E le erezioni di A.C. quando la prof di matematica si metteva la mini?
Ma l'interrogazione di Suor Germana non te la ricordi? Forse sto andando troppo indietro.
Pensavo non mi sarebbe mai mancato tutto questo.
Quando lui ti cambia la vita
Ti avevo immaginato diversamente...dovevi essere una lei, e ti avremmo chiamato Fujiko.
Ma poi c'è stato un errore.
"E' un maschio, mi dispiace,..."
Ti abbiamo visto. Io, Chiarina, Ele e Mary. Quel musetto dolcissimo...quei tuoi acchioni ancora azzurrissimi per i pochi giorni di vita.
Ci siamo guardate...
"Tu vieni a casa con noi."
Da quel momento, dal primo giochino che ti ha comprato la Chiarina...lei è ancora la tua compagna di giochi preferita. Dalla prima poppata col biberon che ti ha dato la Mary...cerchi sempre del cibo tra le sue mani. Dal primo pisolino sulla scrivania dell'Ele mentre ripeteva per un esame...lei è ancora il tuo relax e io, iperprotettiva e innamorata di te sono lo scudo di ogni tua paura.
Sei cresciuto, sempre più simpatico e vivace...hai terrorizzato la veterinaria, hai conquistato amici e personaggi di passaggio, sei stato dolce e presente quando percepivi momenti di grande tensione.
Mi hai fatta disperare quando ti sei nascosto in cantina e ho sentito la felicità VERA quando ti ho riabbracciato.
Riempi le nostre giornate e ci fai sentire mamme adoranti ogni giorno di più.
E magari sei solo un gatto, e magari non sai parlare....ma oggi compi un anno e io ti dedico questo pezzettino di cuore scritto, con tutto l'amore che non avrei mai pensato di provare.
martedì 23 febbraio 2010
QUANDO NON HAI PIù PAURA
Accavallamenti cervellotici di up e down. Un'altalena costante di giornate sì e giornate troppo no.
Molti conti da fare, valutazioni importanti che non puoi accantonare al momento.
Non ti puoi più permettere di fallire, non puoi più crollare perchè hai già consumato quel tempo che non tornerà più.
E io lo ricorderò sempre il mio anno peggiore. Quello del guscio. Quello del "ho paura di uscire", "ho paura di provare", "ho paura di giocare".
Non sapevo nemmeno più piangere. Maratone di 10-12 ore a giocare a Sims. Fino alla follia. 2 ore di sonno a notte, a volte neppure quelle. La chat come occhio bugiardo sul mondo esterno.
Sempre più deserto intorno.
Poi la salvezza. Quel poco di istinto di conservazione che mi ha dato la forza di trascinarmi su, fuori dalla fossa. Ne sono uscita sporca di terra, ferita e debole.
Ma step by step ho ripreso forma e colore.
Ma che colore?
Come mi disegneresti?
Ho cercato di riordinare i miei dogmi. Cosa è veramente importante? In cosa credi?
Io credo nel karma.
E cerco di fare del mio meglio.
Non mi emozionano le stesse di cose di prima. E probabilmente è sempre più difficile emozionarsi per qualcosa in un mondo di latta.
Sono ancora romantica e arrabbiata allo stesso tempo.
Ma ora sento costantemente quel senso di sfida verso tutto ciò che mi soffoca che prima era solo la mia sindone con le mani in alto e lo sguardo basso.
E' una sensazione liquida, come un siero della verità sparato in vena. E non puoi smettere di sentirlo scorrere e di tenere la faccia alta e lo sguardo puntato senza sicura.
Quando senti che non hai più paura.
Quando c'è chi crede in te, che ascolta quello che hai da dire.
Le cose che continuo ad amare le tengo strette al petto e le proteggo con tutte le mie forze.
Ascolto la mia musica preferita quando cammino per la città, quando viaggio in treno, quando scrivo, quando ballo in cucina.
Guardo i miei film preferiti quando tutti dormono.
Quando il gatto è tranquillo.
Sento meno quell'opprimente bisogno di condividere a tutti i costi. Ora mi vivo.
E finalmente ho compreso un'ovvietà che prima non riuscivo a vedere: al di là di cercare sempre la miglior condotta possibile secondo la tua etica personale, quando qualcosa non ti dà quel che dovrebbe darti.. bisogna fare in modo di stare bene con un'alternativa.
E DI ALTERNATIVE è PIENO IL MONDO.
Devi sintonizzarti con ciò che ti fa vibrare più forte.
martedì 12 gennaio 2010
Romanzetto da 4 soldi PARTE ULTIMA
Credo che mi abbia tenuto a distanza giusto il tempo necessario per avere una sorta di "consenso tacito" della bambina.
Bè, io e lei andiamo alla grande.
Io e Daniele finalmente abbiamo rifatto l'amore. In modo molto diverso dalla volta nella toilette.
Lo abbiamo fatto in un letto.
Il suo letto.
E' stato lungo e intenso.
Fronte a fronte, sudore nel sudore, le mie cosce che fremevano dagli spasmi. Le sue mani sempre più forti, eppure mai pesanti su di me. Dappertutto.
Poi mentre l'orgasmo mi stava consumando di piacere lui mi ha detto Ti Amo.
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Ormai praticamente non mi lascia più andare a casa nemmeno per prendere i vestiti...passo i momenti liberi con lui... e le sue t-shirts.
Il mio ex marito i primi tempi adorava il fatto che io fossi molto svagata nell'intimità. Nessuna timidezza nel mostrarmi con la cera peggiore, gara di rutti insieme dopo ogni birra davanti alla tv, autoironia sulle crisi d'identità dei miei capelli.
Ma poi col tempo tutto questo mi ha resa meno femminile. Meno misteriosa.
E lui per tutta risposta si è scopato mia sorella, ovvero una Barbie boccolata lampadata "taccata" lustrata con gli occhi da squalo.
Non che questo mi abbia complessata, ma diciamo che ora qualche titubanza mi coglie.
E se anche Daniele si stancasse di una donna-bambina che gira per casa con il cappuccio della felpa in testa e le pantofole di Candy Candy?
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I mei amici mi mettono in guardia da qualche settimana.
Loro, più obiettivi di me, più lucidi, notano in Daniele delle sfumature che io non riesco a cogliere.
Ultimamente è distratto. Vago. Poco presente.
E' sempre con gli amici, o a suonare, o al lavoro, o in palestra....
Ginevra è spesso dalla nonna. vedo poco pure lei.
L'altra sera è tornato a casa ubriaco e mi ha suonato alla porta alle 2 di notte perchè...aveva voglia di me.
O meglio, aveva voglia di fottere.
L'ho lasciato fare con poca convinzione.
Era distante, volgare. A mala pena mi guardava neli occhi.
Mi veniva da piangere. L'ho mandato a casa senza nemmeno fargli un caffè.
Il giorno dopo l'ho chiamato.
Ho messo in chiaro la mia posizione. Gli ho detto che io volevo una persona coerente accanto e non un bamboccio cresciuto che invece di educare sua figlia passava la sua vita a cercare di continuo una distrazione o un fottuto effimero palliativo di soddisfazione personale.
Lui zitto.
Gran delusione il suo silenzio.
Speravo che ci fosse una spiegazione, un cavillo di salvezza.
E invece mi ha dato ragione.
Mi ha detto che è in continua ricarca di qualcosa. Che si stanca facilmente. Che non vuole rotture di cazzo.
E' stata tutta colpa mia.
Mi sono fatta trasportare da un brivido inaspettato, credevo che avere davanti un giovane uomo lavoratore e padre fosse una garanzia.
E invece niente lo è.
Sono i fatti che contano. Sono i segnali che non vanno MAI sottovalutati.
Ginevra ogni tanto mi passa a salutare con la nuova "babysitter".
Una ragazza giovane, boccolata, "taccata" e lampadata.
E' simpatica. Vuole fare la stilista e si fa la gavetta da Gucci. Le piacciono i bambini, ma solo quelli degli altri. Va a ballare ogni fine settimana e arrotonda con lavori saltuari per comprarsi la macchina sportiva dei suoi sogni. Così può disfarsi della Smart (vi ricorda niente??).
E io?
Bè io mi sono iscritta ad un corso di arti marziali per sfogare la rabbia repressa.
Lavoro più del solito e ho adottato un cucciolo di alano. Si chiama Juri.
Per il momento ho accantonato di nuovo favolette e storie rovinose.
Anche se... il veterinario di Juri...mi sta entrando in testa...ha 38 anni, è italo spagnolo, ha la voce di velluto e profuma sempre di bagnoschiuma...
domenica 3 gennaio 2010
Romanzetto da 4 soldi VOL.12
Che dire…
Stare con lei è come sentire la sabbia sotto i piedi nudi.
E’ così pura e spumeggiante.
Allo stesso tempo la sua vivacità di pensiero mi fa presupporre una innocenza già in fase di risveglio.
E’ dolce, ma vagamente impertinente.
Le piace il suono della parola “dorato”. La dice di continuo anche nei contesti meno opportuni.
Così, solo per pronunciarla una volta in più.
Dice sempre che sono bella come una principessa.
Io continuo a rispondere che è meglio credere alle streghe che alle principesse.
Lei allora ride come se ne sapesse più di me.
Stamattina niente lavoro. Domenica fottutissima.
La aborro.
Divento un’ameba informe piaggiata sul divano, solitamente vestita con gli indumenti più brutti e imbarazzanti che vanta il mio guardaroba.
I capelli si giustificano pur non avendo giustificazioni. La faccia mi diventa grigia, come il mio umore merdoso.
Sto lì a fissare inerme il palinsesto più raccapricciante che trovo tra uno zapping e l’altro finchè ad un certo punto suona il campanello.
Mi alzo dal letargo e oscillo verso il citofono.
-Chi èèè?
Nessuna risposta.
Allora apro il portone e sbircio fuori.
A meno che non sia un folletto mignon o baby puffo direi che mi ha suonato un fantasma.
Poi sul tappetino noto qualcosa.
Tulipano giallo + biglietto.
Sul biglietto un disegno:
un castello.
E dentro una frase:
“Ginevra ha ragione, sono più belli i castelli dei palazzi.”
Romanzetto da 4 soldi VOL.11
Nell'appartamento di Daniele.
Lui è andato via. Mi ha lasciata con l'infante.
Ho freddo. E le mani sudano.
Perfetto.
Ginevra è seduta sul tappeto e gioca coi Lego.
Mi avvicino, mi siedo davanti a lei.
Ha una salopette rosa con sotto una maglietta bianca, i calzini a strisce.
Mi guarda, sorride.
" Voglio fare un castello"
E io: "Mmm, con i Lego?"
E lei: "Sì."
Mi pare difficile.
Al massimo puoi fare un palazzo senza tetto.
" Sicura che non preferisci fare un palazzo?"
"Sì, voglio un castello"
Sì e magari vuole anche un principe e un cavallo bianco.
Povera illusa.
"Se vuoi ti aiuto."
"Va bene. Tu fai il disegno."
Ecco lo sapevo che mi sarebbe toccato riprendere in mano i pastelli.
Dopo 20 minuti mi ha chiesto:
"Mi fai vedere il disegno?"
ECCOLO.
"Chi sono quelli davanti al cancello?" mi chiede Ginevra con gli occhioni sgranati.
"Ehm dunque, c'è la regina, il re, il giardiniere che è l'amico della regina e poi c'è la principessa con il suo ragazzetto...che non è ancora il suo fidanzato, perchè per ora si divertono solo."
Ginevra rimane un po' perplessa. Poi disfa il castello che stava costruendo.
"Ora faccio un palazzo"
Romanzetto da 4 soldi VOL.10
Ordine del giorno: patatine al formaggio, birra rigorosamente Moretti e filmetti distensivi, divano, piedi all'aria. Varie ed eventuali.
Dopo aver seccato il quarto 33ino di Mr Sincerità Moretti ho squarciato il brusio leggero con un glorioso...
"DANIELE è UN RAGAZZO PADRE."
...Mara, Giulia, Taty e Francesca...4 sguardi attoniti su di me.
Taty come al solito rompe il silenzio. "E questo è...un problema...giusto?"
E io: "No, cioè, non so...è che...non me lo aspettavo ecco. Lui era il mio...sensualissimo oggetto del desiderio e ora è...un sensualissimo ragazzo padre."
Ho spiegato poi alle mie 4 sorrellone non di sangue ma di vita che Daniele è diventato padre quasi 3 anni fa, la madre di Ginevra lo ha lasciato e come se non bastasse ha lasciato il paese, per cercare fortuna come danzatrice del ventre.
Ebbene sì. Non sto scherzando.
Ora, il problema fondamentale è che Daniele mi ha chiesto la cortesia di fare da babysitter alla bambina mentre lui è alle prove con la sua cover band.
Sempre che per me non sia un disturbo.
Io credo di aver balbettato una sorta di: "Sì, certo...cioè, vabbè se posso, volentieri. Tra vicini... cioè...sì sì. Figurati."
Checcazzo devo fare?
Mi improvviso babysitter della figlia del mio desire-toy ?
Mara: " Ma è solo un uomo oggetto per te? "
Brrrrrr....domanda-valanga
"Io...io...non so, cioè all'inizio era questo...poi non so...io credo...di provare qualcosa per lui."